Edoardo Bove segna il gol dell'1-0 in Roma-Slavia Praga.

Considerazioni sparse post Roma-Slavia Praga (2-0)


Con un primo tempo perentorio, la Roma ipoteca il passaggio del turno.

Dopo il 4-0 sul Servette, Mourinho parlava di Roma-Slavia Praga come della vera partita da vincere del girone di Europa League. D’altronde, non poteva essere diversamente: entrambe sono arrivate a questa partita a punteggio pieno e dopo due vittorie molto pesanti che hanno, di fatto, già reso questo girone una lunga pratica per decidere chi arriverà primo e chi secondo. Le parole di Mourinho hanno trovato quasi subito riscontro nella formazione con cui la Roma si è presentata in campo, con quasi tutti i titolari disponibili e con Cristante riportato a centrocampo per il recupero di Diego Llorente. Anche Trpisovsky ha di fatto messo tutto su questa partita, confermando la sua formazione tipo. Tra le novità di Mourinho c'è la scelta di impiegare El Shaarawy come unica spalla di Lukaku, accantonando l'esperimento delle due punte proposto - senza grandi risultati - contro il Monza.

Diciamo che era difficile aspettarsi un impatto più immediato di così: dopo neanche 40 secondi è proprio il Faraone a strappare il pallone dai piedi di Tomas Holes e servire Edoardo Bove; il cane malato, come lo aveva definito Mourinho, sta crescendo a ogni partita e il gol, trovato con un destro a giro straordinario, è un'altra certificazione di questo percorso. La partita di Bove, però, non si limita a questo e, anzi, è piena di giocate senza palla estremamente intelligenti, pressioni e recuperi in maniera incredibilmente efficiente durante tutto il primo tempo. Intorno a lui va avanti una partita che per il primo quarto d'ora ci dice che la Roma è semplicemente troppo superiore per lo Slavia. Al ventesimo, praticamente dal nulla, El Shaarawy vince un rimpallo in trequarti e conduce bene su per il campo, scaricando sul taglio verso sinistra di Lukaku, che di sinistro calcia sul primo palo e quasi fa staccare la porta da terra per il 2-0. Per vedere qualche giocata interessante dello Slavia bisogna aspettare l'ultimo quarto d'ora della frazione, con un sinistro scialbo di Dorley.

Il secondo tempo ha oggettivamente poco da dire, tanto che la Roma in più occasioni sembra giocare al parco con i bambini: Zeki Celik, nonostante le enormi difficoltà in possesso, si prende parte della scena con due ottimi recuperi alti che quasi portano al gol prima Lukaku - che calcia fuori di poco - e poi El Shaarawy - che invece prende una traversa strepitosa. In mezzo, sempre El Shaarawy trova un pallonetto per Cristante che va vicino a sombrerare il portiere dello Slavia. Per il resto, il secondo tempo rimane una versione scialba del primo, con Foti - Mourinho sta scontando la terza delle quattro giornate rimediate dopo la finale di Budapest - che chiede ai suoi giocatori di pressare non venendo sempre accontentato. Gli eventi del secondo tempo sono pochi, pochissimi: lo Slavia va vicino al 2-1 con Schranz ma il suo tiro da ottima posizione finisce alto, dando la tipica sensazione di star affrontando una squadra che non avrebbe segnato in nessun modo.

Insomma, Mourinho si aspettava una prestazione importante e Roma-Slavia Praga sembra averlo accontentato, se non altro nel primo tempo. La Roma, dopo l'inizio di stagione faticoso e lo psicodramma di Genova ha messo insieme la quinta vittoria consecutiva; le avversarie non sono mai state pienamente testanti per le qualità dei giallorossi ma in un momento come questo ogni vittoria diventa più che mai preziosa per costruire morale e certezze. Le certezze sono quelle che si sta costruendo Houssem Aouar, che dalla partita col Servette si è trovato a prendere il posto di Pellegrini e che gradualmente sta mostrando le sue qualità, provando giocate ambiziose e supportando la manovra all'occorrenza. Decisamente più sorprendente, invece, è stata la qualità delle combinazioni tra Lukaku ed El Shaarawy: i due, durante tutta la partita, hanno mostrato di associarsi con una facilità straordinaria; un dato, questo, che Mourinho dovrebbe tenere da conto per la partita di domenica con l'Inter.

L'Inter sarà un test decisamente più grande di Slavia Praga, Cagliari e Frosinone ma la Roma, per sua fortuna, ci arriva in uno stato di forma decisamente migliore di quando ha affrontato il Milan a inizio stagione. La prestazione dello Slavia Praga, come anticipato, rimane sostanzialmente assente: tolto qualche ambizioso tentativo di pressing, la squadra ceca è stata poco più che spettatrice della partita, mostrando delle leggerezze in possesso che sono state facilmente esposte anche dalla pressione - buona ma non impeccabile - della Roma. Con l'Inter, Mourinho - ancora squalificato - troverà davanti a sé una squadra molto più rodata sia con che senza palla e questo offrirà un test molto più chiaro sul vero valore di questa Roma.


  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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