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Copertina Bologna-Torino
, 27 Novembre 2023

Bologna-Torino (2-0) - Considerazioni sparse


Bologna è una regola: i rossoblù fanno valer la legge del Dall'Ara e si issano al quinto posto.

Bologna-Torino è la sfida tra le due più rinomate e storiche wannabe della Serie A: sempre in cerca di un guizzo che non arriva mai per fare qualcosa in più, assaporare l’Europa, e presto distanti da sabbie mobili pericolose. Due squadre sicuramente intriganti, che però sinora stentavano a decollare: e sino al 57' non decolla nemmeno la partita, finchè non viene spaccata dal gol di Fabbian su un gravissimo errore del portiere granata Gemello, che vale, insieme al pregevolissimo raddoppio di Zirkzee nel recupero, per i padroni di casa un successo importantissimo. I rossoblù con questi tre punti il guizzo lo trovano eccome, e raggiungono addirittura la Roma al quinto posto, a ridosso della zona Champions. Il Toro merita la sconfitta e conferma invece ciò che è dal triennio targato Juric: una incompiuta con limiti evidenti in campo e forse anche in panchina.

Il ruolino di marcia casalingo del Bologna è da applausi a scena aperta: 8 risultati utili consecutivi e 4 vittorie di fila, con i 3 punti ottenuti questa sera. Con questa vittoria, i felsinei raggiungono una posizione in classifica che conferisce un sapore totalmente diverso alla loro stagione: è in questi testa a testa che si misura la maturità di una squadra, e sarà interessante capire se effettivamente il futuro del Bologna sarà diverso da quello delle ultime annate. Per paradosso, questo cambio di marcia arriva con una delle performances meno apprezzabili esteticamente da quando Motta è alla guida della squadra: ma ai rossoblù non difetta certo il gioco, che anche stasera è andato in crescendo, e per cambiare il proprio status, quello che serviva era proprio imparare vincere le partite in cui non si gioca granchè bene, come questa. Che sia la volta buona per smettere di essere wannabe? Di certo il morale è alto, e di fronte a questa classifica non potrebbe che esser così.

Il Torino delle ultime uscite sembrava ritrovato, e quindi Juric riparte dal "nuovo" assetto in 3-5-2: l’unica cosa che cambia è la scelta del portiere, perché a sorpresa c’è Gemello e non Vanja, e non si capisce bene se questa rotazione tra i pali sia un omaggio dell'allievo al Gasp maestro o sia figlia di acciacchi non comunicati. Di certo, però, la scelta non paga, perchè l'errore dell'estremo difensore granata è dilettantesco: un'uscita così avventata, su una palla diretta verso l'esterno e con due difensori in protezione, è semplicemente sconsiderata. Il Toro ha un serio problema in porta, dove già Milinkovic-Savic ha fatto perdere numerosi punti alla squadra (derby docet), e Gemello, prodotto del vivaio promosso dopo l'epurazione di Berisha, ha dimostrato stasera di non costituire una seria alternativa. Una domanda già posta, ma non ridondante: dove sarebbero i granata con un portiere di livello superiore? Per il resto, la prestazione non è di certo delle migliori, con ancora una volta un secondo tempo in netto calo tecnico e agonistico che, errore disgraziato a parte, deve fare riflettere.

La sfida nella sfida era quella tra i due tecnici, Motta contro Juric: benchè fossero compagni di stanza nel Genoa di Gasperini e si siano sbellicati di complimenti reciproci in conferenza stampa, si tratta di due profili profondamente diversi per sistema di gioco e spirito ma anche per stile, accomunati dalla ricerca di una definitiva consacrazione. Il brasiliano sembra avere quel pedigree da top team che al collega creato manca, ed in questo probabilmente somigliano al mestiere che facevano in campo, dove uno dettava con eleganza i tempi di gioco e l’altro era un gregario eccezionale. Venendo al campo, c'è da dire che le due scelte degli allenatori più discusse di stasera si sono rivelate, ironia della sorte, pure le più decisive: è Fabbian a siglare la rete rossoblù, è Gemello a propiziarla. Inoltre c'è da dire che, se la gara nella prima frazione era bloccata ed incolore da ambo i lati, nel secondo tempo i rossoblù hanno tecnicamente e fisicamente surclassato gli ospiti. Insomma, stasera è game, set, match per Thiago Motta.

Non si annullano gol come quelli di Vlasic, per due motivi sostanziali: il primo, perché l’interferenza data dal fatto che Sanabria sfiori la palla è francamente ininfluente su un tiro che viaggia a quella velocità. Il secondo è perché se pensiamo al calcio nella sua essenza, pensiamo a quanto è bello un gol come questo, da fuori area all’incrocio dei pali, alla bellezza di quel gesto tecnico, e non alla tecnologia che cerca il pelo nell’uovo per scopi, in fin dei conti, burocratici. Se questa spiegazione non vi convince, proviamo una terza: nessuno, tra i giocatori del Bologna, nemmanco Skorupski, stava accennando alla benchè minima protesta. Se il VAR serve a questo, non solo non rappresenta un plus, ma addirittura un ostacolo alla ratio di questo gioco di cui si potrebbe fare, volentieri, a meno.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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