Considerazioni sparse post Union Berlino-Napoli (0-1)


Una partita brutta che vede il Napoli vincitore grazie all'unica occasione avuta da Kvaratskhelia.

- La cornice dell‘Olympiastadion di Berlino ci riporta alla mente una partita difficile, sporca, il cui risultato però infine ci sorrise. Anche questo risultato fa decisamente bene al Napoli, arrivato al termine di una gara sofferta;

- Le analogie con la partita di quasi 18 anni fa, però, finiscono qui: di fronte al Napoli infatti non c'è la Francia di Zidane, Henry e Ribery, ma la più umile e boccheggiante Union Berlino, in piena convalescenza venendo da ben otto sconfitte consecutive, e con un ambiente a dir poco incandescente;

- Ne viene fuori una gara francamente brutta, dai ritmi nemmeno bassi ma in cui la confusione - sia quella in campo sia quella, bellissima, creata sugli spalti dall'appasionata tifoseria tedesca - è sovrana incontrastata. Una partita che sembra destinata a non spostarsi da questo equilibrio col pallone stagnante;

- Gare del genere possono essere sbloccate solo da chi per prima pesca il jolly in grado di sbloccare il punteggio: lo manca di un metro circa - quello che lo pone davanti alla linea di difesa a inizio azione - Fofana nel primo tempo, lo coglie invece in pieno Khvicha Kvaratskhelia: dopo una partita intera a subire costantemente la doppia, quando non addirittura la tripla marcatura su di sé, al georgiano basta un solo spunto per dimostrarsi ancora una volta uno dei migliori in Europa nell'uno contro uno, prima di servire un cioccolatino che Raspadori deve solo scartare;

- È un Napoli quasi "allegriano" quello di quest'anno varato da Rudi Garcia: una squadra che ha quasi del tutto rigettato la ricerca del gioco tramite lunghe fasi di palleggio, e che anzi cerca di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo, forte della qualità superiore dei suoi uomini offensivi. Sarà vera gloria? Ai posteri l'ardua sentenza. Nel frattempo questa vittoria, contro una sgangheratissima Union Berlino per la quale continua a piovere sul bagnato, sembra poter rappresentare una buona porzione di ottavi di finale: per il momento, al Napoli, va bene così.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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