Lazio

Considerazioni sparse post Lazio-Feyenoord (1-0)


Un gol e tanta garra servono alla Lazio per prendersi 3 punti fondamentali.

Si scrive Lazio-Feyenoord ma si legge sofferenza. Un partita tosta, difficile e importante che doveva segnare il passo sia a livello di prestazione che su quello del risultato. Così è stato, appunto, ma non senza qualche patimento di troppo. I biancorossi olandesi giocano bene ma impattano sempre su un pacchetto arretrato laziale compatto. Il gol arriva, come di consuetudine, nel recupero anche se del primo tempo e porta con sé una firma d'autore, tanto attesa, quale quella di Ciro Immobile.

Gli olandesi sono spigolosi, cattivi e palleggiatori. Dopo venticinque minuti di foga agonistica laziale, i biancorossi tengono molto il pallone impensierendo unicamente una volta Provedel che si scalda i guanti. Il baricentro della Lazio si abbassa e l'orizzontalità del palleggio olandese annichilisce la partita sino al lampo di Felipe Anderson che letteralmente scodella per Immobile che, dribblando il portiere, segna la duecentesima rete con la casacca laziale. L'onda d'entusiasmo potrebbe far tornare tutti negli spogliatoi con un doppio vantaggio ma sarebbe stato troppo rilassante per gli spettatori.

Il copione pare non mutare. Gli uomini di Sarri pressano organicamente e cercano di sterilizzare il possesso prolungato olandese che, ogni tanto, prova a svilupparsi in orizzontale ma senza mai concretamente riuscirci. I nuovi innesti sponda biancoceleste, su tutti Guendouzi e Pedro, danno linfa necessaria alla prima linea di pressing che diviene, infatti, più efficace. Un paio di punizioni dalla trequarti improvvidamente concesse dalla difesa laziale destano preoccupazione ma mai pericoli veri.

Hombre del partido: Ciro Immobile. Finalmente il capitano torna a ruggire in una partita essenziale. Si muove bene tutti i settanta minuti. Sprona compagni e incita i tifosi. Il suo duecentesimo gol sembra davvero facile ma, come ha sottolineato Oshimen in una recente intervista, è perché Ciro che lo fa apparire così. Lo specchio disponibile dopo aver dribblato il portiere aveva poca luce di tiro eppure Immobile lo centra senza troppi problemi. Questo è il capitano. Questo è uno dei bomber più prolifici della storia biancoceleste e non.

Il girone, ora, appare più roseo. Le possibilità di accedere alla fase successiva si fanno concrete e tutto, o quasi, dipenderà da come si arriverà al Wanda Metropolitano all'ultima giornata. Sì perché c'è il Celtic, annientato dagli uomini di Simeone, a Roma. La squadra scozzese è tosta, compatta, arcigna e già regalò amarezza tempo fa in terra romana. Ci vorrà lucidità, garra e, possibilmente, una vittoria senza troppi patemi perché la media d'età del tifo laziale dopo le ultime vittorie sul fil di lana è coronaricamente salita con andamento esponenziale.


  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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