
Real Madrid-Napoli (4-2) - Considerazioni sparse
Il Napoli ci prova ma il Real Madrid rimane inavvicinabile.
Una sconfitta netta, per quanto indolore ai fini del passaggio del girone, che può far più male nel morale che in campo. D'altro canto il Napoli contro il Real Madrid ha fatto vedere che è una squadra vera, anche se troppo dipendente da fiammate estemporanee;
Merito di un Real Madrid sì raffazzonato, causa le assenze che hanno tenuto fuori qualche top, ma che resta comunque troppo per un Napoli ancora convalescente: tra gli assenti, purtroppo per gli azzurri, non c'è Bellingham, la cui presenza basta da sola per incutere timore alla retroguardia avversaria. È grazie a lui e a uno straripante Rodrygo, forse, che basta la versione più pigra e indolente degli uomini di Ancelotti per assicurarsi il primato nel girone: ci sarà tempo per alzare i giri, come sa bene una vecchia volpe delle coppe come il tecnico di Reggiolo. Chissà, magari in primavera...;
Le buone notizie, per il Napoli, stanno in un buono spirito di adattamento, con gli azzurri che dopo aver subito l'uno/due regge le sfuriate della squadra di Ancelotti, che anzi spesso è parsa andare in difficoltà quando pressata con continuità e con più uomini. Nel secondo tempo l'ingresso di Osimhen riesce anche a rendere pericoloso il Napoli, che si affaccia spesso dalle parti di Lunin. Un Napoli che, insomma, sta continuando il suo percorso di maturazione, facendosi strada tra diversi ostacoli. A tal proposito, giocare senza terzini sinistri di ruolo al Bernabeu è un handicap non da poco;
Il Napoli ha peccato però in concretezza, cercando troppo spesso la giocata d'effetto piuttosto che rischiare il tiro. Coraggio nella conclusione che non è mancata a Zambo Anguissa, uno dei più positivi e in generale rigenerato dal cambio di panchina. Fumoso Kvaratskhelia, mentre Meret vive una giornata a due facce: due grandi parate sul 2-2, quando ha tenuto a galla i suoi durante le sfuriate dei padroni di casa, le quali però puntavano su un Joselu dalle polveri decisamente bagnate. Arriva però l'errore, grave, sul tiro piuttosto velleitario di Nico Paz a 10' dalla fine che indirizza il match. Arriverà, puntuale, il tempo dei processi per il numero 1 friulano: che resta un gran portiere, ma con problematici cali di concentrazione nel corso dei 90 minuti;
La classifica resta fondamentalmente identica per gli azzurri, che devono raccogliere almeno un punto contro il Braga nell'ultima del girone. Una sconfitta quindi indolore, ma che lascia un certo amaro in bocca per le occasioni in cui, forse, il Napoli ha solo annusato la preda, senza però dare la zampata decisiva. Una partita che deve servire al Napoli e a Mazzarri per migliorare sè stessi: la squadra partenopea, ormai ospite fisso del salotto buono, può e deve andare oltre la soddisfazione di essersi misurata ad armi pari fino all'80', ma trarne spunti per non accontentarsi e fare quest'ultimo step, specialmente mentale.
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