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Tyrese Maxey
, 29 Novembre 2023

Tyrese Maxey, il nuovo Robin


L'ultima tappa del Process di Philadelphia è segnata dalla guardia da Kentucky.

3 novembre 2023, due giorni dopo lo scambio che ha portato James Harden, PJ Tucker e Filip Petrusev ai Los Angeles Clippers. Tre colpi di martello di Haason Reddick, linebacker dei Philadephia Eagles, sulla campana del Wells Fargo Center, simbolo cittadino di unità e passione per dei 76ers che, di unità, ne hanno avuta ben poca negli ultimi anni. Sono passati oramai una decina d’anni dall’inizio del “Process”, da quando cioè Philadelphia ha iniziato a mettere le basi per quel futuro che è ora presente, e i tre rintocchi contengono intrinsecamente tutte le parole del lessico affettivo della Città dell'Amore Fraterno.

Oltre a Joel Embiid, si sono susseguiti i Nerlens Noel prima e i Jahlil Okafor, Ben Simmons e Markelle Fultz poi, fino ad arrivare alla scelta del febbraio del 2022: James Harden, con il suo allora amico Daryl Morey, è l'ultimo tassello di un percorso decennale, salvo poi naufragare meno di due anni con bugie presunte e verità mai rivelate. Il “Process” è terminato con l’arrivo del Barba? Solo in parte: ora è iniziato un altro periodo, sotto la guida di Nick Nurse, di Embiid e, da quest’anno, di Tyrese Maxey.

L’ex giocatore di Kentucky è stato scelto con la 21esima chiamata al Draft 2020: con Simmons e con Harden c’era già, ma è dal 2023/24 che il suo impatto è salito notevolmente. E, ovviamente, la trade del 3 novembre c’entra eccome. Philadelphia ha cambiato stile di gioco: corre di più (il pace dell'inizio di RS è 99.57 rispetto ai 97.44 possessi medi per 48' della scorsa stagione), sta mettendo in campo una pallacanestro più fluida, meno basata sugli isolamenti e più sugli hand off. I 76ers entrano più velocemente nell’azione, difficilmente si incorre nel rischio di avere un attacco stagnante: in questo tipo di gioco, Tyrese Maxey ci sguazza.

Il minutaggio è aumentato di quasi 5' a partita - con 38.4 minuti sul parquet a notte, Tyrese è il giocatore NBA più impiegato di media - rispetto alla scorsa stagione, con coach Nurse perfetto bilanciere nel dividere quello di Maxey e quello di Embiid per avere almeno uno dei due sempre in campo. La rotazione, a meno di problemi di falli, è stata strutturata ad inizio anno facendo sedere il numero #0 a 5' dalla fine del 1° e del 3° quarto, mentre il centro camerunense riposa nei primi 5' del 2° e del 4° quarto.

Philadelphia, dopo 17 partite, è 2° nella lega per Offensive Rating (120.2, solo Indiana con 122.5 fa meglio) e 2° per Net Rating (+8.6, solo Boston e il suo +9.7 è sopra): buona parte di questa produzione deriva dall’incremento realizzativo dello stesso Maxey, passato dai 20.3 punti e 3.5 assist di media ai 26.6 punti e 6.9 assist di quella attuale. Il suo ruolo è diventato più centrale, con maggiori responsabilità nella gestione dei possessi. L’azione parte da spesso dalla guardia di Kentucky, che sia una penetrazione diretta quando la difesa non è correttamente schierata, un P&R o P&Pop con il lungo o un consegnato che gli permette di acquisire vantaggio dinamico prima del primo palleggio: un set all’apparenza facile e banale, ma che mette in mostra l'abbacinante velocità di base di Tyrese.

Una semplice ricezione in corsa di un passaggio di Embiid gli permette di acquistare un vantaggio che costringe Buddy Hield a sprintare per recuperarlo, salvo poi venire depistato dalla tripla che sigilla la vittoria e il massimo in carriera dello #0 dei Sixers. Le triple in side step o step back, che predilige solitamente andando verso sinistra, sono un'arma ormai affinata e affilata, grazie alla grande forza nelle gambe che gli consente di generare una parabola di tiro e una separazione difficilmente colmabile dal difensore in marcatura.

Un’altra soluzione che Tyrese Maxey adotta dopo il consegnato è il driving game: sfruttando un'accelerazione quasi impossibile da eguagliare, lo #0 riesce ad arrivare fino in fondo con lo slancio necessario per chiudere contro gli eventuali rim protector a centro area.

Da queste situazioni Tyrese Maxey genera 4.2 punti a partita, 1° nella lega, su 3.2 possessi a gara: solamente Kevin Huerter ne gioca di più, ma non con la stessa efficienza su un volume simile di conclusioni. Il ruolo di Embiid in queste giocate è importante: dopo aver lasciato il pallone al giocatore in uscita, il camerunense piazza un blocco corretto che consente al compagno che arriva in corsa di crearsi quel decisivo vantaggio tra lui e il suo marcatore per poi poter sviluppare l’azione partendo da un passo d'anticipo acquisito.

Se si menziona in aggiunta il gioco a due tra Maxey e Embiid, la faccenda diventa ancora più complessa per le difese avversarie. Gli americani lo definirebbero "pick your poison”, scegli il tuo veleno: la pericolosità dell'ultimo MVP della Lega non la si scopre certo oggi, tra affondate al ferro, leggiadri jumper dal midrange e tiri da 3 punti con tocco vellutato, mentre quella dell’ex Kentucky sta emergendo sotto gli occhi di tutti con maggiore costanza realmente da questa stagione.

Rispetto alla scorsa stagione - nella quale c’era ancora Harden a gestire il pace di Philadelphia - il numero di azioni che Maxey gioca da handler del P&R sono passate da 5.9 a 8.7 a partita. Seppur diminuendo di poco la propria efficienza (è nel 64° percentile, nella regular season 2022/23 era nell'83°), il volume superiore giustifica ampiamente la scelta.

Il quarto di campo alla sinistra del tabellone è quello prediletto in cui giocare il gioco a 2 con angolo svuotato tra lui ed Embiid: il finale può essere una schiacciata o una tripla wide open di un tiratore sul perimetro dopo che la difesa è collassata a centro area.

Nei quintetti con un lungo meno versatile e completo offensivamente come Paul Reed, invece, è più probabile che a chiudere l’azione sia Maxey, con un tiro da tre punti o con una penetrazione al ferro. L’inizio di RS di Maxey è stato scintillante: a ulteriore riprova, è stato il primo nella storia NBA a viaggiare a 28 punti e 7 assist di media nelle prime 10 partite di stagione, tirando con il 40% da tre punti (percentuale che nel frattempo non è ancora calata, attestandosi al 40.3%). Il suo ruolo all’interno dell’attacco della squadra è sempre più centrale, così come è decisivo il suo apporto difensivo.

Philadelphia ha bisogno che Tyrese si confermi una non “liability” nelle partite che contano, soprattutto nella metà campo difensiva e quando gli aggiustamenti delle contender della Eastern Conference - Boston Celtics o i Milwaukee Bucks – sempre che quest’ultimi riescano a risolvere i propri problemi difensivi e che Boston non trovi sulla propria strada ancora i Miami Heat - si presenteranno in serie al meglio delle 7 gare.

Nick Nurse siede sulla panchina dei 76ers da una ventina di partite mal contate, ma è già riuscito a dare un’immagine nuova a questi 76ers: in primo piano sempre c'è Joel Embiid, il Batman della franchigia, e al suo fianco Tyrese Maxey, il nuovo Robin.


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