Lautaro Martinez esulta dopo il gol in Salisburgo-Inter 0-1

Salisburgo-Inter (0-1) - Considerazioni Sparse


Un rigore di Lautaro Martinez spedisce i nerazzurri agli ottavi di finale in una partita ben più complicata del previsto.

Alla fine arriva catartico e liberatorio. Il gol su calcio di rigore di Lautaro Martinez scaccia via i fantasmi di una qualificazione agli ottavi di finale che, per quanto mai veramente in discussione, rischiava di essere ben più insidiosa e dispendiosa del previsto. Ma prima di essere decisiva per il passaggio del turno, la rete dell'attaccante argentino ha innanzitutto il merito di risolvere un Salisburgo-Inter molto più complicato di quello che poteva aver preventivato mister Inzaghi. L'Inter ha si meritato la vittoria, ma è apparsa per quasi tutta la partita risentire troppo delle assenze per infortunio, del massiccio turnover e, soprattutto a centrocampo, della stanchezza derivante dalla provante ma vittoriosa trasferta di Bergamo. Alla fine, però, i tre punti e il passaggio del turno sono le uniche cose che contano.

Come detto, il turnover operato da Inzaghi trova la sua ragione più nella stanchezza degli impegni pregressi che nella previsione di quelli futuri. La scarsa brillantezza generale è accentuata soprattutto per Calhanoglu e Mkhitaryan: di solito i migliori in campo, i due centrocampisti non riescono a garantire, specialmente il turco, fluidità della manovra e velocità e precisione nella circolazione della palla, costringendo la squadra a rimanere impigliata nel pressing alto e metodico che il Salisburgo mette in atto, in particolare nel primo tempo. L'assenza dal primo minuto di Lautaro, Dimarco e Dumfries fa il resto: l'Inter non riesce a costruire dal basso e non riesce a creare pericoli nelle zone avanzate. Non a caso il gol arriva nel momento in cui il Salisburgo cala d'intensità e in cui i nuovi entrati iniziano ad incidere sulla gara. Sulla rete di Lautaro ci sono le firme anche di Barella e De Vrij che avevano indirizzato bene l'azione precedente.

Il Salisburgo gioca una partita intelligente e ben preparata: riesce ad alternare il pressing intenso della prima frazione con un una maggiore ricerca del contropiede e della profondità nel secondo tempo. L'ottima prestazione dei centrali, in particolare di Pavlovic, fa il resto e il Salisburgo riesce ad arrivare all'85esimo praticamente senza aver subito alcun pericolo, eccezion fatta per il rigore in movimento di Frattesi. Gli austriaci possono anzi recriminare un'eccessiva imprecisione nelle conclusioni e nei cross dalla sinistra: rimane l'ottima partita di Simic, di Dedic e soprattutto di Gloukh che pagano inesperienza loro e imprecisione ed egoismo di Konate, colpevole di aver sprecato davvero troppe occasioni da gol promettenti.

Il migliore in campo è senza dubbio Marcus Thuram: in un contesto offensivo asfittico, scollegato dal resto della squadra e mal servito, il francese capisce che deve mettersi in proprio e, a partire dalla metà del primo tempo, si carica sulle spalle le sorti della squadra recitando il ruolo di regista, rifinitore e punta con progressioni, dribbling, tiri ma anche tanto lavoro in fase di non possesso e di ripiegamento. Buona la prestazione anche di Asllani e Bisseck: il primo entra per sostituire il poco brillante e ammonito Calhanoglu, mentre il secondo è sostituito proprio perché già ammonito dal sempre prudente Inzaghi. In particolare, Bisseck mostra sicuramente limiti importanti ma tutto sommato giustificabili con la sua inesperienza, però mette in evidenza personalità, proiezioni offensive e una propensione all'anticipo che è un fondamentale che manca tra i difensori interisti. Decisamente un'arma in più da tenere in considerazione visti i tanti infortuni.

La vittoria di stasera significa non solo passaggio agli ottavi di finale di Champions ma anche la matematica qualificazione per la nuova edizione del Mondiale per Club, che prima di tutto porterà nuova liquidità alle sempre ansimanti casse della squadra meneghina. Questo, assieme agli introiti del passaggio del turno e ad un andamento positivo in campionato, potrebbe legittimare le richieste d'Inzaghi che molto probabilmente attiveranno per gennaio: se gli ottimi risultati, anche economici, dei primi tre mesi della stagione dovessero tradursi nell'arrivo di un attaccante di spessore (Taremi?) sarebbe solo la giusta ricompensa per il suo eccellente lavoro.


  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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