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Ndicka in campo durante Roma Servette.
, 5 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Roma-Servette (4-0)


La Roma riprende il discorso in Europa League liquidando un Servette non all'altezza.

Quella dell'Olimpico contro il Servette doveva essere la partita idealmente più comoda del percorso europeo della Roma, specie dopo la vittoria di due settimane sul campo dello Sheriff. Mourinho, in questo senso, è stato il primo a rendersene conto, premiando le seconde linee se non addirittura le terze – è il caso di Zeki Çelik, tornato titolare dopo la disastrosa partita contro il Milan. I significati di questa partita, a conti fatti, sono quasi tutti simbolici, soprattutto per il Servette, alla prima trasferta di una fase finale europea dopo un decennio e di cui Andrea Barbuti ha raccontato la rinascita dopo due fallimenti.

I giocatori della Roma sembrano aver capito meglio ancora di Mourinho che la partita non è poi così proibitiva, entrando in campo col freno a mano tirato. Il risultato è che, alla prima azione della partita, rischia di farsi gol da sola per un'incomprensione tra Cristante – confermato da centrale – e Mancini. Tolto questo piccolo passaggio a vuoto, la Roma entra in partita abbastanza comodamente: il 3-4-3 di Mourinho è molto più rigido di quello visto contro il Frosinone, forse anche per gli scarsi automatismi tra i giocatori avanzati. In partite come questa – non troppo diversa da quella in Transnistria di due settimane fa – i giocatori giallorossi sembrano sempre un po' adagiarsi sulla loro superiorità tecnica. Il risultato è un inizio un po' rallentato, con la prima occasione che va agli svizzeri per un'incomprensione tra Cristante e Mancini.

In un primo tempo quasi totalmente privo di eventi – e che Mourinho ha ammesso di non aver apprezzato – a far sbloccare tutto non poteva che essere il miglior giocatore in campo; l'azione che porta al gol di Lukaku è una costruzione che, nella teoria, sarebbe quella ideale della Roma di Mourinho: una giocata diretta su Çelik, che appoggia in mezzo per il tiro, deviato, del belga. Se tra gli altri singoli in campo la differenza di valori è tangibile, tra Lukaku e i centrali del Servette è spaventosa: il belga viene usato sistematicamente per pulire palloni e offrire appoggi, con i centrali della squadra svizzera che sembrano rimbalzargli addosso. Al tempo stesso, il suo senso dello spazio lo rende indifendibile in area, dove arriva a costruirsi anche un'altra occasione per il 2-0.

Quello che la Roma non conclude nel primo tempo, però, lo conclude nei primi dieci del secondo. Alla prima azione costruita della ripresa: Pellegrini – entrato per un Aouar in pessime condizioni – fa una giocata in stile Kerlon Foquinha per servire Belotti, che con un bel diagonale liquida la pratica e poi Pellegrini stesso arrotonda con un bellissimo destro al volo, prima di uscire per l'ennesimo problema muscolare. Non passa neanche un minuto dal cambio che Belotti di tuffa di testa su un angolo trovando la sua seconda doppietta stagionale. Il gol del 4-0 chiude definitivamente i discorsi di una partita che di per sé ha detto poco sul piano tecnico. D'altronde, il Servette non si è mai mostrato come un avversario credibile: aldilà dell'inizio lento della Roma, la squadra di Weiler ha mostrato qualche buona intenzione ma nulla di più, perdendo sistematicamente ogni duello e uscendo totalmente dal campo subito dopo il secondo gol.

Chiaramente è difficile trovare significati profondi in partite così squilibrate: la Roma ha vinto tenendo il freno a mano tirato per quasi tutta la partita, sapendo di avere un divario tecnico molto ampio e per questo si è sprecata pochissimo. Al tempo stesso, però, la doppietta di Belotti porta un bel messaggio, visto che, nonostante siamo solo a ottobre, il gallo ha già eguagliato i gol segnati in tutta la stagione 2022/23. Anche Leandro Paredes ha impattato positivamente, ordinando il centrocampo romanista ma, soprattutto, la nota più interessante sembra quella proveneniente dalla porta. Mourinho ha finalmente dato spazio a Mile Svilar, che ha mostrato di voler lottare per il posto da titolare, guidando il reparto con molta più personalità rispetto alla scorsa stagione e rimanendo preciso negli interventi di routine. Le due partite importanti per la Roma, ora, sono le prossime due: lo Slavia Praga, come i giallorossi, ha vinto in scioltezza le prime due partite del girone ed è sicuramente, come ammesso anche da Mourinho, la vera avversaria da battere. La Roma, alla fine di tutto, si porta a casa una buona vittoria che fa morale; qualcosa che, comunque, non è da snobbare in questo momento.


  • Nasce a Roma nel 1999. Chimico e tifoso di Roma e Arsenal,
    dal 2015 scrive di calcio inglese e dal 2022 conduce il podcast Britannia. Apprezza i calzettoni bassi e il sinistro di Leo Messi.

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