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Rafa Leao del Milan contro il Newcastle.
, 7 Novembre 2023

Tutti i gol sbagliati dal Milan in Champions League


Una compilation di rimpianti.

Nel calcio, come in tante altre cose della vita, esiste un universo di se e ma, parallelo al reale. A creare questo universo sono le parole dei tifosi, come fossero una formula magica. Frasi che nascono dalla frustrazione, dal rammarico, dette per stemperare la tensione e il nervosismo di una partita andata storta. A volte riecheggiano per anni, per ricordare il turning point di una stagione. Possono riguardare un torto arbitrale, un’azione sbagliata o, nella maggior parte dei casi, un gol sprecato. “Questo lo segnavo pure io”.

La Gialappa’s Band ci aveva fatto persino una rubrica. Il trucco sta nell’immedesimarsi con i veri protagonisti, provare a togliersi dal divano, mettersi in campo e avere quel talento cristallino che non ti fa sbagliare nulla. Manca tutto il tangibile. La fatica, la preparazione degli avversari e la tensione di giocare davanti a 50mila persone. Conta solo pensare che al posto di quel calciatore avresti fatto la cosa giusta, anche se non hai mai toccato un pallone in vita tua. In questo inizio di stagione la persona media che ha più detto queste parole è indiscussamente un tifoso del Milan.

La squadra di Pioli, al di là dei limiti che emergono a singhiozzi dopo una sconfitta, non si può certo definire fortunata nel suo percorso europeo. L’universo dei se e dei ma invocato dai tifosi milanisti esiste già dal sorteggio di Champions League, quando l’urna ha stabilito come avversari il Paris-Saint Germain, il Newcastle e il Borussia Dortmund, formando il proverbiale girone di ferro. Poi sono arrivati anche i risultati.

Dopo 3 partite il Milan ha guadagnato 2 punti, senza vittorie e, soprattutto, senza gol: l Milan è la prima squadra italiana della storia a non aver segnato nemmeno un gol dopo le prime 3 partire di un girone di Champions League. La statistica incolore dei gol fatti è la sintesi di questa prima manciata di gare europee della stagione rossonera. Il Milan le sue occasioni le ha sapute creare in ogni partita e neanche di banali, creando 4.1 expected Goals (dati Fbref).

L’alta discrepanza tra la misura statistica della qualità delle occasioni da rete e il numero di gol fatti è figlia dei 50 tiri effettuati dai rossoneri, di cui soli 14 in porta. All’esordio contro il Newcastle la voce occasioni avute recita 25, contro le 6 degli inglesi.

Oggi i video degli highlights sono molto ridotti e spesso dedicati ai soli gol, cosa figlia dei tempi della fruizione veloce. Quelli del Milan in Champions League sono forse la grande eccezione di questo meccanismo, un vero corto circuito. Video di 3 minuti in cui si susseguono gol sbagliati in modo clamoroso e altrettanto clamorosamente vario: gravi errori tecnici, grandi giocate fallite per pochissimo, una grande parata di Pope o il palo sfiorato.

Tutto questo è molto frustrante per qualsiasi persona che tifi i rossoneri, che in preda al nervosismo avranno sicuramente esclamato “questo io lo segnavo”. Un meccanismo perverso, uno sfogo, che fa dimenticare quanto i dettagli e l’episodio contino un questo sport. Ormai però è prassi, un tic che ti avvicina alle emozioni della partita e della squadra. E curioso quindi andare a rivedere queste azioni, le più eclatanti che riescono a sminuire i calciatori professionisti in campo e farci mettere al loro posto, dal meno grave al più.

Ruben Loftus-Cheek - Milan-Newcastle, 14'

Cosa è successo: Il Milan è partito bene contro il Newcastle, dettando il ritmo alto come sa fare. Al 14' la manovra di possesso riesce a trovare Loftus Cheek nel mezzo spazio del centro destra poco distante dall’area. Il centrocampista inglese entra in area indisturbato. Nessuno lo ostacola attivamente, Botman si avvicina mettendo le mani dietro la schiena, più preoccupato da non commettere fallo di mano sul potenziale cross che a contrastarlo. Loftus-Cheek ha 3 scelte: c’è Giroud al centro dell’area piccola, Pobega sul secondo palo e Leao liberissimo che sta seguendo l’azione a rimorchio al centro. Forse troppe opzioni, forse ha solo guardato dove fosse Giroud. Fatto sta che il suo cross prende l’unica direzione irraggiungibile per tutti i suoi compagni, con Trippier che spazza via agevolmente.

Cosa avremmo fatto noi: un no-look alla Ronaldinho, sguardo verso Giroud, pallone morbido per Leao che tutto solo con il pallone non poteva fallire. 1-0 dopo appena 15' e si può pensare alla goleada.

Olivier Giroud & Christian Pulisic, PSG-Milan, 47'

Cosa è successo: Il Milan comincia il secondo tempo con il PSG in maniera aggressiva. Sa che può recuperare perché, finché Mbappé non ha trovato il varco, ha tenuto botta. E potrebbe recuperare subito. Un pallone velenoso riaccende le incertezze ben conosciute di Donnarumma, che respinge di testa debolmente verso Giroud. Il francese prova il colpo di testa da fuori area, respinto fuori dall’area piccola da Marquinhos. Ma il pallone è ancora vivo per Pulisic, che con il PSG schiacciato davanti alla porta non ci pensa due volte a crossare basso e teso, non si capisce verso chi. Il pallone andrà in fallo laterale e da questa azione sciupata arriverà il gol (annullato) di Dembélé.

Cosa avremmo fatto noi: di sicuro non avremmo mai provato a tirare di testa da fuori area come Giroud, soprattutto con Leao libero affianco che poteva concludere con il portiere fuori dai pali. Di sicuro noi avremmo non avremmo crossato tanto per crossare, come ha fatto Pulisic, ma avremmo sfidato Skriniar. O se avessimo crossato avremmo cercato la testa di qualcuno, non certo messo un pallone basso in una giungla di gambe.

Rafael Leao - Borussia Dortmund-Milan, 45'

Cosa è successo: quello che succede quando Leao e Theo, con il contributo in questo caso di Pobega, riescono a dialogare sul fianco sinistro in velocità. Dopo il fraseggio Leao riesce a saltare Hummels e corre verso la porta. Arrivato al fondo mette un pallone forte verso la testa di Giroud. Troppo forte però, la sfera attraversa tutto lo specchio della porta.

Cosa avremmo fatto noi: se proprio avessimo scelto di servire Giroud, gli avremmo dato un pallone morbido da appoggiare comodamente in porta. Ma di sicuro avremmo premiato come Theo ha inseguito l’azione perché è evidente che tutta la difesa sta andando a chiudere il cross e nessuno si aspetta l’appoggio dietro per il sinistro di Theo. Allo scadere del primo tempo poi, saremmo stati più lucidi.

Tijjani Reijnders - Milan-Newcastle, 64'

Cosa è successo: Rejinders è un giocatore in grado di compiere grandi strappi in progressione e resistere agli avversari. Ci riesce, arrivando al limite dell’area, dove elude Schär con una finta. A quel punto ha lo spazio per il tiro ma prova una soluzione controintuitiva: prova a calciare di destro e quindi deve riposizionare il corpo rispetto al pallone. Ne esce un tiro debole e centrale, quella che in gergo telecronistico è “una telefonata per Pope”.

Cosa avremmo fatto noi: un tiro di collo pieno con il sinistro. Come va va, anche se quel piede non lo sappiamo usare neanche per scendere dal letto.

Christian Pulisic - Borussia Dortmund-Milan, 54'

Cosa è successo: i rossoneri sono in controllo del ritmo gara e arrivano in area comodi. Pobega cerca Giroud con un cross rasoterra respinto (non avete la sensazione che la scelta del cross la sbaglino tutti i rossoneri?), ma la palla è ancora viva. Musah per Leao che di prima trova Pulisic a centro area. L’americano non ci pensa due volte, si gira e tira. In bocca a Kobel ovviamente.

Cosa avremmo fatto noi: avremmo chiuso il triangolo con Leao, scattato intelligentemente in profondità, servendo l’assist per un un gol da manuale a Coverciano.

Rafael Leao - PSG-Milan, 78'

Cosa è successo: Pulisic attacca il centro e trova un gran filtrante per Leao lanciato verso la porta. Il portoghese in corsa decide di tirare con il destro, permettendo ad Hakimi, in recupero, di deviare il tiro e agevolare la parata di Donnarumma. Sicuramente la prestanza atletica di Hakimi ha permesso una grande giocata difensiva, ma la sensazione è che Leao avrebbe potuto essere più lucido.

Cosa avremmo fatto noi: non saremmo stati egoisti. Con la punta del piede destro per anticipare tutti avremmo cercato Giroud sul secondo palo.

Samuel Chukwueze - Borussia Dortmund-Milan, 86'

Cosa è successo: il Milan all’86' ha ancora coraggio e forza per battere vincere la partita a Dortmund. I reparti sono lunghi; basta saltare un uomo per creare qualcosa, trovando difese stanche e mal piazzate. Succede proprio questo: Leao attacca centralmente e serve in profondità un cioccolatino per Chukwueze, appena entrato e dunque fresco. Il nigeriano controlla col destro e tira con il sinistro la conclusione più moscia che si potesse pensare, respinta da Kobel, la cui uscita concitata sembra quasi superflua in relazione alla pericolosità del tiro. L’azione non sarebbe finita: il pallone arriva a Rejinders che calcia di prima dal limite dell’area, facendo la barba al palo. Dopo questa è evidente che con il Dortmund non si andrà oltre lo 0-0.

Cosa avremmo fatto noi: qualsiasi cosa tranne quel tiro. Del resto, come Chukwueze saremmo stati i più freschi in campo.

Rafael Leao - Milan-Newcastle, 34'

Cosa è successo: quest’azione la conoscete bene, e sapete che rischia di essere il giudizio sulla stagione o forse sulla grandezza di Leao. Rafa, che era al centro dell’attacco, riceve in profondità da Theo, si infila tra Longstaff e Botman e appena entrato in area, leggermente decentrato a sinistra, sterza con un doppio passo, e poi altro tocco di esterno. Tutto sembra magico, gli 85mila di San Siro sono tutti in piedi con il fiato sospeso. Longstaff cade come un birillo, anche Botman non tiene l’equilibrio. Leao ha lo spazio per tirare, ma preferisce non farlo, finche Tonali non lo ostacola disperatamente.

A quel punto prova la conclusione con il tacco, ma non trova il pallone, solo l’erba di San Siro. L’azione non muore, Chukwueze serve Pobega che calcia subito, ma il pallone viene bloccato quasi sulla linea da Murphy. Leao è rimasto a guardare i compagni da terra per tutto il resto dell’azione, forse pregando che rimediassero al suo errore, cancellandolo dai ricordi degli spettatori. Non andrà così.

Cosa avremmo fatto noi: gol, sicuramente. Al primo momento buono avremmo calciato, se non al primo, al secondo o al terzo, dimostrando così la stoffa del campione che il portoghese sta facendo solo annusare e non degustare di settimana in settimana. Anzi, sai cosa, di tacco avremmo segnato e saremmo corsi sotto la curva urlando “come Menez!!!

Olivier Giroud - Borussia Dortmund-Milan, 37'


Cosa è successo: dagli sviluppi di un calcio d’angolo l’azione sembra morta. Basta un colpo di testa, più difensivo che proattivo, dalla trequarti di Calabria per creare un’azione gigantesca. Il Dortmund sale per il fuorigioco male e il pallone casca in area, proprio al limite dell’area piccola. Giroud è lì, in posizione regolare, aggancia il pallone, viene disturbato da Theo Hernandez, appena rialzatosi da terra dopo un vano tentativo di protesta, e prova una conclusione di punta, che si trasforma in un pallonetto terminato sopra la traversa. Kobel e i suoi compagni sembrano anche loro increduli che il Milan non abbia fatto gol.

Cosa avremmo fatto noi: Di certo non fare mai quel tocchettino alla Giroud, che è più estetica che utilità. Avremmo avuto il pallone a un metro dalla porta e da soli, cosa avremmo dovuto fare se non tirare talmente forte da sfondarla?

Christian Pulisic - PSG-Milan, 50'

Cosa è successo: Dopo aver scampato al raddoppio del PSG grazie all’on-field review, il Milan è ancora determinato a riprendere la partita. Lancio lungo di Maignan di una precisione quarterbackesca per lo scatto di Pulisic. Il pallone rimbalza davanti all’americano in area, che è un pelo defilato rispetto alla porta ma totalmente solo, visto che Lucas Hernandez è caduto mentre lo rincorreva. L’americano potrebbe calciare di collo pieno, ma con la coda dell’occhio vede Giroud dalla parte opposta e prova a servirlo a porta vuota, tentando di sfruttare l’uscita disperata di Donnarumma. Preferisce così l’assist ma calibra la misura male e il pallone è troppo lungo; Giroud, quando lo raggiunge, calcia come meglio può ma la manda sull’esterno della rete. Dopo questa occasione mancata arriva il raddoppio del PSG e il cammino del Milan in Champions si trasforma in una montagna da scalare dove non si può sbagliare un appiglio.

Cosa avremmo fatto noi: da lì un attaccante deve calciare e fare gol. Da lì si tira e basta, lo ha detto anche Luca Toni nel post partita.

Quest’azione non è stata scelta come ultima per caso. Dopo la partita, Alessia Tarquinio di Amazon ha chiesto a Pulisic di quest’azione. Lui, nella scomoda posizione di andare a parlare dopo una sconfitta per 3-0 e con l’intervistatore che pone l’accento su una tua occasione sbagliata, ha risposto visibilmente amareggiato e infastidito “Facile dirlo per te (che avrei dovuto tirare ndr)”. Ha continuato dicendo “Ho visto Ollie dall’altra parte e ho pensato che passargliela fosse la cosa migliore. Forse avrei dovuto tirare, ma è andata così e mi dispiace”. Si è parlato molto del suo istinto. Ironico che, dopo che tutti i suoi compagni hanno sbagliato conclusioni nelle precedenti partite cercando la giocata difficile, a lui venga rimproverato l’aver cercato la cosa più facile in quel momento, ovvero dare il pallone a Giroud con la porta semivuota. A dimostrazione che davvero dal divano è facile parlare.

Dei gol divorati dal Milan in questo inizio di stagione si è parlato molto. In questo momento di forma precario per la squadra di Pioli, la finalizzazione sembra la cosa più importante. I giocatori del Milan sono accusati di specchiarsi troppo, soprattutto Leao e Giroud, e l’allenatore è accusato di far giocare la sua squadra in un modo troppo dispendioso, che fa perdere lucidità negli ultimi metri. La sensazione è che sarebbe bastato che anche una sola occasione di questa carrellata fosse andata per il verso giusto per diventare un turning point della stagione europea del Milan, che a parte a Parigi non si è fatto mettere sotto da nessuno. Ora c’è la sensazione dell’incompiuto, di una squadra che sulla carta può passare il girone più difficile di questa Champions League, ma non è ancora matura caratterialmente per prendere la partita per la giugulare.

Il Milan ha 3 partite per dirci il contrario, che non vuole più essere vittima dei suoi stessi errori e che lo scorso anno non è arrivata in semifinale per caso. Del resto Pioli e i suoi già riusciti a zittire i loro detrattori, pronti a rifarsi vivi al primo inciampo. Quale motivazione migliore che qualificarsi agli ottavi di Champions dopo non aver segnato nelle prime 3 partite. Sarà difficile, ma ci dovessero riuscire sarebbe un pezzo di storia da non ignorare, e che le squadre e i giocatori non vanno giudicati universalmente per i loro momenti di cattiva forma, tanto più in uno sport episodico come il calcio, dove può decidere tanto una brutta azione segnata quanto quella meravigliosa non concretizzata.


  • Classe ’91, è nato a Milano e cresciuto a Torino. È il tipo di persona affascinato da tante cose culturali, forse troppe e guarda caso non sa mai scegliere la preferita. Ama sparire e riapparire tra le luci stroboscopiche e i suoni elettronici dei club. Si crogiola nel ridere e far ridere agli spettacoli di stand up, e resta sempre sorpreso dell’emozione che può regalare un uomo che calcia un pallone. Scrive di sport su Ultimo Uomo, Sportellate e qua e là. Conduce un podcast sul calcio inglese, Britannia. Scrive anche di musica, cinema e tanto altro. Collabora con Seeyousound International Film Festival.

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