
Considerazioni sparse post Dortmund-Milan (0-0)
Un pareggio che lascia con l'amaro in bocca i rossoneri, dopo una partita non esaltante.
- Come talvolta capita, per motivi ancora da comprendersi appieno, il primo tempo del Milan è da squadra "non scesa in campo". Il punteggio bloccato sullo zero a zero al duplice fischio è poco più che casuale e dovuto a un po' di leziosità in fase di conclusione da parte degli uomini più offensivi del Borussia, oltre a qualche pezza provvidenziale messa qua e là da Thiaw. Andando a cercare ragioni tattiche, pare evidente che il centrocampo di emergenza preparato da Pioli funzioni poco, perché Reijnders conferma di essere poco a suo agio nel ruolo di mediano unico, ben pressato da Reus e un po' troppo preoccupato della fase difensiva e questo si riflette in maniera diretta sulla poca qualità nel palleggio della squadra, con Pobega e Musah incursori poco capaci di tenere incollati i due reparti;
- Funziona invece molto bene la fase di costruzione del Borussia, che nei primi quarantacinque minuti mette insieme almeno tre nitide occasioni da rete, senza in realtà dover nemmeno strafare e soffrendo soltanto un paio delle classiche sgasate di Leao, che quando parte è un brutto cliente per tutti. Molto bene Malen, non solo per il gioco di parole, ma per la sua velocità tiene in costante apprensione Calabria che, in questi match, sembra sempre essere al limite del suo livello massimo. Chi, invece, dovrebbe fare la differenza a questo livello è Theo Hernandez, che però quest'anno fatica ad incidere sulla fascia sinistra, ricordando un po' quei supereroi dei fumetti ai quali è stato rubato il potere dal Villain di turno;
- I cambi di Pioli intorno al 60', ormai, non vengono nemmeno quotati dai bookmakers e la partita di oggi non fa eccezione: poco prima della fatidica ora di gioco, ecco Adli al posto di Pobega, generoso ma poco incisivo, con Reijnders che torna a fare la mezz'ala e la squadra si accorcia in maniera evidente, alzando visibilmente il baricentro. La personalità del franco-algerino è ancora più evidente nella serata di oggi, dopo le due buone prove contro Cagliari e Lazio, perché prendere in mano le redini del Milan in uno stadio così difficile, da subentrante e all'esordio in Champions League, è qualcosa che farebbe tremare le gambe a tutti, ma lui scende in campo con la tranquillità di un calciatore navigato e, senza timore, si fionda a strappare palloni in fase difensiva per poi dettare i tempi in quella di transizione offensiva;
- Con una frazione a testa e qualche occasione sbagliata di troppo, Dortmund e Milan si sono divise la posta in palio con un pareggio a reti inviolate non proprio degno della competizione, quantomeno a livello di spettacolo. Se i rossoneri erano stati bravi a neutralizzare una squadra forte come il Newcastle, non a caso netto vincitore questa sera contro il PSG, questa sera sono riusciti nell'impresa di far apparire competitivo un modesto Borussia: formazione molto generosa, soprattutto davanti al proprio pubblico, ma tecnicamente apparsa piuttosto modesta e palesemente orfana di Bellingham. Un peccato, per il Milan di Pioli, che si trova invischiata nel marasma della classifica di un girone finora molto equilibrato, ancora ferma a zero reti in Champions League e con tanti interrogativi riguardo la capacità di concretizzare quanto riesce a costruire;
- Tra i tedeschi, usciti dal campo con il morale di chi ha trovato il primo punto e, paradossalmente, può sperare nell'aggancio proprio al Newcastle, in caso di vittoria nello scontro diretto, buona la prova dei senatori Reus e Hummels, oltre a quella di Kobel, bravo e fortunato a tenere inviolata la porta. Un po' sottotono Emre Can, apparso nervoso e forse un po' condizionato dal cartellino giallo rimediato a metà del primo tempo, così come Brandt, incapace di lasciare traccia. Buono, invece, l'impatto del "classe 2000" Nmecha, subentrato proprio a Reus e capace di rendersi pericoloso nel finale, con una conclusione dal limite uscita di poco a lato.
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