
Fiorentina-Genk (2-1) - Considerazioni sparse
Una partita complicatissima che vale per i viola l'accesso matematico ai playoff della Conference League.
C'è voluto lo svantaggio nel finale del primo tempo, per scuotere i viola da una prima metà di gara passata più che altro all'insegna del torpore. Fiorentina-Genk è una partita complicata, molto più complicata del previsto, con i belgi che per 45 minuti riescono a far leva sui soliti punti irrisolti del gigliati, e con i toscani che nella ripresa vanno all'assalto all'arma bianca, trovando caparbiamente una vittoria su un sottilissimo filo di tensione nervosa;
24 tiri di cui 8 in porta per la Fiorentina, 4 di cui due nello specchio (e un palo) per il Genk, 2.49 xG a 0.43 (Sofascore): è la solita, tradizionale e in parte ingannevole misura della preponderanza viola al Franchi, che tremano in avvio gara (palo del Genk su rapida verticale, macchiata da un'incertezza di Parisi) e hanno ancora bisogno della letale freddezza di Nico Gonzalez dal dischetto per venire a capo della partita. Responsabilità che l'argentino si prende anche al culmine di una prestazione non brillante, a riprova dell'assoluta leadership tecnica del numero 10 per la squadra di Italiano;
La scelta di lasciare inizialmente in panchina il giovane talento El Khannouss, mattatore a centrocampo nella gara d'andata, è forse il miglior regalo sul piano tecnico che il Genk fa ai viola. I belgi decidono di affrontare la Fiorentina più che altro facendo leva sulle ripartenze negli spazi ampi e difendendosi con il coltello tra i denti, ma la poca qualità della squadra di Vrancken si fa sentire nella ripresa, quando la Fiorentina alza ritmi e intensità delle giocate. Alla fine, la perdita di controllo sull'entropia della gara sarà decisiva nel far pendere la bilancia a sfavore del Genk;
Il rigore della vittoria se lo procura il rientrante Michael Kayode, subentrato all'intervallo a un Parisi ancora bifronte tra una grande produzione di gioco in avanti e le palesi difficoltà di orientamento in difesa, da dirottato sulla corsia del suo piede sbagliato. Sembra un dettaglio, ma il recupero del 19enne Kayode è un tassello importante per i viola, con un giocatore disciplinato e capace di giocare in sicurezza nonostante la giovane età, in una squadra spesso e volentieri tendente allo svagamento. Il rigore rimediato, più che la conferma, ne è il giusto riconoscimento.
Mentre continua l'astinenza dal gol dei centravanti nonostante il buon ingresso di Beltran (stasera partiva Kouamé titolare come punta centrale, scelta indicativa), la Fiorentina intanto fissa con una giornata di anticipo la qualificazione quantomeno ai playoff di febbraio, mantenendo la testa del girone. Restano due risultati su tre in Ungheria per staccare da subito il biglietto per gli ottavi di finale: nonostante gli affanni, l'aria d'Europa continua ad essere un toccasana di fiducia e risultati per questa Fiorentina.
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