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Pedro segna il gol decisivo in Celtic Lazio.

Considerazioni sparse post Celtic-Lazio (1-2)


I biancocelesti escono col bottino pieno da una partita difficile.

- Al Celtic Park la Lazio parte lenta, come spesso sta abituando i suoi tifosi in questo inizio di stagione. Basta una semplice triangolazione al 12’ per mandare Furuhashi a tu per tu con Provedel. Romagnoli reagisce in ritardo, il portiere eroe del primo turno con l’Atletico è imperfetto e dopo neanche un quarto d’ora siamo già 1-0 per i bianco-verdi. Quello che era stato il grande punto di forza degli uomini di Sarri lo scorso anno, la solidità difensiva, sembra oramai un lontano ricordo e ancora una volta i biancocelesti subiscono un gol alla prima vera occasione degli avversari;

- La Lazio reagisce subito. Inizia a mettere un po’ di voglia e pressione agli 11 di coach Brendan Rogers. Luis Alberto continua a disegnare calcio liberando spazi a chiunque con pochi tocchi. La pressione si fa costante fino alla mezz’ora quando proprio da un calcio d’angolo battuto dallo spagnolo arriva il gol di Vecino su sponda di Romagnoli. L’uruguayano, stasera preferito a Rovella e Cataldi, si dimostra ancora una volta l’unico, o quanto meno uno dei pochissimi, ad avere il fuoco dell’agonismo dentro;

- Da rimarcare ancora una volta le brutte prestazioni di Immobile, di Felipe Anderson e di Kamada che appaiono sempre fuori dal gioco e spaesati. Il giapponese leva anche una palla d’oro al compagno brasiliano e regala una punizione dal limite pericolosissima al Celtic dimostrandosi ancora una volta totalmente incapace di capire ciò che Sarri vuole da lui. Anderson invece continua a sbagliare pressoché ogni palla giocata. Davvero imbarazzante il goffo errore in area a inizio secondo tempo. Solo in area decide di dribblare col sinistro tirandosi su una caviglia e gettando all’aria la miglior occasione della serata. Per quanto riguarda il bomber napoletano, come al solito si sbatte tanto ma appare come lontano parente del rapace d’area di rigore capace di segnare quasi 200 gol con la maglia della Lazio. Sarri non può assolutamente fare a meno di lui. Il subentrante Castellanos sembra invece decisamente più affamato e in palla, forse meriterebbe più spazio anche per togliere un po’ di pressione dalle spalle di Immobile;

- Al quarto d’ora della ripresa, Provedel allunga le mani sulla partita compiendo una grandissima parata su una pericolosissima punizione dal limite regalata al Celtic dal solito, pessimo, Daichi Kamada. Il portiere di Pordenone riscatta dunque la non sicurissima uscita del primo gol e salva il risultato allungandosi sulla sinistra e togliendo dall’angolino un insidiosissimo tiro degli scozzesi. La Lazio gioca un secondo tempo totalmente passiva, evidentemente soddisfatta del pareggio. Levando pochissime sortite offensive, il gioco resta per tutto il tempo tra i piedi dei bianco verdi. I ragazzi di coach Rogers meritano per larghi tratti il vantaggio e, in realtà, lo trovano anche. A 15 minuti dalla fine infatti Palma infila Provedel sul suo palo. Per fortuna della Lazio però, si trovava in abbondante fuorigioco e il var rettifica. Si resta sull’1-1;

- La partita scivola verso il pareggio che alla fine andrebbe bene a tutti quando però la Lazio trova la zampata finale e lo fa col suo giocatore più carismatico, ovviamente Pedro. Guendouzi gli pennella un cross perfetto sulla testa e all’ultimo respiro il fuoriclasse spagnolo infila Hart con un preciso colpo da giocatore da biliardo che si infila all’angolino. Gli uomini di Sarri escono dunque dal Celtic Park con 3 punti e si trovano ora primi nel girone a pari merito con l’Atletico Madrid a 4. I biancocelesti ottengono sicuramente più di quanto hanno meritato, vista anche l’indolenza con la quale hanno affrontato la ripresa. Vedremo se questa sarà la partita della svolta che permetterà alla Lazio di rimettere in piedi un inizio di stagione a tratti sconfortante.


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