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Copertina Luca Koleosho
, 14 Novembre 2023

Luca Koleosho va veloce


L'esterno del Burnley è una rarità per il calcio italiano.

Il 5 giugno 2022 il Canada scende in campo contro Panama per un’amichevole di preparazione al Mondiale in Qatar. Inizialmente l'avversario doveva essere l’Iran ma il governo canadese, per bocca del presidente Justin Trudeau, aveva fatto notare che "non sarebbe stata una grande idea" far giocare la partita visti i complessi trascorsi tra i paesi. L’amichevole contro Panama, a primo acchito meno problematica politicamente, viene programmata pochi giorni prima del previsto ma non si giocherà mai. Lo stesso 5 giugno, infatti, la federazione canadese annuncia di essere «molto delusa dalla scelta della squadra maschile di non voler giocare» per via di una disputa contrattuale che aveva coinvolto anche la nazionale femminile.

Tra i giocatori del Canada che avrebbero dovuto disputare quell’amichevole c’è Luca Koleosho, diciottenne dell’Espanyol nato in Connecticut, che avrebbe così esordito con la nazionale maggiore.

John Herdman, CT del Canada, riferirà che “[Per Koleosho] è stato difficile ma se l’è goduta.” Il giovane Koleosho si rifarà pochi mesi dopo, andando in panchina nelle due amichevoli contro Uruguay e Qatar del settembre 2022. Flash forward: circa sei mesi dopo Koleosho ha una maglia azzurra addosso ed è in panchina durante Italia-Germania, valida per le qualificazioni all’Europeo Under 19. Ciò è stato possibile grazie al passaporto della madre, la calciatrice NCAA italo-canadese Melissa Vallera, e allo scouting della FIGC. Come spiega il CT Alberto Bollini: “Appena ci è arrivata la segnalazione abbiamo iniziato a studiarlo e ci siamo detti di convocarlo al primo raduno possibile.

Oggi Luca Koleosho gioca nel Burnley, dove è arrivato appena una settimana dopo aver vinto l’Europeo Under 19 con l’Italia. Curiosamente, si era auto-pronosticato l’approdo in Premier League già durante il torneo, in cui diceva di voler arrivare a giocare in Inghilterra. Il suo inserimento è stato praticamente istantaneo, tanto da spingere Kompany a schierarlo titolare già all’esordio contro il Manchester City. Non era scontato che un giocatore di 19 anni si prendesse il posto in una neopromossa già dalla prima gara, men che meno in un campionato frenetico e accelerazionista come la Premier, ma Koleosho ha divorato la concorrenza di veterani come Nathan Redmond e altri giocatori importanti per la promozione dalla Championship come il marocchino Zaroury. Come racconta Kompany, Koleosho si è preso il posto da titolare semplicemente per le sue prestazioni in partita e in allenamento.

Quello che Koleosho ha nel Burnley è un ruolo delicato: come avviene in molte altre squadre che applicano i principi del gioco di posizione, i due esterni alti sono i giocatori che devono spezzare i ritmi e creare superiorità in dribbling. Koleosho ha inoltre ereditato il posto di ala dall’inglese Nathan Tella, che nella scorsa Championship aveva segnato 17 gol ed era stato decisivo per la promozione.

Koleosho ha impiegato decisamente poco a inserirsi nel Burnley. Dopo un impatto piuttosto duro con il Manchester City, l’ex Espanyol ha giocato sempre da titolare fino a inizio ottobre, mostrando qualità in dribbling eccezionali. Di Koleosho si tende a parlare soprattutto come di un dribblatore atletico e di un velocista, facendo un torto alla sua tecnica di base. Koleosho è sicuramente molto veloce, ma è anche molto bravo a controllare il passo, accelerando e decelerando a seconda delle necessità. Una prova molto chiara lo offre l’assist per Lyle Foster nella partita di Turf Moor contro il Tottenham: Koleosho detta la profondità a Connor Roberts sulla sinistra, tagliando verso l’esterno con Pedro Porro, inizialmente più vicino alla linea laterale, che gli scherma l’interno.

Koleosho usa la sua velocità con intelligenza estrema: si allunga il pallone con il sinistro e accelera in pochissimo spazio, creando una perfetta separazione tra sé e il suo avversario per appoggiare un cutback verso Lyle Foster, appostato al limite dell’area piccola.  

Nella partita con l’Arsenal di inizio novembre, Koleosho fa una giocata concettualmente simile. Takehiro Tomiyasu, in teoria, è un difensore più adatto a sostenere i duelli individuali rispetto a Pedro Porro: Luca riceve il pallone da fermo sulla linea laterale, con il giapponese che gli si fa prontamente sotto, lo pettina con il destro e se lo allunga col sinistro. In questa situazione Tomiyasu ha un doppio vantaggio: è più strutturato fisicamente di lui e nel duello riesce a frapporsi tra lui e il pallone. Quel vantaggio, però, si smaterializza in pochi millisecondi: Koleosho riesce a rimanere in piedi, far perdere l’equilibrio a Tomiyasu e recuperare il pallone prima che esca, scaricandolo velocemente su Jay Rodriguez appostato all’angolo dell’area piccola.

Questa sembra la sua cifra stilistica: attirarsi gli avversari al corpo, dare loro l’idea di aver raggiunto l’obiettivo e poi scattare via dal nulla, lasciando dietro di sé una nuvoletta di polvere come Beep Beep che scappa dalle trappole di Willy il Coyote.

Della sua esperienza giovanile ci sono tanti video su Youtube, caricati da un account amatoriale che per quanto sappiamo potrebbe essere anche suo. In queste compilation c’è di tutto: lanci profondi dall’esterno, dribbling in cui accarezza la palla con la suola, tunnel e conduzioni in cui fa ondeggiare il suo corpo come l’acqua in un bicchiere su un tavolo traballante. Quello che però fa più impressione di questi video è che Koleosho dà l'impressione di essere più veloce degli avversari ma, più di tutto, di farlo vedere in modo razionale e non casuale.

Koleosho riesce a essere incisivo partendo sia da destra che da sinistra. Contro il Chelsea a inizio ottobre, subentra come esterno destro: rispetto a quando parte sulla sinistra, dove può cercare i duelli individuali, sulla destra è più diretto, tende a giocare a due tocchi e ad attaccare la linea più regolarmente. In questo caso, però, in quella zona di campo si trova davanti Levi Colwill, che nella gestione dei duelli è uno dei più affidabili in Premier. Koleosho non soffre il divario fisico col suo avversario: nel primo duello, Colwill chiude bene una traccia verticale ma sbaglia un controllo e Luca ha la reattività per mettersi tra lui e il pallone, piantando poi il corpo a terra per proteggere.

Con uno dei suoi primi palloni toccati mostra anche la sua propensione ad associarsi, giocando di sponda e attaccando subito il mezzo spazio. La posizione in campo lo porta ad appaiarsi spesso con Levi Colwill, dando origine a un duello molto interessante, vista la grande rapidità del difensore inglese e il mismatch fisico tra i due. Sul primo tentativo di dribbling, Koleosho prova a lanciarsi il pallone in avanti per accelerare ma Colwill gli si mette davanti e gli impedisce il recupero. Nella foga di evitare l’angolo, però, l’inglese perde per un attimo il controllo del pallone e Koleosho gli si piazza davanti, recupera il possesso e si pianta col bacino, mostrando una forza nelle gambe straordinaria con cui riesce prima a girarsi e rientrare verso il campo e poi a conquistare la rimessa laterale.

L'uso del fisico da parte di Koleosho è sorprendente per un giocatore di 19 anni: tra lui e Colwill ci sono una decina di centimetri – stima da prendere con le molle – e verosimilmente diversi chili di differenza, eppure l'esterno del Burnley non sembra soffrirli, come non è sembrato soffrirli contro Tomiyasu, che rispetto al ventenne centrale del Chelsea è anche più esperto e strutturato fisicamente. La vera qualità di Koleosho, in questo, sembra proprio risiedere nel modo in cui pianta bene il corpo a terra, una qualità che non ci si aspetterebbe da un giocatore con la corsa così leggera e il fisico così slanciato.

Le qualità in dribbling di Koleosho si vedono chiaramente anche nella frequenza con cui vi fa ricordo: in Europa solo sette giocatori ne tentano di più di lui (7.8 per 90') e solo uno, Doku, gioca in Premier League. Ne completa circa il 40%, un dato leggermente sotto la media europea del ruolo ma che nel concreto si traduce in 3.5 dribbling riusciti a partita, comunque un numero di assoluto rispetto. Quello di Koleosho è ancora un dribbling di modulazione della velocità più che di inganno: nei duelli che affronta con Colwill lo si vede giocare poco con la testa dell'avversario, limitando le sue esecuzioni a qualche finta di corpo molto minimale e a un'alternanza di accelerazioni e decelerazioni che per alcuni aspetti possono ricordare quelle di un giocatore come Bukayo Saka dell'Arsenal, più che quelle di un Neymar, a cui Koleosho ha detto di ispirarsi.

Va però sottolineato come la minimalizzazione del dribbling di Koleosho sia anche conseguenza del contesto con cui si sta confrontando; entrare in un campionato professionistico – nello specifico il più difficile per giocatori come lui – in modo così repentino sembra averlo parzialmente intimidito, avendo in parte oscurato l'ecletticità che aveva mostrato a livello giovanile.

Koleosho, insomma, è un talento precoce ma ancora in corso di formazione: la fiducia che Kompany gli ha dato non rende meno importante il fatto che parliamo di un diciannovenne che è naturalmente ancora incompleto negli aspetti più materiali del gioco; in stagione ha prodotto 1 assist – quello già citato contro il Tottenham di inizio stagione – e viaggia su una media di 0.8 passaggi chiave a partita. Già nel suo modo di giocare si coglie il fatto di voler essere decisivo in una squadra che non gli permette di esserlo, facendogli toccare un numero molto esiguo di palloni e assecondando poco le sue qualità.

Ciononostante, è facile intuire i suoi margini di crescita: quando lasciato a dribblare in isolamento, Koleosho è molto bravo a scegliere la soluzione giusta per creare separazione col diretto avversario ma ha anche la lucidità di sfruttare il vantaggio che riesce a crearsi, cercando spesso la giocata verso i compagni, aiutato anche da un discreto uso del piede debole.

Un po' come per Saka nelle fasi iniziali della sua carriera, Koleosho sembra avere già interiorizzato una certa lettura delle situazioni che lo aiuta a capire quando tenere e, soprattutto, quando non tenere il pallone. Per quanto riguarda l'aspetto mentale in generale, la sensazione è quella di essere davanti a un giocatore già molto intelligente e che sa (e vuole) rendersi utile in modi diversi: in molte occasioni lo si vede ripiegare rapidamente, offrire raddoppi e portare pressioni in fase di non possesso, una qualità che probabilmente è stata decisiva per conquistare la fiducia di Kompany.

Chiaramente, del talento di Luca Koleosho ci interessa per il piacere che dà il vedere giocatori così creativi ed entropici in campo ma soprattutto per la possibilità di vederlo in nazionale. Alla convocazione dell'Under 19 italiana, Koleosho ha risposto sì senza neanche pensarci, come detto anche pubblicamente, e da lì ha già ottenuto due convocazioni con Under 20 e Under 21, mancando quest'ultima solo un'influenza. Nei fatti, però, su di lui c'è molto interesse: varie fonti dicono che Spalletti lo stia già tenendo d'occhio da un po' ma al momento chi sembra più intenzionato a muoversi per convocarlo sono gli Stati Uniti, paese in cui Koleosho è nato e cresciuto. Il CT americano, Gregg Berhalter, ha già dato molti segnali di interesse verso una sua eventuale convocazione, ammettendo di averci parlato svariate volte e di "star aspettando il momento adatto".

Per vedere Koleosho titolare nell'Italia è ancora presto, senza dubbio, ma per vederlo nei convocati, viste le sue qualità sostanzialmente uniche nel panorama nazionale, forse è già arrivato il momento. D'altronde, il suo sarebbe sicuramente un bell'innesto per una nazionale che, in questi anni, ha prodotto pochi dribblatori e li ha anche visti distruggersi per gli infortuni. Il futuro di Luca Koleosho, intanto, sembra già sfolgorante, per quanto ancora da trasferire nel mondo reale; intanto, dargli la certezza di tenerlo in considerazione potrebbe essere un segnale di cambiamento per nazionale.


  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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