, 24 Novembre 2023

Il senso del Derby di Calabria


Catanzaro e Cosenza si affronteranno in Serie B dopo 33 anni.

Alla fine della regular season dell'ultima Serie B, il calcio calabrese era di fronte a una serie di scenari. La Reggina, con il gol all'ultimo minuto di Canotto contro l'Ascoli, si trovava lanciata ai playoff per riconquistare la A. Il Cosenza, come ormai da qualche anno, doveva riemergere dalla palude dei playout nella doppia sfida col Brescia. Il Catanzaro già da un pezzo aveva conquistato la promozione nel campionato cadetto, mentre il Crotone finiva come migliore seconda tra i gironi di Serie C (a +15 sul Pescara di Zeman), netta favorita per diventare la quarta neopromossa nel campionato cadetto. Potenzialmente, quattro squadre calabresi avrebbero potuto giocare per la prima volta insieme in Serie B.

La realtà è stata ben diversa. La Reggina, rimasta appesa a una sottile speranza di poter giocare ancora in Serie B, si è potuta solamente iscrivere in sovrannumero in Serie D. Il Crotone si è arreso al secondo turno dei playoff per salire di categoria. Da quattro squadre calabresi che potevano far parte della cadetteria, ne sono rimaste solo due. Il Catanzaro, che ha riconquistato la Serie B dopo 17 anni, e il Cosenza, che di lasciare la categoria non ne vuole sapere e lo ha dimostrato avendo la meglio del Brescia nel doppio scontro. Rimane perciò il solo derby tra Catanzaro e Cosenza, che, dopo 33 anni, si torna a giocare in Serie B, a 5 anni di distanza dall'ultimo effettivo confronto tra le due in Serie C.

Una storica rivalità

La partita tra Catanzaro e Cosenza non è una partita qualunque. Tra le tifoserie non corre buon sangue: le Istituzioni, sportive e non, hanno ragionato a lungo su come affrontare la gara del Nicola Ceravolo. L'Osservatorio sulle manifestazioni sportive ha classificato la partita come rischio 3 (penultimo grado della relativa scala) con conseguenti forti limitazioni al tifo ospite. Attorno a Catanzaro-Cosenza l'aria sarà tesa, non solo per campanilismo.

Come è ovvio che sia, ognuno racconta le proprie ragioni: è praticamente impossibile risalire a un'origine comune della rivalità. Quello che è certo è che la rivalità ha avuto inizio verso la metà degli anni '80: a seconda delle versioni, i motivi sono in ogni caso legati non al campo. Il Catanzaro, fino al 1983, è la squadra di punta della Calabria e gioca stabilmente in Serie A, con qualche parentesi nel campionato cadetto. Il Cosenza si alterna tra serie C2 e serie C1. Le due, insomma, non si incrociano per molto tempo. C'è persino chi dice che il rapporto tra le tifoserie fosse cordiale, vista la distanza tra le due compagini. Il Catanzaro, infatti, ha in più di un'occasione utilizzato il San Vito come campo neutro.

Massimo Palanca - O'Rey di Catanzaro - e un gol olimpico.

I tifosi del Catanzaro fanno risalire la rivalità proprio in occasione di una partita disputata al San Vito: nel 1983 si gioca una partita cruciale per la permanenza in Serie A contro il Cagliari, una partita - secondo vari racconti - brutta, tesa, sporca. Un incontro a cui, a testimonianza dei rapporti amichevoli tra le tifoserie calabresi, prendono parte anche molti cosentini. In quell'occasione, da quello che si dice, i silani non sono stati però ospitali come al solito: i rapporti si sono da lì incrinati.

Un'altra versione racconta che la rivalità sia nata dopo una rissa scoppiata al concerto dei The Sound - gruppo post-punk britannico - sul manto erboso del Nino Ceravolo. Non si sa bene quale sia stato il movente: alcuni parlano di vedute politiche differenti, altri di futili motivi.

La rivalità si consolida durante il primo derby giocato. Il 18 novembre 1984, a quasi 20 anni di distanza dall'ultimo precedente, le Aquile vengono da due retrocessioni consecutive e si ritrovano in Serie C1, dove da un paio di anni c'è anche il Cosenza. Quella che almeno in principio doveva essere una giornata di festa si trasforma in una giornata di scontri, con i tifosi del Cosenza oggetto di una sassaiola da parte dei "tifosi" del Catanzaro.

Catanzaro-Cosenza, 18 novembre 1984. (Foto: cosenzachannel)

Altre fonti parlano di comportamenti scorretti da parte di una frangia di tifosi cosentini che, abbandonando lo stadio prima della fine, si sono resi protagonsiti di atti vandalici. Anche se non sapremo mai con certezza cosa è vero e cosa no, da quella data il rapporto tra le tifoserie è definitivamente rotto. A testimonianza di questo rapporto teso, per la partita di sabato la vendita di tagliandi per il settore ospite è stata fortemente ridimensionata: a disposizione sono stati messi circa 750 biglietti per 2100 posti a sedere. Il sold-out del settore è arrivato dopo pochi minuti, chiaramente.

Come arriva il Catanzaro al derby

Al di là delle tensioni tra le tifoserie, il derby di Calabria sarà importante per questioni legate alla classifica. Catanzaro e Cosenza si contendono i posti nei piani alti della classifica e, più precisamente, un posto in zona play-off. Ci sono solo 2 punti di distanza: una vittoria dell'una o dell'altra sarebbe fondamentale per rimanere in scia delle prime sei.

Nonostante i 21 punti in 13 partite, l'aria in casa Catanzaro non è troppo distesa. Il sostegno del pubblico non è mai diminuito, ma a mancare nel recentissimo passato sono i risultati. Dopo un avvio strepitoso, la squadra di Vivarini ha subito una brusca battuta d'arresto con tre sconfitte consecutive (Como, Modena e Venezia) contro squadre attrezzate per la promozione e che sfruttano molto la fisicità. Una sorta di nemesi della squadra del capoluogo calabrese.

Venezia-Catanzaro: settore ospiti sold-out (foto: US CATANZARO 1929)

Avevamo già detto come la squadra di Vivarini va in difficoltà con squadre che fanno dell'atletismo la loro forza. Contro Como e Modena, ad esempio, i giallorossi hanno sofferto il pressing, non riuscendo ad esprimere quel gioco brillante che li caratterizza. In un certo senso, è come se se le squadre stessero prendendo le misure per limitare la squadra calabrese. Contro il Modena, poi, il Catanzaro è stato anche sfortunato: dopo la traversa di D'Andrea gli ospiti hanno trovato un gran gol con Bozhanaj all'ultima azione della partita.

Fun fact: il tecnico del Catanzaro, Vincenzo Vivarini, ha militato tra le fila del Cosenza nel 1990 (stagione successiva all'ultimo scontro in Serie B tra Catanzaro e Cosenza) totalizzando 6 presenze in maglia rossoblù. (foto di cosenzachannel.it)
Come arriva il Cosenza al derby

Il Cosenza arriva al derby con tre risultati utili consecutivi. La guida di Fabio Caserta sembra aver riportato nuovo entusiasmo tra le fila dei rossoblù. Il Cosenza, nonostante questo, sa essere storicamente una squadra dal rendimento incostante: anche l'anno scorso era partita benissimo (all'8° giornata del 2022/23 era in zona play-off) salvo poi calare a picco e salvarsi per il rotto della cuffia.

Con il tecnico calabrese, i silani sono apparsi più maturi, anche grazie a una campagna acquisti mirata. Tutino, Forte, Viviani e Mazzocchi sono alcuni dei nomi che hanno arricchito la rosa dei Bruzi. Il giocatore a beneficiarne di più sinora è sicuramente Giacomo Calò, perno del centrocampo rossoblù e al momento miglior assist-man (5) del campionato di Serie B.

derby
Calò (n.14) si abbassa tra i centrali difensivi per facilitare la prima costruzione.

Caserta, da quando siede sulla panchina dei silani, anche se si trova a schierare 4 attaccanti veri (Marras, Tutino, Mazzocchi e Forte) nel 4-2-3-1, chiede sempre a questi di sacrificarsi anche in fase difensiva. Il Cosenza, infatti, ha una delle migliori difese del campionato (12 gol subiti in 13 gare) anche se ancora è davvero troppo presto per trarre conclusioni: i rossoblù hanno sinora dimostrato di meritare la zona play-off anche con vittorie importanti e convincenti.

La nuova avvenuta di Caserta sulla panchina del Cosenza ruota tutta intorno al concetto di equilibrio, un principio a cui l’allenatore calabrese non sembra voler rinunciare.

Cosa aspettarsi da Catanzaro-Cosenza

Ogni derby, come sappiamo, è una storia a sé. Figurarsi un derby così sentito, che tornerà nel campionato cadetto dopo oltre 30 anni di assenza. In base al gioco visto fino ad ora si può ipotizzare che il Catanzaro cercherà di dominare la partita consolidando il possesso palla. Il palleggio è l'arma in più degli uomini di Vivarini: in una partita così importante ci si attende che i giallorossi non rinuncino alla gestione della palla. Dal Catanzaro ci si aspetta che queste due settimane di sosta siano servite per limare i difetti emersi nelle scorse uscite.

Dall'altro lato, Caserta può contare su una squadra certamente più fisica e portata agli 1vs1. Il tecnico calabrese ha il merito di saper adattare la sua squadra in base al singolo avversario che si ha di fronte (non tanto nel modulo, quanto nei principi di gioco), per cercare il proverbiale equilibrio.

Contro squadre che impostano dal basso, gli uomini di Caserta accettano di tenere un blocco alto in pressing.

Se il Cosenza scegliesse di pressare alto, il Catanzaro potrebbe andare in difficoltà come contro Como e Modena. Nel test contro la Primavera rossoblù, tuttavia, Caserta sembra aver provato un più conservativo 3-4-2-1, utile a coprire i mezzi spazi occupati dai centrocampisti del Catanzaro.

Indipendentemente da come andrà la gara, il derby tra Catanzaro e Cosenza sarà la manifestazione sportiva più importante dell'anno per il calcio calabrese. Da diversi giorni sono stati divulgati appelli distensivi, chiedendo alle due tifoserie di dare prova di maturità per festeggiare il ritorno di una partita storica nel campionato di Serie B. E, soprattutto, per tornare a godersi lo sport e non gli scontri, a differenza di quasi 40 anni fa.

  • Classe 1996. È ancora convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone. Gli piace l'odore delle case dei vecchi. Considera il 4-3-3 simbolo della perfezione estetica.

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