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, 26 Novembre 2023

Roma-Udinese (3-1) - Considerazioni Sparse


La Roma ottiene l'ennesima vittoria nel finale, facendo valere la sua maggiore qualità.

Roma-Udinese era una partita che, al netto della disparità di valori, assegnava dei punti pesanti per entrambe le squadre. Nel primo tempo l'Udinese si presenta con un atteggiamento estremamente prudente, con una difesa molto bassa a protezione della propria area e volta a chiudere i mezzi spazi alle spalle del centrocampo dove agiscono Dybala e Pellegrini, rinunciando ad ogni velleità di ripartire o creare pericoli. Questo da un lato crea difficoltà alla Roma, mai troppo a suo agio ad attaccare contro difese schierate, ma dall'altro le consente di sviluppare senza troppa pressione la manovra e di prendere il controllo delle operazioni sin dal primo minuto, cosa tutt'altro che scontata alle latitudini giallorosse alla luce dei modesti dati sul possesso palla in stagione.

A sbloccarla ci pensa Mancini dopo 20', con quello che era stato un marchio di fabbrica della scorsa annata: l'incornata da calcio piazzato. La Roma continua a dominare e avrebbe in più occasioni terreno fertile per raddoppiare, ma a mancare è quasi sempre l'ultimo passaggio. Spinazzola in particolare perde a più riprese un tempo di gioco, con la sua spasmodica ricerca del piede forte, e mostra dei limiti piuttosto evidenti nell'associarsi con i compagni.

Nella ripresa la musica cambia, merito di un approccio completamente diverso degli uomini di Cioffi. La Roma sperava di gestire e invece inizia a soffrire sia la qualità delle mezzali Payero (autore di un ottimo match) e Samardzic e la posizione più alta dei due "quinti". Arriva così, al termine di una bella manovra, il primo gol su azione di Thauvin in Serie A, che vale il pareggio. I cambi di Mourinho, con l'ingresso di El Sharaawy a tutta fascia e di Azmoun al posto di uno spento Pellegrini, si rivelano azzeccati e forzano i giallorossi ad alzare il baricentro. Come ormai da copione nei match casalinghi, arrivano anche stavolta due gol nel finale, nel quale fondamentalmente la Roma riesce a far valere la sua superiore caratura tecnica.

Lukaku stavolta non segna, ma continua ad essere un punto di riferimento fondamentale sia come scorciatoia per saltare il centrocampo che per aprire spazi ai compagni con la sua fisicità. Dybala, nonostante un match ricco di errori non da lui, alla fine risulta decisivo con un assist e soprattutto con il gol del 2-1, frutto di una "connection" ormai rodata con il centravanti belga. Ottimo ancora una volta l'ingresso di ElSharaawy, mentre Spinazzola e Karsdorp continuano a palesare dei limiti evidenti nelle scelte e nel dare ampiezza alla manovra offensiva.

La Roma alla fine sfrutta i passi falsi di Atalanta e Fiorentina e agguanta con merito il quinto posto. Rimane però l'impressione che per fare un ulteriore salto, che significherebbe quarto posto e quindi il raggiungimento dell'obiettivo stagionale, non ci si possa continuare ad affidare a reazioni rabbiose (per quanto positive) e a vittorie strappate in zona Cesarini, anche se oggi qualcosa in questo senso si è visto. Nell'Udinese, oltre al già citato Payero, brilla nella ripresa anche Thauvin, mentre Ebosele mostra lampi interessanti ma nel complesso è troppo arruffone. L'ingresso di Lucca, unito all'ennesima prova di buona volontà ma di totale inconsistenza di Success, mostra dove risiede il vero problema dei bianconeri: nell'assenza di un numero 9 che possa almeno rasentare la decenza.


  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore.
    Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali.
    Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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