, 30 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Lazio-Fiorentina (1-0)


Lazio e Fiorentina danno vita ad una partita bella e intensa, decisa da una disattenzione individuale.


- Si fosse stati alieni sbarcati su questo moribondo pianeta di per certo questa partita avrebbe fatto nascere una certa attenzione verso questo sport che spesso è bizzarro. Due squadre che giocano, pressano, tirano in porta senza, però, mai abbandonare ordine e organizzazione. Per questi motivi i novanta e quattro minuti scorrono veloci come il pallone sul prato verde. In questo equilibrio quasi perfetto altro non può decidere che un momento di appannamento individuale: in questo caso uno scellerato braccio largo in area di rigore di Milenkovic;

- La Fiorentina approccia il primo tempo con il suo classico piglio: palla a terra e circolazione rapida del pallone. Bonaventura prova a non dare punti di riferimento al centrocampo laziale che si trova in difficoltà, specie in fase di impostazione. L’undici di Italiano costringe Sarri a far abbassare Zaccagni e Anderson che, inevitabilmente, perdono lucidità in fase offensiva. Nonostante ciò, il pressing della Lazio porta ad alcune azioni potenzialmente pericolose vanificate sempre dall'ultimo passaggio. La Viola appare più concreta e tra gol annullato e palo, mette più di un brivido all'Olimpico;

- Luis Alberto paga due mesi ad altissima intensità e non è lucido come sempre, "colpa" anche del pressing asfissiante dei viola. Nico Gonzales spesso parte troppo arretrato per portare quella superiorità numerica nei sedici metri. Il duello dei diez non porta quella spettacolarità promessa. Terracciano diventa essenziale nella prima parte del secondo tempo mentre Provedel rischia un'uscita sul suo ex compagno Nzola ma, nel complesso, non deve effettuare particolari interventi. Spiccano le due coppie di centrali difensive che, salvo Milenkovic sul finale, sono le vere protagoniste di questa partita;

- Hombre del partido: Immobile. Per 199 motivi e altrettanti gol in biancoceleste. Criticarlo è doveroso ma dimenticarlo è ingiusto. Castellanos, a oggi, riesce a legare di più il gioco di Immobile e, quindi, tatticamente diviene più importante per gli schemi sarriani. Rimane che dopo settimane di interviste zoppicanti, polemiche, mugugni quel pallone al 95' pesava più del dovuto. Non era facile come può sembrare tirarlo e fare centro. Inutile citare De Gregori in modo salmodico. Segnando quel rigore Ciro Immobile ha in parte riscattato tutto ciò;

- Italiano e Sarri dimostrano, occorre ribadirlo, che il calcio non deve dimenticarsi che ha lo scopo primario di regalare al pubblico qualcosa di bello da vedere e rivedere. I modi di intendere questo meraviglioso e malefico gioco dei due sarebbero da tenere in una teca, piuttosto che mettere palloni in sacchi pronti a essere venduti all'asta. Riappropriamoci della bellezza, riappropriamoci di Lazio Fiorentina. Con buona pace dei risultatisti: la prestazione è essenziale, sempre.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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