Genoa
, 7 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Genoa-Milan (0-1)


Tra Genoa e Milan succede di tutto, ma la spuntano i rossoneri grazie a Pulisic, Maignan e... la parata di Giroud.

- Sono ben cinque i nuovi acquisti in campo per i rossoneri nella trasferta col Genoa, ai quali si aggiungono Florenzi e Adli, che per motivi differenti lo scorso anno erano stati impiegati pochissimo. Se di questi ultimi due si è già parlato, con l'esterno italiano tornato ai suoi livelli migliori e il centrocampista che prosegue il processo di crescita, vale la pena concentrarsi sugli altri. Reijnders è tutto tranne che una novità, ormai, ma quello che salta all'occhio è stasera la poca cattiveria in zona goal: un problema che, se risolto, lo renderebbe un centrocampista completo. Musah pare il nuovo Kessié, per stile di gioco, mentre Okafor sembra più a suo agio come punta di movimento, che come vice-Leao e Chukwueze é ancora un po' troppo timido nelle sue sortite. Discorso a parte per Jovic che, allo stato attuale, sembra essere fisicamente molto indietro;

- Il piano tattico del Genoa è tanto evidente, quanto prevedibile in fase di analisi preventiva del match: gli uomini di Gilardino effettuano un pressing vigoroso, ma molto basso, riempiendo la propria metà campo per togliere spazi ai rossoneri e provare a sfruttare qualche errore per agire in ripartenza. In particolare, i rossoblu cercano di agire sugli esterni e non è casuale che entrambi i terzini avversari si ritrovino un "giallo" sulle spalle (ingenuo quello di Theo Hernandez) a metà della prima frazione. In avanti, Gudmunsson non dà punti di riferimento e spazia su tutto il fronte d'attacco per supportare la manovra con le sue qualità tecniche, creando spazio per gli inserimenti dei compagni;

- Il doppio cambio di Pioli a inizio ripresa è chiaro sinonimo di pentimento da parte dell'allenatore di avere fatto turnover totale in attacco, ma desta qualche perplessità la scelta di mantenere in campo Jovic e non Okafor, probabilmente dettata dalla necessità di dargli minuti e brillantezza nelle gambe. Più in generale, contro le squadre chiuse, il Milan sembra giocare meglio quando parte con due mediani di qualità (nello specifico avrebbero potuto essere Reinjders e Adli) e un vertice più alto (Musah), rispetto a quando gioca con le due mezz'ali subito più avanzate cercando il possesso di palla nella metà campo avversaria. Il motivo risiede nella mancanza di un difensore capace d'impostare, lasciando il regista un po' isolato e costretto spesso al lancio lungo, facile da neutralizzare per una difesa nutrita e ben schierata;

- La parata che effettua Mike Maignan al 76' è qualcosa di clamoroso, di quelle da far vedere non solo alle scuole calcio, ma anche a chi banalizza il ruolo del portiere. In un momento della partita fondamentale, con la squadra scoperta e alla ricerca del goal con un inedito "4-2-Fantasia" di Leonardiana memoria, il portierone rossonero si trova di fronte al classico pallone beffardo, deviato da un compagno di squadra (Reijnders), di quelli che il 99% delle volte s'infilano all'angolino. La sua risposta è un insieme di tecnica, sangue freddo e fisicità, che l'aiuta nel fare un passo fondamentale prima di saltare a togliere il pallone dall'angolino opposto con la mano di richiamo per il vantaggio del Genoa. Quando si dice "intervento che vale un goal", ci si riferisce proprio a situazioni come questa ed è un goal partita, perché permette di mantenere il risultato in bilico fino alla rete decisiva di Pulisic e la rumba dei minuti finali;

- Quello che Gilardino sta facendo al Genoa dal giorno del suo arrivo in panchina è un lavoro enorme. Se in Serie B era riuscito a trasformare una squadra allo sbando in un gruppo funzionante e vincente, fino alla promozione senza nemmeno passare dai playoff, quest'anno sta proseguendo sulla stessa strada. Poco importa il risultato finale, di fronte a una prestazione quasi perfetta, in rapporto agli uomini a disposizione, dove la sconfitta è arrivata soltanto per gli episodi girati nel modo peggiore possibile. Episodi che hanno premiato il coraggio un po' folle di Pioli, che ha deciso di non accontentarsi del pareggio e, con la collaborazione decisiva di Maignan, sacrificatosi spendendo un rosso in pieno recupero, ha portato a casa tre punti che valgono la testa solitaria della classifica. Quando metti in porta Giroud, il Genoa prende una traversa e proprio l'attaccante salva tutto nel finale uscendo come un portiere navigato, è evidente che la Dea bendata voglia trasmetterti un messaggio piuttosto chiaro.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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