Calcio, i giocatori del River esultano per la vittoria nel Superclasico.
, 2 Ottobre 2023

Considerazioni sparse post Boca Juniors-River Plate (0-2)


I Millonarios tornano a vincere alla Bombonera contro un Boca che pensa già alla Libertadores.

Partito dalla panchina in vista del Palmeiras, Cavani entra e cambia totalmente volto al Boca. Rincorre, scende molto spesso a fare da raccordo fra difesa ed esterni di centrocampo ed in generale dimostra un atteggiamento molto simile a quello dei suoi giorni migliori in Europa. Il gol, annullato per pochi centimetri, testimonia la voglia del Matador di contribuire alla causa xeneize e la spinta che l’uruguayo vuole dare ai suoi compagni per rincorrere il sogno continentale. Nonostante il suo arrivo pochi mesi fa la sua esperienza è già ad un bivio, diventare un idolo della tifoseria o essere un bluff.

Dopo un primo tempo controllato interamente dal River, Almiron decide di mandare in campo Barco e Medina per controllare il centrocampo. Soprattutto il primo entra con il piglio del giocatore esperto e si fa consegnare subito il pallone, agendo nel mezzo spazio di sinistra. Tutte le azioni più pericolose arrivano dalla sua zona di campo, finché non entra Zeballos, che pure è un’ottima fonte di gioco, e il modo in cui viene cercato dai compagni testimonia lo status di leader che piano piano si sta costruendo all’interno delle gerarchie di Almiron. Dall'alto dei suoi diciannove anni è uno dei pezzi più pregiati della rosa del Boca e ha già la capacità di cambiare il volto alla partita, inoltre, può anche essere impiegato in più zone di campo e questo lo rende imprescindibile quando l'allenatore vuole cambiare sistema in corso, come fatto contro il River.

Il River ha avuto in mano il pallino del gioco per gran parte del primo tempo, soprattutto grazie all’eccelso lavoro di Rondon. Il centravanti venezuelano non ha quasi mai occupato l’area di rigore – quando lo ha fatto ha deviato in porta il tiro di Enzo Perez – ma, anzi, si è sacrificato tantissimo abbassandosi a prendere palla fra difesa e centrocampo avversari per poi smistare sulle mezze ali De La Cruz e Nacho Fernandez. I due interni di centrocampo sono stati fondamentali per sviluppare un calcio avvolgente che si concludeva quasi sempre con un pallone ben indirizzato sulle fasce, dove gli esterni del River hanno mangiato i terzini xeneize.

Benedetto è stato un idolo per questa tifoseria e in alcuni momenti ha anche rappresentato l’ancora tecnica alla quale appigliarsi. Purtroppo, da qualche mese questo rapporto magico sembra essersi incrinato e il Pipa è solo l’ombra del giocatore che è stato. Oggi, però, ha dimostrato un atteggiamento battagliero e combattivo cercando ossessivamente un modo per contribuire all’attacco. Ha lottato come un leone su ogni palla lunga e, abbandonato a sé stesso in attacco, non si è mai dato per vinto nei duelli aerei o per rincorrere un avversario. Tanto del finale di stagione passa dal suo contributo e averlo al 100% è un segnale di fiducia non da poco. 

La sapienza tattica di De La Cruz non ha eguali per quanto riguarda il continente sudamericano e oggi ne ha dato l’ennesima prova. Giocando da mezz’ala-trequartista ha fatto tutto perfettamente quando si trattava di annodare il gioco fra i reparti (1º in passaggi nella metà campo avversaria) ma anche in fase di interdizione è risultato preziosissimo (1º per recuperi con 16) integrando benissimo la diga difensiva rappresentata da Enzo Perez e aggiungendo il dinamismo che manca a Nacho Fernandez. Inoltre, il suo posizionamento fra le linee ha mandato in confusione tutto il sistema difensivo del Boca che non è mai riuscito a impedirgli di ricevere un pallone pulito. A 26 anni non ha giocato ancora un minuto di calcio europeo e sarebbe ora di cominciare adesso, perché il Sudamerica sembra stargli sempre più stretto. 


  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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