Vlahovic esulta al gol contro la Lazio
16 Settembre 2023
2 minuti

Considerazioni sparse post Juventus - Lazio (3-1)


La Juventus consolida le certezze delle prime tre giornate vincendo senza difficoltà contro una Lazio ancora in cerca della sua dimensione.


- Come spesso le accade, la Juve gioca una delle migliori partite contro la solita Lazio sarriana, una squadra molto più leggibile e canonica di quanto non dica la reputazione del suo allenatore. Un 3-1 che sta anche stretto alla squadra di Allegri, in gestione dal primo all’ultimo minuto di gioco;

- La partita va subito sui binari preferiti di Allegri e non rischia mai davvero di deragliare. Si intuiva già dallo scorso anno che tanto dei destini futuri della Juve sarebbe dipeso dalla coesistenza tra Dusan Vlahovic e Federico Chiesa, i due migliori giocatori in rosa. Allegri sembra aver ricordato la sua dote migliore, ovvero la capacità di mettere i giocatori migliori al centro del progetto. La Juve oggi ruota su Vlahovic e Chiesa e i benefici sono evidenti. I due scoppiano di salute, hanno un volto disteso dopo mesi di grigiume e dominano la scena. Non era banale. Entrambi sono stati messi in discussione in passato, anche durante l'ultima turbolenta estate;

- Vlahovic sembra un giocatore completamente diverso, rinato rispetto alla scorsa stagione. Un’ira di dio, due gol favolosi e la sensazione di essere di nuovo al centro del mondo, dopo mesi complicati. Le buone notizie sono tante per Allegri. McKennie sembra rigenerato sulla destra. Locatelli mette finalmente in campo geometrie più raffinate. Miretti e Fagioli sono due titolari con qualità importanti, sempre più dentro l’area di rigore. Tante buone sensazioni, una su tutte: la Juve ha tanta rabbia da sfogare. Le scorie della tragica gestione giudiziaria dello scorso anno hanno forgiato un gruppo psicologicamente più solido;

- La Lazio non si è mai mostrata all’altezza della Juventus. La pericolosità della squadra di Sarri dipende in maniera quasi esclusiva dalla quantità di campo aperto a disposizione per Felipe Anderson e Zaccagni. Quando ci sono tanti spazi, come contro una squadra come il Napoli, la Lazio sa scatenarsi con delle 4x100 micidiali. Contro una squadra dal baricentro più basso come la Juve, la fatica a creare occasioni da gol è enorme. Con Immobile che ha un anno di più e la fisicità di Milinkovic Savic persa in favore di un giocatore verticale come Kamada, sarà dura ritrovare il filo per i biancocelesti, che hanno pagato oggi anche una morbidezza difensiva preoccupante per una squadra che ha fatto lo scorso anni della solidità il vero punto di forza;

- Se Sarri ha molto su cui dover lavorare, soprattutto sugli inserimenti di Kamada e Guendouzi, i due giocatori che possono svoltare la stagione laziale, al contrario Allegri sembra trovarsi nella sua situazione preferita, quella della gestione e del controllo. Basta elmetto da capocantiere. La Juve ha in rosa meno di 20 giocatori e non sembra avere in fondo ulteriori margini di crescita. L’asticella adesso deve rimanere lì, mantenendo centrali giocatori importanti come Kean, Milik e Weah e sfruttando la grande chanche di avere una sola partita a settimana. Era difficile pensarlo fino a qualche mese fa, ma finalmente si intravede il sole su Torino.

Autore

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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