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, 22 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Sassuolo-Lazio (0-2)


Nella notte di metà autunno reggiana torna il sarrismo nella sua purezza. Sassuolo travolto.

- Sassuolo Lazio non è mai stata una partita noiosa. Ogni qualvolta le due squadre si sono affrontate il gol e il ritmo gara è sempre stato garantito. Questa sera, però, i neroverdi di Dionisi sono stati letteralmente travolti da una Lazio i cui meccanismi sono finalmente fluidi ed efficaci. Il tabellino è avaro, visto che se avesse segnato uno 0-4 nessuno avrebbe visto qualcosa di sbagliato. Consigli, però, decide di sfoderare una prestazione maiuscola arginando la marea biancoceleste;

- La Lazio è stata per larghissimi tratti con un baricentro altissimo che le ha permesso sin da subito di portare un pressing quasi asfissiante all'inizio manovra del Sassuolo. Tressoldi ne paga le conseguenze con una sequela di errori banali che, di fatto, portano in svantaggio la propria squadra sotto di due. Sino al quindicesimo, il Sassuolo praticamente non varca la linea di metà campo. Felipe Anderson e Lazzari arano letteralmente la fascia destra non trovando alcun argine. I movimenti de El Taty Castellanos facilitano gli inserimenti e aprono spazi; Luis Alberto è ispiratissimo e disegna calcio, Rovella riesce a tenere stretti i reparti che facilitano, di molto, il lavoro di Patric e Romagnoli;

- Il Sassuolo tenta di giocare unicamente nei primi dieci minuti della ripresa non portando, però, reali pericoli a Provedel. I giocatori di Dionisi sono letteralmente aggrediti ogni volta che toccano palla e non trovano mai l'ampiezza che avrebbe potuto mettere la Lazio in difficoltà. Pinamonti riceve pochissimi palloni, Berardi tenta in ogni modo di velocizzare la manovra o imbucare i compagni che, però, sono incappati in una giornata decisamente no. Unico vero momento di cambio radicale del contesto sarebbe stata la possibile espulsione di Provedel per un presunto tocco fuori area con le mani, poi rettificato dal var dopo un iniziale cartellino rosso;

- Hombre del Partido sempre lui: Luis Alberto che trova anche il tempo di sfogare il suo classico disappunto all'uscita dal campo al settantacinquesimo. Ovviamente una reazione no-sense visto il tutto ma che ricorda come, pur divenuto più responsabilizzato dallo stesso Sarri, lo spagnolo mantiene uno spirito pronto ad accendersi e a creare scompiglio. A parte la notazione caratteriale, le sue giocate e il modo di cucire centrocampo e attacco sono sempre più sublimi. Il gol è una perla di tecnica e freddezza, così come quello al Maradona (sempre su assist di Anderson). L'offerta della fascia di capitano all'entrato Cataldi dimostra uno spirito superiore di squadra che antepone al proprio;

- Tra le mille sigarette che Sarri può liberamente sfoderare dal pacchetto nel box del Mapei Stadium non c'è stato molto spazio per appunti critici. Dall'alto ha potuto notare come i suoi dettami sono finalmente entrati in circolo anche ai nuovi arrivati, specialmente a Rovella a cui ha affidato le chiavi del centrocampo. Questo lo ripaga con prestazioni qualitativamente e quantitavamente impattanti. Non è un caso che Lucas Leiva, metronomo inzaghiano e laziale, gli ha fatto i complimenti su Instagram. Finalmente vede la squadra alta e che verticalizza senza perdersi in inutili palloni orizzontali. Concede a Patric, suo miracolo sportivo, di lanciare profondo più del dovuto, dimostrando una certa flessibilità di interpretazione dei momenti partita. La Lazio di Sarri è tornata.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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