Čukarički Fiorentina Nzola

Čukarički-Fiorentina (0-1) - Considerazioni Sparse


Una sgambata del giovedì presa non troppo seriamente.

- Da Leskovac, quasi 300 km a sud di Belgrado, dove il Čukarički si trasferisce per le gare interne europee a causa delle ristrettezze del suo impianto nella capitale serba, nulla da segnalare. Già, perché tra l'ottavo minuto, dove Nzola rimedia e trasforma un calcio di rigore che porta avanti i viola, e il 76esimo dove Brekalo è arriva a concludere da dentro l'area (il portiere Filipovic devia in angolo), non accade praticamente nulla. Si segnaleranno solo un'occasione divorata dal Čukarički in un avvio ripresa approcciato con eccessiva superficialità dalla Fiorentina, nonché un surreale episodio di insulti razzisti da parte del pubblico locale a un giocatore della squadra serba. Insomma, tutto molto poco serio.

- La Fiorentina, che due settimane fa al Čukarički aveva rifilato sei gol, non nasconde la poca voglia di sudare per questa trasferta. Gara messa subito in ghiaccio, poi lasciata scorrere senza troppa volontà di tentare qualche giocata interessante. D'altra parte, il divario tecnico con i serbi è talmente ampio che persino una prova affrontata così sottoritmo può esser agevolmente portata a casa, con altri tre punti in saccoccia che confermano la testa del girone per i viola;

- Motivare una squadra può essere complicato in partite del genere, dove anche l'avversario non sembra avere davvero troppe velleità. Però per chi si aspettava una risposta quantomeno emotiva dai giocatori, reduci da tre sconfitte consecutive in campionato, l'andamento della gara non può certo lasciar soddisfatti. Se è vero che può trattarsi di un ragionevole risparmio di forze in vista del Bologna, la sensazione di pigrizia trasmessa dai viola non è un segnale incoraggiante;

- Nella morìa generale dei terzini destri, Italiano a questo giro lancia Pierozzi come titolare. Poteva essere un'occasione interessante per apprezzare questo ragazzo del settore giovanile (reduce da un'annata interessante in prestito alla Reggina), ma i ritmi dopolavoristici della gara hanno reso la sua prestazione ingiudicabile nella sostanza. Un paio di buoni spunti e un rischioso alleggerimento in direzione del redivivo Christensen, nulla più. Idem per il portiere danese, mai impegnato e fattosi notare solo per corner goffamente non intercettato, senza conseguenze;

- Il match-winner è M'bala Nzola, alla sua seconda rete stagionale dopo quella nel 3-0 contro il Cagliari. Eppure, in quel calcio di rigore abilmente procurato e timidamente trasformato, c'è l'alfa e l'omega della prova dell'angolano. Perché, al di là dei soliti movimenti nell'attaccare la profondità, lascia la sensazione di esser sempre un passo indietro non solo ai compassatissimi compagni, ma anche rispetto ai modesti avversari. L'ex-Spezia, pupillo di Italiano, sembra sempre più in un tunnel di sfiducia: l'anno scorso partite del genere furono utili per scuotere in qualche maniera Cabral e Jovic, alle prese con difficoltà simili. Per Nzola invece la situazione sembra peggiorare di partita in partita.

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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