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Federico Dimarco esulta dopo il gol in Inter-Frosinone.
, 12 Novembre 2023

Inter-Frosinone (2-0) - Considerazioni Sparse


L'Inter sfodera una prestazione pragmatica e batte un Frosinone che si conferma comunque un'ottima squadra

Se a luglio qualcuno vi avesse detto che avreste visto un Inter-Frosinone con il 53% di possesso palla dei ciociari probabilmente non gli avreste mai creduto. E invece e ciò che è successo in una partita molto distante da tutte quelle che potevano essere le aspettative: l'Inter rinuncia al pallino del gioco e accetta di cedere l'iniziativa agli avversari, mentre il Frosinone accetta di buon grado la situazione e non smette mai di attaccare a pieno organico. La sensazione è che, in fin dei conti, questo gioco delle parti facesse pienamente parte del piano della squadra di Inzaghi ma l'atteggiamento di Soulè e compagni rimane encomiabile. L'Inter arriva alla sosta in testa alla classifica ma il Frosinone ribadisce tutto ciò che di positivo ha mostrato fino a questo momento a livello tattico e mentale.

Negli occhi dei tifosi presenti questa sera a San Siro rimarranno sicuramente per molto tempo l'Eurogol di Federico Dimarco e la bellissima serpentina con cui Thuram si conquista il rigore poi realizzato da Calhanoglu. Due perle memorabili che però quasi certificano i due momenti estremamente diversi che i due giocatori stanno vivendo. Il francese è esaltato da uno stato psicofisico impressionante, amplificato da una confidenza nei suoi mezzi tecnici da esperto veterano; Dimarco, invece, è molto limitato dai compiti difensivi sulla sinistra nelle coperture su Lirola e Soulè ed è spesso impreciso nel cross e nel passaggio, ma i giocatori così tecnici ed estrosi sono così: un gol come quello di stasera può valer bene qualche cross a campanile fuori misura.

L'Inter sviluppa la sua azione sfruttando bene l'ampiezza del campo e la spinta dei suoi laterali mancini. Bastoni tende spesso e volentieri ad avanzare e accentrarsi mentre Mkhitaryan è utilissimo nella gestione veloce della palla. L'azione si sposta poi sulla destra per cercare la finalizzazione e gli inserimenti di Thuram e Dumfries. Forse limitato dagli acciacchi fisici subiti dalla settimana appena conclusa, l'olandese non offre la stessa spinta e la stessa verticalità a cui ci aveva abituato, ma offre comunque un lavoro molto prezioso grazie all'uso di fisico e centimetri. Per il resto, è una di quelle serate in cui tutto sembra filare liscio e i ritorni di Arnautovic e Sensi sono due ottime notizie in vista del tour de force in arrivo a fine mese.

Gli occhi questa sera erano puntati in particolar modo su due giocatori, Nicolò Barella e Matias Soulè. Il primo attraversa un'evidente fase di appannamento mentale prima che tecnico o fisico e l'insistenza con cui cerca la giocata sulla trequarti è il sintomo più evidente di un giocatore che soffre troppo la mancanza di gol e assist. Nel complesso Barella gioca una partita sufficiente ma o è troppo impreciso davanti la porta o forza eccessivamente il passaggio di prima, soprattutto d'esterno, vanificando spesso la manovra offensiva. La speranza è che la sosta possa essere utile a riordinare le idee. Soulè è invece ormai ben consapevole del ruolo di responsabilità che ha nel Frosinone e offre una prestazione solida, considerando anche la speciale attenzione che Bastoni, Dimarco e Mkhitaryan gli hanno riservato per tutta la partita. L'argentino è utilissimo, soprattutto nel primo tempo, a creare scompiglio nella difesa dell'Inter, offendo progressioni palla al piede e spazi per i compagni. Un po' meno incisivo quando si tratta di giocare da regista offensivo per scardinare la difesa schierata, ma stasera ha dimostrato di essere un fattore anche contro le big del campionato.

La partita del Frosinone è ben simboleggiata dalle transizioni offensive del secondo tempo: sotto di due gol, a rischio di prendere un'imbarcata, i ciociari non rinunciano a portare 7/8 uomini nei pressi dell'area avversaria, senza mai aver paura dell'uno contro uno contro i giocatori dell'Inter. Di Francesco stupisce così due volte: prima perché la sua squadra mantiene coesione e organizzazione anche quando passa dalla difesa a quattro al 3-4-3, poi perché non rinuncia mai a praticare le sue idee di gioco, anche contro la prima in classifica, anche quando non c'è più molto da dimostrare. Stasera non sarà arrivato il risultato ma la conferma di quanto sia speciale ciò che si sta costruendo quest'anno a Frosinone, quello si.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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