, 8 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Lazio-Atalanta (3-2)


A nulla son contati gli impegni europei delle due squadre: Lazio-Atalanta è stato puro divertimento.


- Spesso si sente dire che quando si incontrano due allenatori come Sarri e Gasperini siamo di fronte ad una "partita a scacchi", volendo chiaramente intendere un incontro bloccato, con poco divertimento per l’osservatore medio. Questa inusualmente calda domenica ottobrina regala agli spettatori dell'Olimpico invece una partita sì tatticamente interessantissima, ma anche giocata a viso aperto da entrambe le squadre. Il 3-2 all'ottantaseiesimo siglato da Vecino e le molte occasioni create dalle due formazioni, stanno lì a testimoniare di aver goduto di una delle partite finora più divertenti della stagione;

- Il primo tempo, sponda biancoceleste, portava grandi dubbi sull'approccio. L'assenza di Immobile, la vittoria al 96' in terra scozzese. Un copione che spesso si è ripetuto sul prato verde dell'Olimpico, specie contro un avversario osticissimo come l'Atalanta del Gasp. Eppure la Lazio parte come non si vedeva da tanto: due gol dopo undici minuti. Non solo la sfortunata deviazione di Charles De Keteleare ma all'undicesimo l'uomo chiamato al difficile compito di portarsi la responsabilità del reparto offensivo biancoceleste, El Taty Castellanos, raddoppia. La Lazio macina gioco e intorpidisce la Dea che, poco prima del riposo, accorcia di testa. Lo stesso Taty, non sazio, firmerà l'assist per il 3-2 di Vecino all'86'. Ormai è diventata una Lazio formato Caicedo e dall'ottantacinquesimo diventa pericolosissima. Ma non è un caso, perché nella metà campo avversaria, e si è visto anche a Glasgow, sono sempre in 5/6 gli uomini laziali a portare un pressing ragionato e compatto nella metà campo avversaria;

- La Dea colpisce soprattutto di testa. Anzi, solo di testa, in entrambe le occasioni. Non è più la schiacciasassi a cui eravamo abituati negli ultimi anni. Incespica e, sarà anche l'impegno ravvicinato in Europa League di giovedì, non produce quanto Gasperini vorrebbe. Pizzica senza pungere. Pare stanca. Il duo Lookman - Muriel e i movimenti tra le linee di Koopmainers creano diversi grattacapi alla difesa laziale ma solamente quando le due squadre si allungano visibilmente. La sosta aiuterà a riordinare le idee in quel di Bergamo e anche a recuperare le forze fisiche;

- I ricambi di qualità sulla panchina di Sarri aiutano parecchio. La rotazione permette di potersi esprimere sempre ad alto livello. Gli stessi nuovi arrivi stanno finalmente entrando negli schemi sarristi. Non è facile per questioni linguistiche, ambientali, tattiche eppure ciascuno dei nuovi piano piano sta iniziando a mettere in mostra la propria qualità. Vecino avrà studiato i movimenti di Savic visto che il terzo gol ricorda tanto quelli che faceva il serbo diventando centravanti aggiunto. Certo, si incassano più gol rispetto all'anno scorso ma, dall'altro lato, i gol stanno arrivando, finalmente. Sarri sta mutando pelle alla squadra dell'anno scorso: ci voleva tempo e forse ancora ce ne vorrà, ma i risultati iniziano a vedersi;

- La Dea, come si diceva, paga un ritorno in Italia solo il venerdì mattina da Lisbona ma non è e non può essere un alibi per chi è attrezzato come loro. I nuovi innesti, così come per la Lazio, necessitano di tempo per rendere al meglio nello spartito di Gasp che, come Sarri, vuole ordine e disciplina tattica. Non lo si chiami campanello d'allarme o flessione. Quando si affrontano due squadre che lottano per un posizionamento in Champions League, una sconfitta è nell’ordine delle cose.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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