Considerazioni sparse post Milan-PSG (2-1)


Il Milan domina a San Siro. PSG schiantato e qualificazione riaperta.


- Un grande Milan illumina la Champions League. Davanti all’avversario più blasonato, il Milan torna a fare la voce grossa, mostrando a tutta Europa che è ancora perfettamente in grado di conquistare gli ottavi di finale. Nel momento più difficile del quadriennio Pioli, i rossoneri sono stati in grado di scrivere una pagina storica del recente passato, andando a surclassare nettamente una potenziale finalista. Non ha demeritato nessuno. Tutti i 14 giocatori messi in campo da Pioli sono stati eccellenti. In particolare chi, nelle scorse settimane, era stato particolarmente criticato per atteggiamento e scarso attaccamento alla maglia. Ci si riferisce a Leao, Theo e anche Maignan, accusato di impegnarsi poco per via del rinnovo che non arriva. Tutte voci, puntualmente, spazzate via in 99 minuti. Novantanove, ineccepibili, minuti in cui il Milan ha, ancora una volta, mostrato come la Champions League sia il suo giardino di casa;

- Non si può certo dire che San Siro abbia riservato a Donnarumma un’accoglienza amichevole. Tra dollari lanciati e fischietti, ci si sarebbe aspettati una prestazione timorosa da parte de numero uno azzurro. I tifosi del Milan non riescono proprio a perdonare il tradimento, forse in maniera lecita, ma probabilmente mettere una pietra sopra tutta la vicenda sarebbe la soluzione migliore. Gigio, dalla sua, pure essendo da molti definito giocatore “umorale”, ha sfoderato un’ottima prestazione, che ha consentito ai sui di rimanere  in piedi anche quando sarebbero potuti sprofondare. Dall’altra parte, il dirimpettaio Maignan ha mostrato a tutti di non essere da meno, sfoderando una prestazione super. Proprio in considerazione di ciò, è tempo di svoltare. Si pensi a Donnarumma solo come avversario, magari non troppo riconoscente. Ma per il bene di tutti che sia solo un avversario;

- Quanto è mancato Ruben Loftus-Cheek. L’inglese, da molti sottovalutato durante il mercato estivo, è l’unico centrocampista in grado di offrire la superiorità della rosa del Milan. Nè Musah, nè Rejinders, infatti, posseggono il passo e il fisico dell’8. Rejinders, in più, ha dimostrato di funzionare meglio da mediano che da mezz’ala, visto che scarseggiano ancora i numeri in zona gol. Con l’inserimento di RLC, Pioli sa di avere per le mani un’arma importante in più in grado anche di spostare gli equilibri ma da utilizzare con parsimonia ed intelligenza. Fragile come il cristallo, prezioso come un diamante, Loftus-Cheek potrebbe rappresentare l’uomo della rinascita milanista;

- Senatori rossoneri in serata di grazia. Leao, Theo Hernandez, Tomori, Maignan e Giroud, oggi, hanno mostrato cosa significhi per loro giocare a San Siro per il Milan. Dal minuto 1 al 90, nonostante lo svantaggio, i totem rossoneri hanno trascinato pubblico e compagni, accompagnandoli alla vittoria. Un Theo così non si vedeva da tempo, un Leao così, forse non si era mai visto. La qualità degli avversari sembra aver alzato il livello della performance dei milanisti, oggi scatenati. Una prestazione forse inattesa, viste le ultime uscite, ma certamente non figlia del caso. Il Milan ha diversi giocatori di qualità assoluta, ancora evidentemente non in grado di essere tarati per un’intera stagione al top. Avere fiducia nel proprio allenatore è, ovviamente, il cardine del gioco. Forse Stefano Pioli ultimamente aveva perso un filo di credibilità nei confronti del gruppo ma prestazioni del genere aiutano ad aiutarsi;

- Per il match più importante dell’anno (so far), Pioli ha avuto a disposizione l’onze de gala. Nonostante gli oltre 40 infortuni in 3 anni, contro il Paris Saint Germain, nel primo, vero, esame di maturità stagione 2023/2024 per il corso Pioli, i rossoneri si sono presentati col vestito migliore. Una vera manna, soprattutto considerando che hanno performato tutti al meglio. Tutti, o quasi. Solo Christian Pulisic, vera sorpresa di questo inizio anno milanista, sembrava essere leggermente indietro di condizione rispetto ai suoi compagni. L’americano, comunque, ha sempre offerto una soluzione alternativa ad un Leao in stato di grazia. Fattore non da poco se si considera la pochezza mostrata degli interpreti della corsia destra del Milan appena 3 giorni fa contro l’Udinese. Il Milan ha recuperato i suoi migliori interpreti, chissà se basterà a raddrizzare una stagione fino ad oggi disgraziata.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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