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, 24 Settembre 2023

Considerazioni sparse post Empoli-Inter (0-1)


Dimarco regala la vittoria ad un’Inter non brillante contro un Empoli organizzato e mai arrendevole.


- L’Inter torna dalla sua trasferta in Toscana con tre punti in più in classifica conquistati contro un Empoli mai domo. Dopo lo spauracchio di mercoledì scorso contro la Real Sociedad, a togliere le castagne dal fuoco a Lautaro e compagni è una meravigliosa perla di Federico Dimarco che si conferma essere, come in Champions, il game changer della squadra di Inzaghi. L’Empoli rimane invece a zero, sia in termini di punti che di gol fatti ma il ritorno del padre nobile Andreazzoli è già sensibile nel modo in cui i toscani affrontano una partita che, nonostante i pronostici della viglia, rimane in bilico fino all’ultimo. Il testacoda si conclude con il risultato previsto ma con un certo affanno da parte dei nerazzurri;

- I padroni di casa affrontano il peggior avversario possibile nel momento peggiore della loro storia recente. Andreazzoli dunque decide, giustamente, di ripartire dalle basi: 4-3-1-2, difesa molto bassa, grande sacrificio delle mezzali e Baldanzi dietro le punte. Il risultato è che dopo il 0-7 contro la Roma di una settimana fa, l’Empoli gioca, pensa e soffre da squadra, rimane in partita fino all’ultimo e fino all’ultimo può sperare di pareggiare un match che comunque l’Inter merita di vincere. Luperto sembra essere tornato quello dell’anno scorso, riuscendo bene ad arginare l’esuberanza di Thuram e a impedire a Barella di involarsi verso la porta sul finale, mentre positiva è la prestazione del giovane Shpendi, che con un atteggiamento estremamente propositivo cerca sempre di tenere altra la squadra e lotta su ogni pallone nella comunque impari sfida con Acerbi. Andreazzoli ripartirà dunque da qui, da una squadra ritrovata e da un tridente di giovani di belle speranze in cui Baldanzi può trovare nuova linfa per il suo talento;

- Quella dell’Inter non è la prestazione brillante e dominante che aveva messo in campo sabato pomeriggio nel derby col Milan, anche a causa delle gambe pesanti post rimonta a San Sebastian. La scelta di Inzaghi, però, di fare poco turnover ci sembra però destinata soprattutto a tenere alta la tensione. L’Inter gioca un buon primo tempo, in cui però torna a mostrare il suo vizio atavico di una eccessiva imprecisione dalla trequarti avversaria in su. Col passare del tempo la manovra diventa però sterile e la buona sistemazione difensiva dell’Empoli regge nonostante l’enorme numero di giocatori che l’Inter porta in area di rigore: Lautaro non è brillante e l’assenza di Dumfries sulla fascia destra priva la squadra di una delle principali armi offensive della squadra. Il golazo di Dimarco regala tre punti e tranquillità all’alba di un ciclo di partite ravvicinate e fondamentali da affrontare con la maggiore serenità possibile;

- L’Inter vince quando Alessandro Bastoni gioca bene. La differenza tra la prestazione dell’azzurro contro la Real e quella contro i toscani è evidente, anche al netto del diverso tenore degli avversari. Nonostante ciò la voglia e il dinamismo con cui Bastoni interpreta il suo ruolo contro l’Empoli incide su tutto il rendimento della squadra, fornendo la necessaria alternativa in regia per liberare Calhanoglu dalla pressione degli avversari e permettendo a Dimarco di alzare il suo baricentro di 20/25 metri. Le posizioni medie ci mostrano un Bastoni che staziona alla stessa altezza del turco sulla linea mediana, quasi da doppio play travestito da braccetto. I risultati dell’Inter passano dal suo rendimento. Tra le altre indicazioni positive per i nerazzurri, troviamo sicuramente la buona prestazione di Frattesi, che libero da compiti di copertura si concede il lusso di svariare anche sulla sinistra regalando ancora più fluidità alla manovra, e di un Thuram che sopperisce con il suo ottimo momento alla scarso poca brillantezza del suo partner Lautaro;

- In una partita tutto sommato piacevole, concedeteci una critica all’arbitraggio. Marcenaro non concede il vantaggio su una netta occasione per Lautaro alla metà del primo tempo e poco dopo non fischia un fallo netto ai danni di Shpendi commesso al limite dell’area di rigore dell’Inter, lasciando troppo spesso correre anche in occasioni molto più che al limite. In telecronaca definiscono il suo arbitraggio “europeo” ma in realtà concede qualche sbavatura di troppo che, per sua fortuna, non incide troppo sull’andamento e sul risultato della partita.

  • Classe '99, pugliese come il panzerotto, studia a Bologna e soffre per l'Inter. Ama farneticare di calcio, cinema e musica. Ha sul comodino la foto con Barbero e l'autografo di Mcdonald Mariga.

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