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L'ultimo Gran Premio di Formula 1 della stagione, quello di Abi Dhabi, certifica per l'ennesima volta il dominio di Max Verstappen
, 26 Novembre 2023

Formula 1, GP Abu Dhabi - Considerazioni Sparse


Ennesimo show solitario per Max. La Ferrari non riesce a superare la Mercedes al secondo posto costruttori.

Il numero 1.000 è storicamente d'impatto. "Mille e non più mille" si narra fu più di una superstizione all'alba del Secondo Milennio, anche se gli storici negli ultimi decenni hanno tentato di ridimensionare tali voci. Ebbene Max Verstappen ha superato i 1.000 giri in testa nel solo Mondiale 2023. Un numero spaventoso, che forse più di altri da il senso di cosa è stata questa stagione di Formula 1. Un dominio che fa paura anche pensando al futuro, perché è facile pensare che non basteranno i pochi mesi da qui al primo GP 2024 alla concorrenza per colmare questo gap oceanico. Anche oggi l'olandese ha fatto gara a sé, ad eccezione del primo passaggio, dove Leclerc ha provato un sorpasso che tutto faceva pensare sarebbe stato solo momentaneo.

La gara odierna è stata vissuta sull'alto degrado degli pneumatici, terreno su cui la Red Bull è ancora più performante rispetto al vantaggio medio che ha negli altri aspetti tecnici. Ad un certo punto si poteva pensare che entrambi i piloti della scuderia di Milton Keynes terminassero la corsa con un unico pit stop, idea probabilmente accantonata per motivi di mera sicurezza, in quanto a livello prestazionale ciò avrebbe assicurato una facile doppietta. Il confronto tra Perez e Sainz da questo punto di vista è impietoso, con lo spagnolo costretto a fare tyre management aspettando, inutilmente, una safety car per l'intero GP. Speranza di per sé non vana, ma beffata dalla prima edizione nella storia del Gp di Abu Dhabi senza l'intervento della safety.

Gli ultimi due weekend di Sainz vanno in archivio in modo piuttosto mesto: due incidenti nelle libere del venerdì (il famoso tombino di Las Vegas e il botto autoinflittosi di due giorni fa) hanno pesantemente condizionato le prestazioni di Carlos, che si è visto addirittura superare da Leclerc in classifica piloti, dopo averlo tenuto dietro per l'intero arco della stagione, e che soprattutto non è riuscito a dare l'apporto necessario per permettere a Leclerc di vincere a Las Vegas e alla Ferrari di completare l'operazione sorpasso nel costruttori sulla Mercedes.

Menzione d'onore per Alonso e Tsunoda. Il primo che al solito si dimostra un lottatore d'altri tempi, un pilota che vive per la lotta in pista, che valga per un titolo mondiale, per strappare un punto o per concludere nei primi 15. Fernando sembra un samurai capitato per caso nell'era della guerra cibernetica, in costante ricerca del contatto con gli altri piloti, allo scopo di mostrare l'infinito repertorio di trucchi e manovre a sua disposizione: lo sfioramento delle barriere mentre era impegnato a tener sott'occhio le manovre di Hamilton (capirai, e chi sennò?) dietro di lui è un istant classic. Yuki invece chiude ottavo una gara in cui forse dimostra segnali di crescita in termini di maturità, concentrazione e sicurezza: tutti fattori che a rotazione ha dimostrato di non possedere in maniera costante nell'arco dei vari weekend.

La Ferrari non è forse mai stata la seconda forza del Mondiale di Formula 1, se non in isolati casi a seconda del circuito affrontato. Rispetto alle altre concorrenti ( Mercedes, Aston Martin e McLaren) si può però dire che la Rossa non sia quasi mai scesa dal podio dei valori in pista e questo le ha consentito di sfiorare il secondo posto costruttori, un risultato comunque molto deludente e che certifica un vistoso passo indietro rispetto ad una stagione 2022 che, seppur finita in calando, aveva visto la Ferrari lottare con la Red Bull fino a metà Mondiale. Il 2024 sarà il primo integralmente targato Vasseur: vedremo se la crescita della prestazioni di questa parte finale di campionato verranno confermate dalla vettura pensata per la Formula 1 2024. Sarà obbligatorio essere perlomeno la seconda scuderia in pista, cercando di avvicinare una Red Bull che, almeno questo è l'augurio "logico", non potrà avere troppi margini di miglioramento.

  • Guastallese, classe 1987. Italia-Nigeria del '94 gli fa scoprire questa cosa chiamata Sport, con effetti anche gravi. Altre passioni: i numeri, i libri e la ricerca dello One Piece.

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