Milan-Fiorentina
, 25 Novembre 2023

Milan-Fiorentina (1-0) - Considerazioni Sparse


Il Milan prevale dal dischetto in una sfida tra due squadre molto poco lucide.

Una partita strana, quella di San Siro. Una partita tra due squadre che non se la sentono più di tanto, trasudano fragilità e che quando provano a scuotersi si rivelano effettivamente tali. La spunta il Milan con l'idea e la realizzazione di Theo Hernandez dal dischetto, forse l'unico giocatore accettabilmente presentabile e di caratura superiore sceso in campo, bravo a costringere Parisi allo sciagurato intervento e a sfruttare l'unica (unica) palla buona giocata da Jovic in 83 minuti;

Quasi tutto il primo tempo scorre placido e senza squilli, con due squadre molto guardinghe che vogliono più che altro palleggiare senza prendersi rischi. Sembra non esserci alcuna scintilla nel duello Milan-Fiorentina, come se la pausa delle nazionali avesse spento gli altoforni e le due compagini fossero ormai incapaci di produrre qualcosa. Poi un'occasione sprecata da Nico Gonzalez (specchio non inquadrato da posizione invitante) e qualche fiammata estemporanea dei rossoneri, con la Fiorentina che perde le distanze e concede il rigore. Il Milan va così avanti e la ripresa si apre su tutt'altro spartito, che in ogni nota pare far risuonare a San Siro la parola "ansia";

Ansia della Fiorentina di rimontare, ansia del Milan di mantenere il vantaggio. Le squadre si spaccano, e più di caparbietà che di ragionamento arrivano occasioni da entrambe le parti. L'ultima delle tante, forse la più clamorosa di tutte, capita a Mandragora al 96': Maignan respinge con la faccia, di istinto e fortuna, il piatto mancino dell'avversario da meno un metro. Degno finale di una partita in cui la freddezza, nonostante la temperatura, è stata merce sconosciuta;

Il Milan, nonostante la vittoria, naviga a vista nei soliti problemi, stasera aggravati da assenze pesanti. La poca sostanza di Pulisic e soprattutto Chukwueze, i pochi riferimenti chiari a centrocampo, la modalità ancora balneare di Jovic si innestano nel quadro di una squadra ancora, sempre spaventata dalla sua ombra. Sponda opposta, allo stesso modo la Fiorentina annaspa nelle sue endemiche ingenuità e nella mancanza di concretezza. Per costanza nell'attaccare, i Viola avrebbero anche meritato il pari, ma lo spreco fatto delle occasioni create e gli errori di gestione e lettura in troppi momenti non possono concedere scampo;

A 15 anni e 260 giorni, Francesco Camarda è il più giovane esordiente della storia della Serie A. Entrato all'83esimo al posto di Jovic, ha giocato 14 minuti recupero compreso. Con tutto il bene e l'affetto per la visibile e legittima emozione, un ingresso buono solo per le statistiche, obbligato dalle tremende assenze in attacco del Milan. Ne riparliamo tra qualche anno. Di certo, la sua timida presenza in campo non lo ha reso il peggiore tra i centravanti che in questa gara hanno calcato San Siro. La sensazione di inconsistenza trasmessa da Beltran prima e Nzola poi lato Fiorentina, e da Jovic dall'altra parte, resta qualcosa di incomparabilmente superiore. Tutto ciò senza togliere meriti a Maignan e Terracciano, forse gli unici ad aver preso sul serio questa partita.

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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