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, 17 Settembre 2023

Considerazioni sparse post GP di Singapore


Carlos Sainz Jr. su Ferrari ha vinto il Gran Premio di Singapore.

- Dopo l’incredibile sabato di qualifica, la domanda che tutti gli appassionati di Formula 1 si ponevano era una sola: come farà la Ferrari a non vincere neanche questo GP? Scontato chiederselo, visti i 400 giorni e oltre senza vedere un pilota del Cavallino sul gradino alto del podio. Dopo la prima curva, poi, con quelle due rosse davanti a tutti, ha cominciato a montare l’entusiasmo. Non si poteva perdere. E non si è perso. La Ferrari, grazie ad un meraviglioso Sainz, è tornata a vincere e lo ha fatto in modo assolutamente magnifico;

- Lo spagnolo con il 55 è in uno stato di forma strepitoso. Pole position, partenza perfetta, gara in testa dal primo all’ultimo giro. Grand Chelem sfioratoper lui, non fosse stato per il giro veloce siglato da Hamilton. Risultato miracoloso, se solo pensiamo all’ultimo anno e mezzo della Ferrari. Già a Monza i primi accenni di ripresa, nonostante la pista fosse davvero poco adatta alle caratteristiche della SF-23, in difficoltà sui circuiti veloci. A Singapore i presupposti per fare bene sembravano esserci. Ma tra fare bene e vincere ci passano, prove libere, qualifiche e, soprattutto 62 giri di circuito cittadino. Una gara perfetta, una gestione da vero Ice man. E quegli ultimi giri, a controllare il distacco da Norris per offrirgli un fondamentale DRS, neanche avesse il cruise control. Incredibile, un’intelligenza rara. Una gara che avrebbero perso in tanti per la paura di vedersi arrivare addosso un indemoniato Russell;

- Un capolavoro. Non si può definire diversamente. La richiesta “give me Landos gap every lap” aveva uno scopo ben preciso. Sainz ha fatto l’impensabile. O per lo meno quello che è difficile da pensare, soprattutto se si viaggia a 280 all’ora attaccati ai muretti. Offrendo all’amico Norris il DRS si è assicurato un fido alleato per la vittoria, che, sorridente, ha ringraziato a fine gara. Forse Alonso, Hamilton o Verstappen, vecchi volponi, avrebbero fatto lo stesso. Non ce lo si potrebbe aspettare da chi, fino a quel momento, aveva vinto una sola gara in carriera. Invece Sainz è cresciuto, ha trovato la sua maturità ed è pronto a prendersi la Ferrari. Forse nel momento più chiacchierato del suo periodo in rosso (leggasi recenti dichiarazioni di papà e mamma), lo smooth operator è riuscito a consacrarsi;

- Red Bull RB19 insolitamente in crisi. Dopo aver dominato TUTTE le gare da inizio anno, con annesso record di vittorie consecutive per Verstappen, il capolavoro disegnato da Newey oggi è andato in difficoltà. Poco carico, poca velocità, in imbarazzo anche al muretto nei pit stop. Insomma, un giro a vuoto. In difficoltà anche le Aston Martin (qualcuno diceva terza Red Bull?). Anzi, la Aston Martin di Alonso, vista la defezione di Stroll, autore di uno spaventoso incidente al sabato. “Questa macchina è inguidabile”, dirà Fernando che, forse, paga quel pizzico di arroganza mostrata per tutta la prima parte della stagione (continua ironia sulle Ferrari annessa). Peccato, capita a tutti una giornata no;

- Siamo tornati a soffrire. Ed è stato bellissimo. Trattenere il respiro, i brividi addosso, guardare continuamente il gap che, piano piano, diminuiva. Ci sono tornati in mente i duelli storici, Vettel, Alonso, Schumacher e, più recentemente, anche Leclerc (oggi fido uomo squadra). La Ferrari è tornata a vincere ed i suoi tifosi sono tornati a respirare. È stato bellissimo.

  • 34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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