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Copertina Alejandro Garnacho
, 28 Novembre 2023

Alejandro Garnacho è puro istinto


E lo ha dimostrato con un gol straordinario.

Il momento in cui ci siamo accorti dell’esistenza di Alejandro Garnacho è stato nella primavera del 2022: questo ragazzo stava avendo la fortuna di giocare contemporaneamente con Cristiano Ronaldo nel Manchester United e Leo Messi nell’Argentina. Garnacho aveva appena 18 anni e si allenava con la squadra giovanile del Manchester United, mentre Scaloni aveva cominciato a portarlo nel gruppo della nazionale – come quello riservato a molti giovani argentini, tra cui Matias Soulé – nelle partite precedenti al mondiale qatariota.

Garnacho era diventato famoso da poco, da quando Cristiano Ronaldo gli aveva regalato il pallone ricevuto dopo una tripletta al Norwich. Celebrando quel momento, Garnacho aveva scritto "Il più grande di sempre" solo per vedersi rispondere, dal Kun Agüero, “Perché non hai ancora giocato con Messi.” In quel momento Garnacho aveva conosciuto Messi solo per qualche allenamento in nazionale; il primo incontro lo aveva immortalato in una foto accompagnata dalla caption: "I sogni diventano davvero realtà"

Garnacho riuscirà a calcare il campo con Messi circa un anno dopo, ma questo traguardo non sembra smuoverlo più di tanto. Vedendo tutti i post in cui celebra ogni contatto con Cristiano Ronaldo come una benedizione divina, in cui mette le foto delle esultanze copiate dal portoghese, c'è da credere che, alla fine, Garnacho abbia le idee chiare su chi preferisce tra i due mostri sacri. Anche Scholes, commentando la sua partita di ottobre 2022 contro lo Sheriff Tiraspol, aveva usato il giovane Cristiano Ronaldo come termine di confronto: ha fatto un torto a Garnacho stesso, il cui talento era già abbastanza esaltante e non aveva bisogno di paragoni eccessivi?

Oggi Garnacho ha 19 anni e non sembra un giocatore ingenuo, per quanto ten Hag sottolinei a volte la sua necessità di maturare nel decision making. Al netto di questo, pur non avendo la continuità di un giocatore di primo livello, l'argentino ha la qualità di dare concretezza alle sue giocate, senza preoccuparsi del lato estetico. Il primo gol di questa stagione, a settembre contro il Crystal Palace, è un condensato del suo stile di gioco. Riceve molto aperto sulla sinistra, si porta avanti il pallone con l’esterno e quando Rak-Sakyi gli si fa sotto, l’argentino prova un doppio passo, come fosse un atto dovuto: quando realizza che il tentativo non ha sortito alcun effetto, decide di scaricare indietro. Una giocata conservativa, un po’ deludente per un 19enne che dice di avere Ronaldo come idolo.

Mount cambia gioco sul lato opposto, trovando Pellistri, che serve la sovrapposizione interna di Dalot. Il portoghese tenta un cutback verso il limite dell’area piccola: Garnacho, che ha seguito l’azione, taglia alle spalle di Rak-Sakyi nel mezzo spazio sinistro tenendo a distanza Clyne, e arriva al momento perfetto per girare in porta. La meccanica con cui Garnacho confeziona il gol è interessante non tanto per l’esecuzione in sé quanto per il modo in cui si costruisce il movimento, senza forzare e assecondando il flusso del gioco.

Il suo stile si riflette nel modo in cui costruisce il gol: Garnacho è un giocatore molto diretto, che prende rischi ma che sta iniziando anche a capire quando può e quando non può farlo. La sua qualità, in questo specifico momento storico, stride rispetto alla tragicomica inconcludenza mostrata dai suoi compagni di ruolo, Antony e Sancho, tanto nella scorsa stagione quanto - in misura ancora maggiore - in questa. La partita manifesto di questa dissonanza performativa è quella giocata a metà marzo 2023 contro il Wolverhampton, in cui a Garnacho sono bastati 5' per segnare dopo che i suoi compagni avevano tentato, senza successo, per tutta la partita. Quello di Garnacho non è un gol particolarmente difficile - un piazzato destro da dentro l'area su una transizione lunga - ma l'argentino in quella situazione ha mostrato una lucidità di esecuzione che né Sancho né Antony hanno mai trovato nel loro periodo a Manchester.

Osservandolo giocare, Garnacho trasmette la sensazione di essere un giocatore che - anche quando non riesce a essere efficace - ha sempre ben chiaro cosa vuole fare. Il gol segnato a marzo contro il West Ham in FA Cup è una chiara dimostrazione: l’esecuzione è straordinaria non tanto per come piazza il destro sul palo lontano, quanto per come Garnacho si costruisce il tiro, controllando e calciando a giro in una frazione di secondo e in maniera totalmente istintiva, facendola sembrare la scelta più naturale possibile.

Anche nella finale di FA Youth Cup di maggio 2022, la reattività e l’istintività di Garnacho sembrano proiettarlo su scale di tempo diverse da quelle di un diciottenne qualsiasi: le due reti non sono manifesti di pura tecnica, ma della capacità di leggere le traiettorie del pallone. Nel primo gol intuisce la difficoltà in uscita dalla costruzione bassa del Nottingham e attacca il corridoio tra i due centrali, trovandosi perfettamente in tempo per raccogliere sul destro il controllo sbagliato dell’avversario, prendere un fallo da rigore – il tocco sarebbe fuori area ma, ipotizzando l’intervento del VAR, questa giocata avrebbe comunque causato un cartellino rosso – e andando a trasformare, ovviamente esultando come Cristiano Ronaldo con tanto di “siuuuu” di Old Trafford.

Anche nel secondo gol, viziato da una deviazione, Garnacho si dimostra il più reattivo a cogliere gli errori avversari, virando a velocità folle su un pallone lisciato e rientrando velocemente dentro il campo per costruirsi il tiro.

Non è difficile percepire in Garnacho una personalità fuori dal comune: il modo in cui si pone in campo, con lo sguardo cattivo e una postura incredibilmente aggressiva, tradisce la voglia di essere decisivo e di volerlo essere sempre meglio e sempre di più, con una severità verso sé che sembra quella di un ragazzino che ha consumato ore di video di Cristiano Ronaldo – forse addirittura più fuori dal campo che dentro – per tutta l'infanzia e adolescenza.

Se questa doveva essere la stagione in cui alzare ulteriormente l’asticella, si può dire che, fino alla partita contro l’Everton, Garnacho lo ha fatto in parte, ma non per colpa sua: il Man United, a causa di svariati infortuni, non ha mai trovato una forma pienamente riconoscibile. L’argentino, per paradosso, si è trovato a dover lottare per il posto con Rashford (entrambi hanno tratti comuni nell'impostazione del loro gioco: preferiscono, ad esempio, partire dalla stessa zona di campo) e solo le vicende extra-campo di Antony e Sancho gli hanno garantito spazio, spingendo ten Hag a cambiare lato a Rashford stesso per trovare un posto all'argentino.

L’unico dato in cui si è visto un sensibile miglioramento rispetto alla scorsa stagione, oltre a quello dei minuti giocati – è quasi a 800 in tutte le competizioni, contro i 1000 accumulati nell'intera scorsa stagione – è quello dei passaggi chiave, quasi triplicati in un anno. Garnacho è ora un giocatore anche più inserito nella squadra.

Quanto detto finora ci pone davanti a un giocatore di talento ma soprattutto di personalità, con ambizione di decidere la partite in modo concreto; un esterno che dribbla solo per avvicinarsi alla porta e creare occasioni, con esecuzioni tecniche in cui l’eleganza e l’estetica sono puramente mezzo per l’efficacia.

Il gol che segna all’Everton, però, mette tutto in un’ottica diversa. Difficile non notare in modo chiaro le sue qualità: sul cross, mal calibrato, di Dalot, Garnacho si allontana dalla porta, cercando di compensare la traiettoria a uscire, è molto rapido a capire che non ci sono altre soluzioni per recuperare quel pallone. La rovesciata, quindi, è perfetta in tutto: la coordinazione e il modo in cui il corpo si articola, come fosse un cigno di origami, mostra una sensibilità nei movimenti straordinaria, un’esecuzione praticamente perfetta anche nel suo dettaglio più minimale.

L’impatto è perfetto, una conseguenza naturale della meccanica che lo precede. Il pallone non esce troppo potente, ma ha una parabola perfetta, che passa sopra la mano di richiamo di Pickford. Per Garnacho è il primo gol stagionale in Premier, forse meno decisivo di quelli segnati prima ma il più bello della carriera. Nel commentare il gesto, ten Hag ha subito menzionato Ronaldo e Rooney, dicendo che Garnacho ha i mezzi anche per raggiungere il loro status: “Se vorrà eguagliare gente come loro dovrà fare 20-25 gol ogni anno. Non è facile ma ha tutto il potenziale per riuscirci.

L’investitura di ten Hag non è la prima che Garnacho ha ricevuto a Manchester: proprio un anno fa, dopo il primo gol in prima squadra, sia lo stesso ten Hag che Bruno Fernandes avevano sottolineato come tutti nel club nutrissero grandi aspettative. Curiosamente, uno dei principali limiti che entrambi hanno menzionato riguardava la mentalità dell’argentino. È un dato interessante che, per certi versi, mostra anche dove direzionare la sua crescita: Garnacho, pur avendo una fame d'altri tempi, è un giocatore che ancora fatica a mantenere il livello alto nei 90' – legittimo, per un 19enne – e che, per quanto in crescita sotto questo aspetto, non ha una predisposizione ancora ideale in fase di non possesso, dove è molto intenso in pressione ma poco accorto nei ripiegamenti.

Se ten Hag aveva cercato di spronare la crescita di Garnacho già negli scorsi mesi, è anche vero che mai come in questo momento gli stia dando spazio in campo: titolare nelle ultime 3 di Premier League – 5 includendo anche le coppe –, in generale l'ex Ajax sembra nutrire più fiducia. Garnacho dovrà essere bravo a fare altri passi in avanti. Con i mezzi che ha a disposizione, non è difficile credere che possa riuscirci.

  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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