, 4 Novembre 2023

Considerazioni sparse post Atalanta-Inter (1-2)


L’Inter conquista tre punti fondamentali in una partita equilibrata decisa dalle giocate dei singoli.


- I match tra l'Atalanta di Gasperini e l'Inter di Inzaghi significano sempre la sfida tra due squadre intense, che propongono un calcio offensivo. La sfida di stasera conferma solo in parte questa tradizione: la partita s'innesta sulle strategie dei due allenatori che cercano il più possibile di speculare sulle criticità e i punti deboli dell'avversario e il risultato è una partita equilibrata in cui nessuna delle due compagini riesce a sviluppare in maniera nitida la propria trama offensiva. L'Inter però la spunta in maniera simile a quanto avvenuto nella scorsa stagione, portandosi sul doppio vantaggio ma soffrendo nettamente sul finale. La vittoria è alla fine d'un'importanza fondamentale;

- La partita vive di inerzie e fiammate, risultato e causa di una partita che cerca di essere il più possibile strutturata tatticamente da ambo le parti. Bene l'Atalanta nella prima mezz'ora, poi l'infortunio di Pavard rompe il momentum bergamasco e apre una fase centrale della gara che vede l'Inter galvanizzata dal doppio vantaggio e da una circolazione della palla più pulita e veloce. La dormita di Dimarco regala fiducia ad un'Atalanta che sembrava non avere le forze per reagire, che comincia così a cingere d'assedio la porta di Sommer impensierendolo soprattutto con i tagli e gli inserimenti dei centrocampisti. In fin dei conti, la partita è decisa da due fiammate, quella di Calhanoglu che porta al fallo di Musso e quella dello splendido gol di Lautaro, che puniscono l'Atalanta forse anche di più di quanto avrebbe meritato;

- Gasperini prepara la partita rispolverando un pressing estremamente aggressivo e proponendo una grande mobilità (e la grande partita) di Lookman e Koopmeiners per sfruttare la vulnerabilità difensiva dell'Inter sulla sua fascia sinistra. L'Inter, soprattutto nel primo tempo, soffre tantissimo le incursioni di Scalvini e Zappacosta e il fatto che ciò non si sia visto nel secondo tempo ha sicuramente facilitato la vita dei difensori interisti. Più in ombra, al di là del gol estemporaneo, la partita di Scamacca: limitato bene da De Vrij e Acerbi, l'attaccante si accende solo dopo la sua rete ma non riesce mai a svolgere quel lavoro di cucitura che sarebbe risultato decisivo;

- L'Inter mostra ancora una volta una maturità che pian piano la squadra sta facendo sua. Non si scompone particolarmente di fronte alla pressione dell'Atalanta, continua sempre a cercare il fraseggio palla a terra e si affida al dinamismo dei suoi centrocampisti per mantenere sostanza e fosforo nelle due fasi. Il grande sacrificio fisico penalizza sia Lautaro che soprattutto Thuram, costretto a giocare troppo lontano e troppo spalle alla porta per riuscire ad incidere nettamente sulla gara. Il migliore in campo è sicuramente Hakan Calhanoglu: in quella che potrebbe essere una delle sue migliori partite in nerazzurro finora, il turco coniuga da top player le geometrie rapide e verticali che portano al rigore ad una lotta fisica, intensa, instancabile da diga davanti la difesa. La vittoria di questa sera passa prima di tutto dalla sua prestazione;

- Le telecamere di DAZN indugiano curiosamente su Hateboer che cerca di distrarre Dumfries, i cori atalantini contro un Barella colpito al capo ma soprattutto su di un Pavard che assistito da un tutore riesce a resistere al dolore per festeggiare la rete di Calhanoglu coi compagni. E' impressionante vedere come la causa nerazzurra sia entrata ormai così visceralmente nella pelle del francese e la speranza è che l'infortunio non sia grave e non interrompa la luna di miele della storia d'amore tra lui e l'Inter. Nel frattempo, però, Inzaghi può contare su un Darmian che mostra un'affidabilità e una continuità di rendimento quasi disarmante. Quasi a dimostrare, a chi sembra continuare a non crederlo, che l'anima dell'Inter non è il singolo ma il collettivo.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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