Logo sportellate
Erling Haaland segna nel match di Premier League tra Manchester United e Manchester City
, 29 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Manchester United-Manchester City (0-3)


Il Manchester City conferma il suo status.

Il primo derby di Manchester della stagione di Premier League arriva in un periodo emotivamente particolare per la scomparsa di Sir Bobby Charlton. Il ricordo del centrocampista dei Red Devils è stato toccante all’Old Trafford, presenziato anche da alcuni volti storici del Manchester City. In un’atmosfera del genere, ci aspettavamo la squadra di Erik ten Hag in uno stato psicologico decisamente più determinato a imporsi contro i noisy neighbours del City. Tuttavia, mettendo da parte i primi dieci minuti di gioco in cui lo United è sembrato coraggioso, la partita è stata interamente dominata dal City. Lo United, insomma, non riesce a sfruttare il kick dato dalla vittoria di Copenaghen, a differenza della squadra di Guardiola, che, dopo il difficile momento coinciso con l'assenza di Rodri, si è ripreso alla grande.

La doppietta di Erling Haaland non è un evento che fa notizia, ma arriva in un periodo in cui le critiche nei suoi confronti erano più rumorose che mai. Il norvegese ora arriva a cinque reti in quattro partite contro il Manchester United, club che non vedeva l’ora di affrontare, a detta sua. Come spesso accade, la partita del norvegese si limita ai due gol: nei 90’ compie soltanto 22 tocchi, e soltanto 10 passaggi, di cui solo 7 effettivamente riusciti, ma c’è un assist comodo nei confronti di Phil Foden a chiudere i conti: 0-3 e Manchester United battuto, nonostante un’ottima prestazione di André Onana, volenteroso di rifarsi dopo la sconfitta di Istanbul. Cosa si può dire a un giocatore del genere?

Dobbiamo parlare di Jack Grealish. Non è stato un inizio di stagione facile per l’ala inglese, alle prese con qualche fastidio fisico e un posto da titolare insidiato dal nuovo acquisto di quest’estate, Jeremy Doku. Le ultime settimane avevano portato Guardiola a puntare sulla velocità e sull’entusiasmo del belga, anche per ravvivare un City alquanto soporifero. Ma al grande appuntamento contro il Manchester United, Guardiola gli ridà spazio e il risultato è quello sperato: Grealish fa ottenere al Manchester City il controllo del gioco. Profondamente diverso dall’esuberanza di Doku, il compito del numero 10 citizen è quello di essere un punto di interscambio fra le costruzioni di gioco del City, favorendo le sovrapposizioni di un ottimo Gvardiol e le proposizioni di Bernardo Silva. Conscio di dover alzare il proprio livello, Grealish ha cercato più del solito la conclusione verso la porta, trovando sempre il muro dello United su di sé. Siamo certi che Guardiola abbia apprezzato l’effort proposto dall’inglese.

Il Manchester United è davvero poca roba. Miope pensare che la coppia di eventi avvenuta in Champions League del goal di Maguire e del rigore parato di Onana potesse scuotere un ambiente atrofizzato fin dalle fondamenta. I problemi del club sono troppi e di stampo cronico, figli di scelte sbagliate in passato e strategie compromettenti, pensiamo a Jonny Evans titolare; di certo non è colpa sua se si trova lì in area di rigore, ma è suo l’errore grossolano che libera Haaland nel goal del secondo tempo. Pensiamo anche a un Amrabat spaesato, arrivato quest’estate come profilo determinante dopo il Mondiale di Qatar 2022, ma inefficace nel sostituire Casemiro; pensiamo a Mount e Antony in panchina, giocatori che non danno mai la sensazione di essere un valore aggiunto per questa squadra e, nel caso del brasiliano, forse qualcosa di nocivo. Nell’atteggiamento come nell’apporto in campo. È anche vero che mancavano un paio di elementi di spicco come il già citato Casemiro e Lisandro Martìnez, ma è un Manchester United davvero troppo lontano da essere un progetto convincente. Rashford e Bruno Fernandes grandi assenti fra le file red devils. E non sarà mai soltanto colpa di un solo individuo questa situazione: non era Cristiano Ronaldo prima, non è di ten Hag adesso.

Dopo Onana, una delle poche note liete in campo dello United si chiama Scott McTominay. Lo scozzese ha assunto ormai una postura da leader all’interno dell’assetto di Ten Hag, e la prestazione di oggi è piena conferma di queste sensazioni. Due dei tiri in porta dei Red Devils sono i suoi, e con 5 duelli vinti su 6 è l’unico che prova davvero a ostacolare le trame del City. Granitico fisicamente e di carattere decisamente più maturo rispetto a molti dei suoi compagni, il disegno del centrocampo del Manchester United dovrà prendere forma intorno a McTominay. Esattamente com’è successo con la nazionale scozzese.


pencilcrossmenu