Andrea Colpani copertina Monza.
, 4 Ottobre 2023

Lasciatevi stupire da Colpani


Il trequartista del Monza è una rivelazione in questo inizio di Serie A.

Immaginate di tornare indietro nel tempo di qualche anno. Siete tifosi del Monza, guardate la vostra squadra annaspare nelle categorie inferiori, provate un senso di angoscia riflettendo sul futuro, sulle prospettive di un piccolo club in Italia, dove essere un piccolo club vuol dire innanzitutto correre il rischio di essere divorati. È, facciamo un esempio, la fine degli anni Duemila. Vi imbattete in una di quelle profezie assurde: riuscirete a vedere la vostra squadra in Serie A, e al primo anno di lotta per la salvezza a trascinarvi ci sarà un trequartista mancino, uno di quelli che potrebbe cucire un vestito di cachemire solo toccando la palla con tocchi suadenti, soprannominato "El Flaco". Se mai riuscireste a credere a una leggenda del genere, quale sarebbe il primo pensiero? Pensereste a quanto in fretta cambiano le cose nella vita, a quanto eravate giovani e ingenui qualche anno prima, o vi concentrereste sugli sforzi fatti per arrivare così in alto?

Andrea Colpani sembra giocare a calcio pensando a entrambe le cose.

Poco prima del 15' di Monza-Bologna, Joshua Zirkzee si abbassa al limite della sua area di rigore per aiutare la squadra a risalire il campo. È dall'inizio che il Bologna non riesce a spezzare l'intensità nel palleggio del Monza, che con l'arrivo di Palladino è diventata una delle squadre più divertenti nel ceto medio della Serie A proprio per il suo atteggiamento proattivo in entrambe le fasi. Non è un caso che il tentativo di sponda di Zirkzee venga divorato dalla pressione di Caldirola alle sue spalle, che con una deviazione raggiunge Andrea Colpani. Per chi segue il campionato italiano non è niente di nuovo: quando la palla arriva tra i piedi di Colpani rallenta come se si scontrasse con una gravità più intensa, fino ad asciugare i suoi giri per essere stoppata con facilità.

Questa volta Colpani non si è limitato a un primo controllo lussuoso, quasi lussurioso. Ha raccolto il pallone con la suola per riportarlo vergine di ogni effetto trascorso; poi, fissando a terra la gamba destra per imperniarsi al suolo, ha toccato il pallone un'altra volta. Un semplice tocco con l'esterno del piede sinistro che gli è bastato per mettere sulla testa di Dany Mota un cross caravaggesco: un assist dalla fisica rara, in cui il pallone ha iniziato a girare così tanto da sembrare troppo corto. Il passaggio di Colpani invece era così preciso che è sembrato fermarsi grazie alla volontà del suo creatore.

Ci sono alcuni passaggi di Colpani che assomigliano a figli illegittimi di quelli che abbiamo celebrato negli anni di Luka Modric. Ovviamente è una provocazione: magari non avrà la continuità per giocare in una grande squadra, né si può dire che ha il fuoco interiore del predestinato - anche se il suo arrivo ad alti livelli a 23 anni è indicativo dello stato di salute del nostro movimento calcistico, o quantomeno della difficoltà che facciamo a valorizzare il talento. Colpani, però, è una bella rivelazione di questo inizio di Serie A e tanto dovrebbe servire a farci entusiasmare. Finora ha dominato sulla trequarti con una grazia sfrontata, da giocatore calcisticamente maturo.

Negli ultimi giorni si è iniziato a parlare con insistenza di un suo approdo alla Juventus o al Milan nel calciomercato di gennaio. Lo status di Colpani cresce così rapidamente che il suo allenatore, Raffaele Palladino, ha provato a stemperare: "Se ne sta parlando troppo" ha detto prima di Sassuolo-Monza. "Va lasciato sereno, il percorso di Colpani passa dalle prestazioni". Se da un lato è vera la morbosità denunciata da Palladino che spesso nutriamo verso talenti in rampa di lancio, dall'altro è impossibile negare la classe con cui Colpani sta danzando sui detriti della Serie A in questo inizio.

Per questo ho scelto questo momento per raccontare il gioco di Colpani, che si è preso il ruolo di trequartista di destra nel 3-4-2-1 del Monza e sembra non volerlo lasciare facilmente. Il suo contributo offensivo, anzi, è persino aumentato in questo inizio: Colpani nasce come centrocampista centrale, ma con il rimescolamento estivo subito dalla squadra di Palladino in attacco la sua gestione del pallone ha raggiunto la massima influenza. Ha già segnato 3 gol – compresa la doppietta all'Empoli, una partita in cui è stato così dominante da segnare questa fucilata da fuori dopo una sterzata da sciatore. "È un ragazzo determinato, che vuole arrivare ad alti livelli" ha dovuto ammettere Palladino a inizio stagione. "Questo può essere l'anno della sua consacrazione".

Il Monza ha investito molto su di lui. Nel 2020 è riuscito a strapparlo dall'Atalanta in prestito biennale, e con la promozione in A due stagioni dopo l'ha riscattato per una cifra vicina ai 9 milioni. Colpani aveva alle spalle un solo anno da professionista, in cui era riuscito a mettersi in mostra nonostante la retrocessione del Trapani in Serie C.
Era considerato un playmaker da svezzare, uno di quei registi talentuosi mandati in provincia per intingere i piedi nel fango, per lottare fino a introiettare l'unica legge che regna su un campo da calcio: quella del più forte, del più astuto, del più duro. Alla fine, però, a Colpani è servito l'arrivo di Palladino, e quindi di un calcio basato sul possesso atto a manipolare le difese avversarie, per sbocciare definitivamente.

La sua trasformazione in campo è persino passata sottotraccia. L'abbiamo vissuta come un naturale processo di crescita, ma è stata più speciale e profonda. Oggi Colpani è una mezzapunta che dribbla con l'uso della suola o sterzando come se fosse sempre stato un esterno offensivo. I dati dicono che preferisce ricevere sui piedi, per saltare un uomo o verticalizzare: è infatti nel 30% delle ali con più passaggi progressivi (5.58 ogni novanta minuti). Alcuni punti di forza del suo gioco da regista, però, sono rimasti. Innanzitutto la visione di gioco: quando è sotto pressione Colpani riesce a giocare bene la palla perché spesso prende la scelta giusta. Si assume già molti rischi – calcia spesso in porta: 2.45 volte partita – ma il suo gioco è più riflessivo di quanto sembri.

Nonostante la finalizzazione sia ancora un suo limite – nella stagione 2022/23 ha segnato 4 gol, uno in più rispetto a questo inizio di campionato – Palladino ha deciso di avvicinarlo alla porta, suggerendo a Colpani compiti da attaccante vero. Quest'anno il Monza schiera una punta titolare atipica come Lorenzo Colombo: i suoi movimenti a svuotare l'area sono preziosi come esca per le difese, e quando vede uno spazio libero Colpani non esita a tuffarcisi con cattiveria. Contro l'Empoli ha segnato non solo il gol - opera d'arte con cui ha sbloccato la partita, ma anche questo colpo di testa dal cuore dell'area, seguendo il movimento ad attaccare il primo palo del centravanti.

Per vederlo titolare o super sub in una big del nostro campionato questo è uno step necessario. Anche l'anno scorso Colpani ha mostrato alla Serie A una qualità di calcio non banale, come questa sforbiciata contro l'Udinese su un bel cross di Carlos Augusto o il tiro a giro con cui ha segnato proprio all'Atalanta. Ciò che deve migliorare è la pericolosità degli inserimenti: crea 0.20 expected goals a partita, un numero piuttosto basso per un giocatore così offensivo. Secondo Fbref, tra l'altro, Colpani è ancora poco presente in area: negli ultimi 16 metri tocca il pallone solo 3.68 volte a partita.

Nei prossimi mesi potremmo vedere sempre più spesso Colpani aiutare il centravanti a riempire l'area di rigore del Monza. L'arrivo di un numero dieci classico come il Papu Gomez distorcerà la manovra della squadra, facendola pendere di più a sinistra nella fase di prima costruzione. Se finora ha giocato come trequartista che legava i reparti, pronto a innescare i cambi di fronte del Monza da quinto a quinto, potremmo accorgerci di Colpani come ala atipica, capace di rifinire e finalizzare a seconda del contesto. In fondo non può contare su una grande accelerazione in campo aperto o una fisicità fuori dall'ordinario, ma in area Colpani può far valere le sue letture originali dell'azione.

Il 17 settembre ha segnato un altro bel gol, in casa contro il Lecce, a seguito di un dai e vai con Colombo, sfruttando lo spazio centrale lasciato libero dal compagno per incrociare il sinistro sul palo lontano e battere Falcone.

Contro la Lazio, una settimana dopo, ha calciato una volta in porta e tentato due dribbling, creando a destra – con l'ampiezza offerta da Ciurria quasi sulla linea laterale – il lato forte degli attacchi del Monza. Eppure la dote che fa stagliare Colpani sugli altri giocatori in campo rimane il passaggio, che insieme a una visione di gioco peculiare lo fa sembrare sempre in anticipo sulle pieghe dell'azione. Proprio durante Lazio-Monza, in un altro gol annullato a Dany Mota, c'è un'azione che riassume quanto detto.

Colpani conduce sulla trequarti con il suo classico passo nevrastenico, come se fosse sempre sul punto di colpire la palla e chiudere la giocata, e mentre la difesa della Lazio scappa vede il taglio di Dany Mota, riuscendo a trovarlo nell'interstizio tra Hysaj e Romagnoli. Purtroppo l'attacco alla profondità di Mota era stato troppo precoce e il fuorigioco ha vanificato un'imbucata semplicemente eccezionale. Quella contro la Lazio in fondo è stata l'ennesima prova dell'ascesa di Colpani: secondo Sofascore ha effettuato 47 tocchi, con l'88% di precisione nei passaggi, un passaggio chiave e subito 3 falli.

Si parla già da quest'estate di una possibile convocazione in Nazionale, e la chiamata di Spalletti sembra ormai questione di tempo. A dicembre 2022 c'era stata l'esperienza dello stage con Mancini, in cui Colpani era stato chiamato dopo pochi mesi di Serie A. Oggi è un giocatore più maturo, e pochi altri sanno interpretare il ruolo da esterno a piede invertito come lui. Prendiamo un'altra occasione in cui Colpani si è messo in mostra: il trofeo Berlusconi giocato ad agosto scorso, una specie di eterno ritorno dell'uguale proiettato sull'Italia degli anni Duemila in cui si sono sfidati Monza e Milan.

Ci sono molte cose interessanti, come il colpo di tacco da enganche che diventa un passaggio in profondità notevole: una fotografia del senso puro per la tecnica di Colpani. Guardate come pianta il corpo sul mancino per controllare il pallone con la suola, riuscendo a smaterializzarlo per un attimo, mentre quello ricompare alle sue spalle per il taglio esterno di Ciurria. Soprattutto, è una giocata ricercata: Colpani tocca con la suola perché è costretto dalla pressione del difensore del Milan a non giocare la palla con il sinistro. In questo senso Colpani è un prototipo di trequartista affascinante, capace di affrontare anche i più piccoli ostacoli tra sé e la realizzazione di un passaggio o un tiro.

Vedere crescere giocatori così creativi, ammantati di una visione più profonda e sensibile del calcio, ha un valore inestimabile per il nostro campionato. Non possiamo sapere per quanto tempo Andrea Colpani giocherà a questi livelli, né se preferirà non abbandonare la sua comfort zone. Il punto è che a oggi non è facile trovare un trequartista più bello di lui, o quantomeno più efficace, più libero di giocare come se dai suoi piedi dipendesse il destino della squadra. I numeri 10 stanno scomparendo o si stanno evolvendo? Forse le partite di Colpani servono anche a rispondere a domande del genere.


  • Nato a Giugliano (NA) nel 2000. Appassionato di film, di tennis e delle materie più disparate. Scrive di calcio perché crede nella santità di Diego Maradona. Nel tempo libero studia per diventare ingegnere.

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