, 4 Novembre 2023

Considerazioni sparse post Milan-Udinese (0-1)


Il Milan cade clamorosamente in casa contro l’Udinese. Pioli ha perso la sua squadra.


- È un 4-4-2 inedito quello con cui il Milan si presenta a San Siro davanti all’Udinese, ancora a zero vittorie in campionato. Esterni improvvisati (Musah e Leao), terzini poco propositivi, oltre ad una coppia di centrocampisti in difficoltà, però, non fanno che produrre il solito risultato: palla a Leao e spera. Davvero poco altro. Atteggiamento quantomeno presuntuoso da parte di Stefano Pioli che, probabilmente, pensava che, per avere la meglio sulla quart’ultima della classe, sarebbe anche bastato schierare una squadra poco rodata. Invece, udite udite, le partite cominciano tutte dallo 0-0 e, soprattutto a Milano sponda rossonera, sarebbe meglio non scherzare troppo col fuoco. Le numerose defezioni sicuramente non hanno agevolato il compito del manager parmense ma la partita contro i ragazzi di Cioffi rappresentava una chance davvero troppo ghiotta per rimettere in piedi un inizio di stagione zoppicante. L’ennesima occasione persa del Milan post scudetto;

- Dalla sua, Cioffi ha preparato esattamente la partita che andava fatta a San Siro. Pallino del gioco affidato agli avversari e ripartenze feroci con le proprie frecce, Zemura ed Ebosele su tutti. Il forfait dell’ultimo minuto di Theo ha sicuramente agevolato la strategia, visto che il mismatch venutosi a creare proprio tra l’irlandese e Florenzi ha messo seriamente in difficoltà il Milan dal minuto zero. Il resto della partita è stata di gestione, grazie soprattutto alla solidità di Bijol e alla lucidità di Samardzic, vero architetto della metà campo. Anche se il rigore assegnato sembra generoso, l’Udinese ha comunque meritato la vittoria, la sua prima in campionato, arrivata grazie ad uno spirito da working class che fino ad oggi non aveva mai lasciato intravedere;

- Pioli ha completamente perso lo spogliatoio. È già da qualche mese che il Milan fatica, specialmente in campionato (ricordiamo la protesta dei tifosi a Spezia dopo una sconfitta inaspettata) ma le avvisaglie più plateali si erano avute al Maradona, quando due totem come Giroud e Leao avevano platealmente contestato le rispettive sostituzioni. Con l’11 iniziale di oggi, disordinato e senza logica, la fiducia dei giocatori verso il proprio allenatore sembra davvero ai minimi storici. Difficile pensare di poter continuare in questo modo, a 6 punti dall’Inter prima in classifica e con un piede e mezzo fuori dalla Champions League. È evidente come al Milan serva il cambio di guida tecnica, che sappia ridare fiducia a giocatori probabilmente forti ma sicuramente smarriti;

- Forse abbiamo sopravvalutato il mercato del Milan. Tanti giocatori che ad inizio anno sembravano fotografare un vero upgrade rispetto all’anno scorso, stanno in qualche modo deludendo. L’esempio più lampante sembra essere l’olandese Rejinders, ad inizio anno accostato ai migliori centrocampisti della storia rossonera. Momento buissimo per lui. Ma, poverino, non ha un minuto di pausa da ormai 3 mesi. Anche Loftus, Pulisic e Chukwueze oggi non hanno dato il loro contributo. Tutti e tre ai box  o tenuti a riposo in vista di match più prestigiosi. Musah si spende, fa tutti i ruoli e non tira mai indietro la gamba. Ma poco altro. Jovic, effettivamente servito malissimo anche oggi, sembra fare di tutto per allungare la carriera a Giroud. Al Milan, però, non può bastare, a tutti i nuovi è richiesta una qualità diversa che, fino ad oggi, abbiamo visto solo di rado;

- “Se io ho 7 frecce e il mio avversario ha 3 frecce avrò più possibilità di fare centro o no?”. Con questa estratto fazioso di una famosa intervista rilasciata da De Zerbi ci sentiamo di affermare che no, non sempre vince chi tiene di più la palla. Il possesso del Milan, infatti, pure avendo superato il 70% complessivo, è stato sempre sterile e mai efficace. Poche idee, tanta confusione e zero gioco verticale. È questa la sintesi della partita del Milan che, non fosse stato per un’incursione di Florenzi nel primo tempo, non sarebbe mai stato davvero pericoloso seguendo una manovra costruita. Le ultime occasioni, ben neutralizzate da Silvestri, sono la foto di questo Milan: disordinato, pasticcione e depresso. 

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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