Juventus
, 5 Novembre 2023

Considerazioni sparse post Fiorentina-Juventus (0-1)


La Juve adesso funziona alla perfezione, secondo le intenzioni diaboliche del suo allenatore.

-Esistono momenti che segnano uno spartiacque nella vita di un essere umano. Momenti che ripagano anni di sacrifici e tentativi, momenti di appagamento purissimo, che determinano la consapevolezza di aver fatto un salto nella storia. Come si è sentito Oppenheimer dopo lo scoppio della bomba atomica? Cosa ha provato John Lennon quando ha sentito I Am the Walrus per la prima volta? Cosa ha pensato Massimiliano Allegri stasera al fischio finale, dopo aver sganciato la sua bomba atomica? Che emozioni ha provato, che pensieri sono passati per la sua testa? Come l’invenzione del rock, della Coca Cola, della Margherita, a Firenze Allegri ha inventato un genere e terminato le sue lunghe sperimentazioni sulla panchina della Juventus. Il non calcio, il corto muso, il calcio fiorentino, palla prigioniera, chiamatelo come volete. Qualunque cosa sia, siamo al suo apice;

-Gli ingredienti d’altronde c’erano tutti. Un avversario bello e tenero, voglioso e volitivo fino a rasentare l’ingenuità, privo di riferimenti offensivi affidabili e di soluzioni alternative di qualità. Insomma, lo sparring partner perfetto. Un gol dopo pochi minuti, su un piccolo svarione individuale, a dimostrazione che il diavolo è sempre nei dettagli. E poi, via alla sperimentazione purissima. Il calcio non serve più. La Juve si produce in una sorta di sinfonia difensiva, di mutamento genetico di questo sport secolare. L’idea di giocare a calcio, di produrre forme di gioco riconoscibili non interessa nessuno degli undici bianconeri in campo. Un solo obiettivo in mente. Difendere il fortino con ferocia bàrbara, fino alla fine, con il fuoco negli occhi. La Juventus non è più una squadra di calcio, ma una setta di fedeli al servizio del suo padrone;

-La Fiorentina non pensava di trovarsi di fronte ad un nuovo sport stasera. La squadra di Italiano è andata progressivamente in tilt, come una vecchia calcolatrice cui viene messa davanti un’operazione troppo complessa. Costretta a snervanti fasi di possesso con davanti 8,9 o anche 10 avversari schiarati davanti al portiere come guardiani, la Viola non ha saputo far altro che andare sull’esterno e crossare all’infinito la palla, nell’attesa di un insperato miracolo. E se già i miracoli sono merce rara, se in mezzo l’area c’è M'bala Nzola, le speranze crollano a zero. Terza sconfitta di fila senza gol per Italiano, di certo la più surreale;

-Fa sorridere pensare alla Juventus sbarazzina di inizio campionato e a chi parlava di fantomatici giovani collaboratori in grado di cambiare l’inerzia difensivista di questo gruppo. Allegri cambierà modo di lavorare e idea sul calcio solo quando il sole si spegnerà. Aiutata dal solo impegno settimanale che consente una condizione fisica gladitoresca (la squadra sprizza salute da ogni poro), la Juve adesso funziona alla perfezione, secondo le intenzioni diaboliche del suo allenatore. Calcio non c’è ma ci sono punti, tanti. 26 punti e 6 gol subiti in 11 partite, schierando in difesa parvenu come Gatti e ex reietti come Rugani. Numeri incredibili e assolutamente overperformanti rispetto al valore reale di questa rosa. Non si discute;

-Si può discutere invece sul senso di passare ore sul divano ad assistere ad infinite sessioni di allenamento attacco contro difesa; si puó discutere sul valore depotenziato dei giocatori offensivi in rosa, ridotti a controfigure, maratoneti in giro per il campo; si puó discutere sul senso intrinseco di un’operazione del genere, di fatto quasi inutile se non dovesse concludersi con un incredibile Scudetto, dato che il quarto posto sarebbe assicurato in ogni modo; si puó discutere sulle traiettorie della carriera di Vlahovic, ira di dio prima di incontrare Allegri; si puó discutere soprattutto sul fatto che anche negli anni passati la Juventus aveva vissuto momenti di parossistico corto muso, prima di squagliarsi sempre verso l’inizio della primavera. Si può discutere tanto, ma i punti no, non sono in discussione. Vincere è l’unica cosa che conta, o no?

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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