El Shaarawy calcia sul gol dell'1-0 della Roma contro il Monza.
, 22 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Roma-Monza (1-0)


Nonostante una partita scialba, la Roma batte il Monza e rientra in zona Europa.

All'ultimo rientro dalla pausa per le nazionali, la Roma aveva triturato l'Empoli per 7-0. Era la prima da titolare di Lukaku e sulle copertine ci era finito Dybala per la partita devastante con cui aveva fatto cacciare Zanetti. Un mese e 5 giorni dopo, la Roma ospita il Monza – in cui Colpani si è consacrato come uno dei giocatori più eleganti del campionato – senza Dybala e Pellegrini ma dopo tre vittorie nette contro Sheriff, Frosinone e Cagliari. Le assenze dei due grandi rifinitori della Roma ha, di fatto, messo molte responsabilità su Aouar, diventato subito la spalla della coppia di centravanti formata da Belotti e Lukaku. Aspettandosi una squadra più propositiva, Palladino invece ha optato per una scelta più conservativa, sostituendo un acceleratore di gioco come Samuele Vignato con l'ex di giornata Machin, forse con l'intento di avere maggior controllo in possesso.

Il primo tempo, senza mezzi termini, è ai limiti del soporifero. La Roma conferma la sua intenzione di non pressare, tenendosi più bassa e lasciando al Monza tempo e modo di far circolare il pallone fino alla metà campo senza grandi difficoltà. Il nuovo assetto offensivo di Mourinho si mostra abbastanza caotico, con Belotti e Lukaku che faticano ad associarsi bene, Spinazzola spesso costreto a creare occasioni dal nulla - un pattern, va detto, non raro – e un centrocampo che fatica ad accelerare i ritmi in verticale, rendendo la zona centrale del campo quasi inesplorata. Il rosso a D'Ambrosio nel finale di tempo sembra dare un leggero kick alla Roma ma, tolto il miracolo di Di Gregorio nel finale di tempo su Belotti, le occasioni rimangono poche.

Nel secondo tempo, con Birindelli al posto di Pedro Pereira, il Monza recupera una coppia di esterni più produttiva e, mantenendo una squadra più corta e intensa, Palladino riesce sostanzialmente a colmare l'inferiorità numerica. Poco dopo l'inizio della ripresa, infatti, prima Colpani sfrutta le praterie lasciate dalla Roma e quasi piazza il pallone all'incrocio con un tiro straordinario. L'ingresso di Samuele Vignato all'ora di gioco sembra cambiare sensibilmente il Monza: il classe 2004, infatti, aumenta subito la cifra tecnica della squadra di Palladino e su due giocate straordinarie manda quasi in gol Birindelli, due volte fermato da Rui Patricio. Anche nella Roma i cambi hanno un impatto immediato: Azmoun entra e subito fa vedere le sue qualità da regista offensivo, combinando bene con Lukaku per la prima occasione della Roma nel secondo tempo, prendendo un palo e, infine, portando al gol decisivo dell'altro subentrato, El Shaarawy, poi scoppiato in lacrime dopo le voci circolate sul suo conto in settimana.

Nel commentare la partita, Mourinho non è sembrato pienamente entusiasta della prestazione della Roma. Le assenze di Pellegrini e Dybala hanno mostrato, in effetti, una squadra sostanzialmente spezzata in due blocchi, con i due attaccanti spesso isolati contro i tre centrali del Monza e un Aouar decisamente spento e fuori dal contesto. La partita della Roma, in generale, è stata molto scialba: la scelta di non pressare ha permesso al Monza di gestire serenamente l'inferiorità numerica, riuscendo anche a portare facilmente densità sul pallone, trovando recuperi alti e anche più uomini sopra la linea per gestire le transizioni. La Roma, insomma, esce dall'Olimpico con una vittoria – che vale anche il ritorno nella zona europea della classifica per la prima volta in stagione – ma poco altro. Tra i singoli è invece difficile trovare qualcuno veramente positivo: forse, escludendo un Rui Patricio sorprendentemente solido, il dato migliore lo ha offerto proprio Sardar Azmoun, che con Lukaku e Aouar ha mostrato di sapersi associare molto meglio rispetto al gallo Belotti.

Il Monza forse avrebbe meritato di uscire con un punto dall'Olimpico. Dopo un primo tempo passato principalmente a controllare il pallone e basta, è nel secondo che la squadra di Palladino ha trovato modo di mettere in difficoltà i suoi avversari, trovando campo da attaccare nonostante l'inferiorità numerica. In fase di non possesso, il 3-5-2 – poi 3-5-1 – di Palladino è riuscito perfettamente nel suo intento, spingendo la Roma sugli esterni e costringendola a forzare cross e tiri di scarsa qualità per quasi tutta la ripresa. Le occasioni di Birindelli, entrambe sviluppate in transizione con due grandi giocate di Vignato, hanno, paradossalmente, fatto vedere alla Roma ciò che la Roma vorrebbe essere: una squadra reattiva, che si costruisce gli spazi facendo alzare gli avversari e attaccando bene in campo aperto. Ricreare una squadra così solida dopo tutte le cessioni della scorsa estate non era facile; a Palladino va sicuramente riconosciuto questo merito, anche aldilà della sconfitta.


  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal, dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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