Lukaku in un contrasto aereo in Torino-Roma
, 25 Settembre 2023

Considerazioni sparse post Torino-Roma (1-1)


Lukaku e Zapata (e chi se non loro?) mettono la firma su una bella serata di calcio fiorentino.

- Una sfida tra squadre molto diverse, ma accomunate da un temperamento che i telecronisti d’antan avrebbero definito “maschio”.  Torino e Roma non fanno niente per disattendere queste aspettative e, complici le pessime condizioni del manto erboso dell’Olimpico Grande Torino (ma davvero si può arrivare, in Serie A, a questo livello?), mettono in campo una gara apprezzabile per gli amanti del calcio fiorentino: botte, mischie, spintoni, fisicità ed intensità, duelli senza quartiere, in mezzo qualche lampo dei giocatori più educati, ma manco troppi. Finisce con un giusto 1-1, e segnano i due giocatori più fisici e più attesi: Lukaku e Zapata, incrociati dai destini di mercato e stasera anche sul tabellino marcatori. Data la tipologia di partita, i marcatori non potevano che esser loro;

- La Roma arrivava dalle due vittorie consecutive con Empoli e Sheriff Tiraspol, molto diverse per come sono arrivate, ma entrambe sintomatiche di una risalita rispetto ad un inizio incerto di stagione. Stasera prova a giocarsela fisicamente, ad infilare un gol e difendere alla grande, insomma, prova a buttar sul tavolo la specialità della casa, condita con un maggior palleggio a vantaggio acquisito: il piano funziona sino all’83’, ma bisogna dire che francamente da questa rosa ci si potrebbe aspettare qualcosa in più in termini di produzione offensiva, anche stasera deputata alle invenzioni dei singoli, vedasi gol di Lukaku. Ci sono note positive, e sono le consuete della stagione: Cristante conferma il suo momento magico, e Big Rom la sua vena realizzativa. Questa Roma potrebbe aver qualcosa in più di un anno fa: è il momento di dimostrarlo, anche perché quando si mette a palleggiare, la squadra di Mourinho mostra di poterlo fare eccome;

- Il Torino arrivava anch’esso dalla doppia vittoria con Genoa e Salernitana, in cui Juric si era divertito a sparigliare il mazzo della trequarti: stasera ripartono Seck e Radonjic, prediligendo la verticalità al palleggio, ma entrambi si scontrano con una difesa più coriacea e combinano poco. Se c’è un reparto dove i granata fanno la differenza è la difesa: Buongiorno si perde una volta sola Lukaku, Schuurs non trema mai, ma soprattutto chi oggi si veste da professore e concede una masterclass è Ricardo Rodriguez, che non sbaglia mezzo intervento e di fatto annulla Dybala. Sì, state ridacchiando, vi vedo, e allora riguardatevi la partita: fuori da ogni battuta, lo svizzero da 3 stagioni sbaglia poco o nulla, e fermo restando che non è né Beckenbauer né Theo Hernandez, per la retroguardia granata è una solidissima certezza. Bene lo spirito, la ritrovata aggressività, la muscolarità di un Toro che sta tornando alla sua versione 1.0 (e in questo pesano i muscoli di Tameze), ma con più qualità;

- I loro destini si sono incrociati in estate, ed erano giocoforza i più attesi: Zapata e Lukaku non hanno tradito le attese e stasera sono stati i trascinatori rispettivamente di Torino e Roma. Entrambi rischiavano di passare una serataccia, vestiti da pivot in mezzo a combattere a spron battuto: Big Rom francobollato da un encomiabile Buongiorno, Zapata solo in mezzo alla difesa a 3 giallorossa. Eppure entrambi han fatto la differenza, con una prestazione da centravanti fisici d’altri tempi: entrambi danno la sensazione di poter fare male in ogni singolo momento, ed entrambi, nei fatti, sfruttano l’unica disattenzione trasformandola in rete. Il belga si costruisce l’occasione e la sigla da campione, il colombiano trova la rete del decisivo pareggio con il suo cavallo di battaglia, colpo di testa imprendibile in area. I loro arrivi hanno generato tanto entusiasmo: a vederli stasera, si capisce perché;

- E alla fine Juric la pareggia facendo Mourinho: sotto di un gol, il tecnico croato mette dentro, tutti insieme, 5 attaccanti. Oltre a Zapata, Vlasic e Karamoh, dalla panchina entrano Sanabria e addirittura Pellegri: una mossa disperata che spesso era stata fatta in passato dallo Special One, e che spesso aveva pagato. Qualche giorno fa, Juric aveva detto che non gli piaceva l’idea di giocare con 2 punte: oggi che ha perso i freni inibitori della tattica e ne ha messi addirittura 3, ha rotto un tabù. Il Torino oggi ha molta varietà in attacco: e se ha fatto la differenza con una difesa accorta come quella della Roma, a tabù infranto, può essere un’arma importantissima da qui alla fine.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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