, 22 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Milan-Juventus (0-1)


Massimiliano Allegri sale in cattedra e spiega, per l'ennesima volta, la sacralità della dura legge del goal. Milan sconfitto.

- Il Milan è arrembante fin dai primissimi minuti, con la palla affidata alla premiata ditta Reijnders - Adlì che si alternano nel ruolo di regista e Musah ad occuparsi del lavoro sporco. Il destinatario del gioco rossonero, vero convertitore di palloni in palle goal, è il solito Rafa Leao, cercato di continuo sulla sinistra per creare superiorità numerica e premiare gli inserimenti dei compagni. La Juventus rimane fedele a sé stessa, rinunciando al pressing sul portatore di palla e difendendo sempre nella propria metà campo, chiudendo molto bene le linee di passaggio e affidandosi a lanci lunghi per scavalcare la mediana avversaria e sfruttare la velocità di Kean in ripartenza;

- Malick Thiaw è un ottimo difensore, che a 22 anni si è preso meritatamente la titolarità della difesa del Milan. Detto questo, è evidente che l'irruenza sia una caratteristica dovuta all'etá su cui ha molto da lavorare, perché l'errore di questa sera su Kean sembra la replica del film già visto nel derby e poco importa se anche stavolta la colpa è da condividere con chi l'ha costretto all'uno contro uno. L'impressione è che questo tipo di situazione sia un punto debole il giovane tedesco, che conta un po' troppo sulle proprie capacità fisiche e pecca di malizia nel prendere la decisione più corretta, che nello specifico sarebbe stata quella di temporeggiare. Ad oggi, contro squadre brave nel ripartire, forse la scelta dovrebbe ricadere su qualcuno con caratteristiche diverse;

- Se l'inserimento di Krunic al posto di Adlì era subito sembrato dettato da un eccesso di prudenza, non vogliamo sapere (nè potremmo scrivere, probabilmente) cosa possa avere pensato Pioli quando ha visto il giocatore da lui scelto deviare nella propria porta una conclusione "da casa sua" di Locatelli, che probabilmente non era destinata nemmeno a trovare lo specchio. Un episodio che cambia la partita più dell'espulsione, perché fino a quel momento la situazione era rimasta in equilibrio, col Milan che a tratti sembrava giocare meglio nonostante l'inferiorità numerica e s'è trovato di colpo a scoprirsi per trovare il pareggio, facendo il gioco di una Juventus sempre più rilassata e in controllo;

- La partita di questa sera è stata un vero trailer dell'Allegrismo. Quaranta minuti di attesa e contenimento, correndo in verità ben pochi rischi, in attesa dell'episodio decisivo e colpo del KO al momento migliore, con l'aiuto della Dea Bendata. Questa Juventus è tutt'altro che bella da vedere, a tratti fastidiosa, ma estremamente attenta, cinica ed efficace: doti che, unite alla possibilità di preparare le singole partite senza occuparsi delle coppe europee, rendono i bianconeri una seria candidata allo Scudetto nonostante la rosa un po' risicata rispetto alle dirette concorrenti;

- Non vengono invece scalfitte le ambizioni del Milan, nonostante la sconfitta che costa temporaneamente il primo posto e il riavvicinarsi proprio della Juventus, ma il risultato costringerà Pioli a qualche riflessione. La sua squadra gioca bene, ma continua a peccare di concretezza e soprattutto a dipendere troppo dalle giocate dei singoli: in particolare quelle di Leao. La contemporanea presenza in campo di Adlì e Reijnders pare, in questo momento, più che necessaria: uscito il franco-algerino, infatti, la squadra rossonera ha praticamente smesso di produrre gioco e non sembrava un problema dettato solo dall'inferiorità numerica. Visti anche i continui infortuni, problema mai risolto in quattro anni, la coperta inizia a diventare un po' troppo corta e c'è da correre ai ripari prima che il freddo prenda il sopravvento.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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