Logo sportellate
La presentazione di Karl Toko Ekambi in Arabia Saudita con la maglia dell'Abha
, 11 Settembre 2023

7 giocatori che non sapevi fossero finiti in Arabia Saudita


Anche gli sceicchi hanno i loro colpi esotici.

L'estate che si avvicina ormai alla conclusione verrà ricordata, almeno a livello calcistico, come l'estate dell'Arabia Saudita. Per la prima volta nella storia del calcio moderno, un campionato extraeuropeo riesce ad accaparrarsi, grazie a offerte ai club e stipendi fuori mercato, non solo calciatori sul viale del tramonto, ma anche atleti nel pieno della carriera che avrebbero fatto gola a molti top club del Vecchio Continente, o addirittura giovani in rampa di lancio che hanno preferito i petroldollari arabi alla possibilità di proseguire la propria crescita in Europa. Così, accanto a nomi "prevedibili" e più o meno al crepuscolo della carriera, come l'apripista Cristiano Ronaldo, Benzema o l'ex Milan e Fiorentina Tatarusanu, sono finiti in Arabia Neymar e Mané, Milinkovic-Savic e Kessié, Mahrez e Laporte, che avrebbe ancora tanto da raccontarci e che, qualche mese fa, mai avremmo immaginato lontana dall'élite del calcio europeo.

In mezzo a questo vero e proprio tourbillon di trasferimenti, è assolutamente lecito essersi persi qualche nome interessante, per questo abbiamo pensato di proporvi un recap dei calciatori emigrati in Arabia Saudita lontano dalla luce dei riflettori, giocatori poco reclamizzati ma che nel loro piccolo hanno scritto una parte della storia del calcio europeo recente, e che prima o poi ci mancheranno come e più degli altri.

Karl Toko Ekambi - Abha

"Toko Ekambi shines as Lyon stun Ronaldo’s Juventus". Non è un titolo generato da un'intelligenza artificiale con una forte passione per il multiverso, bensì quello dell'articolo dell'edizione inglese di Goal la sera di Lione-Juventus 1-0 nel febbraio 2020, preludio all'eliminazione degli uomini di Sarri negli ottavi di finale di Champions League. Karl Toko Ekambi compirà 31 anni il 14 settembre; la sua esplosione è stata decisamente tardiva – è arrivato per la prima volta in doppia cifra in un campionato maggiore solo nel 2018, con l'Angers – e negli anni, più che per i gol, è stato apprezzato per la duttilità tattica e lo spirito di sacrificio (nel 2021/22 ha comunque realizzato 18 reti di cui 6 in Europa League, diventando vicecapocannoniere della competizione dietro al difensore dei Rangers James Tavernier).

L'ultima stagione non è stata esaltante per il camerunense nato a Parigi: 4 gol tra agosto e gennaio col Lione, 3 in 14 presenze nel girone di ritorno durante il prestito secco al Rennes. Ora forse passerà alla storia per essere stato l'acquisto meno oneroso da parte di un club saudita, (1,5 milioni di euro versati dall'Abha nelle casse dell'OL), mentre il calciatore dovrebbe guadagnarne 3 all'anno per 3 stagioni.

Il buon Karl ha già bagnato il debutto con una rete; bella falcata con cui lascia indietro i difensori avversari, un po' macchinosa la fase conclusiva, ma finché la palla va in porta va bene così.

Robin Quaison - Al-Ettifaq

Lo chiamavano "lo Xavi scandinavo", ma lui preferisce Robinho; era l'ultimo totem del Palermo pre-retrocessione, al mare della Sicilia ha preferito le casette in legno di Magonza; le squadre di Serie A tornano a fargli la corte, lui sceglie l'Al-Ettifaq e si trasferisce in Arabia. Non è facile togliere la maschera a Robin Quaison e comprendere ciò che detta le sue scelte, ma in Arabia Saudita ci gioca dal 2021, e ce lo eravamo completamente dimenticato, anche perché di tanto in tanto il suo nome spunta fuori tra i marcatori della Svezia, convincendoci che in effetti sia ancora in Europa, in un club il cui nome ovviamente ci sfugge.

Quaison è la risposta a quei calciatori che hanno il timore di perdere il posto in nazionale emigrando in tornei meno competitivi e allenanti: da settembre 2021 in avanti, Quaison non ha mai mancato un appuntamento con la selezione svedese, accumulando 18 presenze e segnando 5 reti. L'Al-Ettifaq non è certo una grande potenza del calcio arabo, nelle ultime due stagioni si è classificato settimo e undicesimo, e a Quaison è stato richiesto di innalzare la qualità media giocando ovunque: ora ala, ora trequartista, ora esterno offensivo. Con l'ultima campagna acquisti, il club di Dammam proverà a cambiare marcia: Jordan Henderson, Gini Wijnaldum e l'attaccante ex Lione Moussa Dembélé possono fare la differenza, e chissà che uno di essi non possa diventare il Batman che sin qui è mancato al nostro Robin.

La 99 di Quaison, la maglia che non sapevate ancora di volere.

Cristian Tello - Al Fateh

A distanza di 6 anni, c'è qualcuno che ha capito perché nell'estate del 2017 la Fiorentina ha deciso di non riscattare Cristian Tello? Era davvero impossibile organizzare un crowdfunding che permettesse ai viola di raggranellare i 5,5 milioni di euro, pochini, necessari per acquisire a titolo definitivo l'esterno spagnolo dal Barcellona? Sedotto e abbandonato da Firenze, per un quinquennio Tello si è divertito a fare la riserva di lusso nel Betis: un buon numero di presenze ma poche da titolare, arma prediletta per spaventare gli avversari stanchi con le sue accelerazioni, ora a destra ora a sinistra, con qualche fugace apparizione da fantasista centrale, e la soddisfazione di una Copa del Rey vinta ai danni del Valencia con tanto di rigore segnato.

Terminato il contratto coi biancoverdi, Tello ha preparato i bagagli e si è trasferito negli Stati Uniti, ma l'esperienza in MLS nel Los Angeles FC è durata appena 5 partite, giusto il tempo per esser definito da Marca "il peggior trasferimento della stagione in MLS". Svincolatosi da Los Angeles, da gennaio è un calciatore dell'Al-Fateh, squadra che lo scorso anno è finita al sesto posto e che, con l'ex Lione Denayer come unico acquisto di rilievo, farà prevedibilmente fatica a reggere l'urto delle avversarie che hanno attinto a piene mani dal mercato europeo.

Una foto che trasuda anni 2000, peccato sia stata scattata nemmeno 365 giorni fa.

Knowledge Musona - Al-Riyadh

Di Knowledge Musona si parla praticamente da sempre, e anche oggi quando lo sentiamo nominare c'è una parte del nostro cervello che, in totale autonomia, esclama "Forte questo!", anche se il capitano della nazionale dello Zimbabwe ha ormai compiuto 33 anni ed ha fallito praticamente ogni occasione di sfondare a livelli medio-alti, dall'Hoffenheim all'Anderlecht passando per l'Augsburg, con il triennio nel piccolo e combattivo Oostende in Jupiler League come punto più alto della carriera europea.

Musona è uno di quei calciatori che vive in una sorta di aristotelico cielo delle stelle fisse, inserito a tavolino nella memoria degli appassionati attraverso qualche citazione e alcuni flash del suo talento, come il celeberrimo gol realizzato contro la Tunisia nella Coppa d'Africa del 2017. L'attaccante in realtà gioca in Arabia Saudita dal 2021, ma in estate è passato dall'Al-Tai al neopromosso Al-Riyadh, club che dovrebbe lottare per la salvezza e che gli ha subito consegnato la fascia da capitano. Una nuova sfida per Musona, reduce dai 14 gol e 17 assist messi a referto in due stagioni con l'Al-Tai, che dovrà dimostrare di saper spostare gli equilibri (cit.) anche in una squadra globalmente meno attrezzata.

Tra gli innumerevoli video delle magie di Musona disponibili su Youtube, scegliamo questo pallonetto visionario contro il Marsiglia al tempi del meraviglioso Oostende di Yves Vanderhaeghe.

Igor Coronado Al-Ittihad

Cosa ci fa un brasiliano cresciuto in Inghilterra tra le sabbie del deserto? E che succede se, a questo mix letale, aggiungiamo una spruzzata di Sicilia? Non è una barzelletta di basso livello e nemmeno la ricetta delle Superchicche, bensì il racconto in breve della carriera di Igor Coronado, che i tifosi di Trapani e Palermo ricorderanno certamente meglio degli altri. Coronado può essere definito un precursore della recente ondata di trasferimenti, dato che già nel 2018 ha lasciato il Palermo  – non certo in lacrime, visti i 6 milioni di euro incassati dalla sua cessione, appena un anno dopo averne spesi 1,5 per prelevarlo da Trapani – per accasarsi nello Sharjah, squadra che milita nel campionato degli Emirati Arabi Uniti.

In tre stagioni allo Sharjah, il brasiliano ha segnato 50 reti e portato a casa la vittoria del campionato emiratino 2018/19, quindi nel 2021 ha deciso di cambiare aria passando all'Al-Ittihad, fresco vincitore del campionato saudita anche grazie ai suoi 6 gol e 13 assist in 28 partite. Ai tempi di Trapani e Palermo, avreste mai immaginato di vedere Coronado giocare assieme a Benzema e Kanté? Eppure è quel che sta succedendo, dato che i due francesi sono stati scelti dal club campione in carica per difendere lo scettro appena conquistato. Multiverso, dicevamo?

Indovinate chi dei due indossa la maglia numero 10.

Lisandro Lopez - Al-Khaleej

Non poteva mancare un esponente della rubrica "Ma non quel", dato che il Lisandro Lopez che tutti ricordiamo con piacere è l'ormai quarantenne centravanti ex Porto e Lione, che gode a tutt'oggi di discreta salute e gioca, fascia da capitano al braccio, con il Sarmiento in prima divisione argentina. Anche del Lisandro Lopez difensore centrale si diceva un gran bene, soprattutto ai tempi dell'Arsenal de Sarandi campione d'Argentina nel 2012, tanto che il suo trasferimento al Benfica sembrava il semplice preludio di una carriera destinata ai più grandi palcoscenici europei.

Invece, dopo una prima convincente stagione in prestito nel Getafe, Lisandro si perde per strada, non entrando mai nelle grazie di Jorge Jesus e Rui Vitoria, e finendo sulle pagine dei nostri quotidiani solo per una fugacissima apparizione in Serie A, due presenze in due anni con le maglie di Inter e Genoa prima di tornare in patria, al Boca Juniors. Lisandro Lopez ha ormai 34 anni, possiamo affermare con certezza che tutti i treni per lui sono ormai passati da tempo, dunque che c'è di male nel trasferirsi nella ridente Saihat, città di 100mila anime situata sulla costa saudita orientale, e godersi questi ultimi scampoli di pensione dorata?

Si può sbagliare un plurale nel 2023 nella presentazione di un calciatore? Evidentemente in Arabia si può.

Romain Saiss - Al-Shabab

Il nostro discutibile carosello si conclude con l'indomito capitano della nazionale del Marocco, il pilastro difensivo affermatosi nel Wolverhampton, il calciatore che ci ha commosso per la sua stoicità nell'ultimo mondiale e che, forse più di tutti gli altri, ci sarebbe piaciuto vedere in Europa ancora per un po'. Tra tutti i trasferimenti qui elencati, quello di Romain Saiss è il più particolare perché avviene di "rimbalzo" e per esigenze non tecniche: a luglio i qatarioti dell'Al-Sadd lo avevano prelevato dal Besiktas per 2,5 milioni di euro, senza poterlo però mai registrare a causa delle restrizioni sugli slot riservati ai calciatori provenienti dai paesi esteri.

In questa situazione grigia si è inserito l'Al-Shabab, che dopo essersi assicurato Habib Diallo, il colombiano Cuellar e Yannick Carrasco, ha chiuso in bellezza la propria campagna acquisti prelevando Saiss in prestito proprio dall'Al-Sadd, ove rientrerà nel 2024 per poter esser registrato ufficialmente in squadra. Una situazione controversa per un centrale di sicuro affidamento che saprò blindare una retroguardia sin troppo perforata lo scorso anno, 33 reti in 30 partite, troppe per una squadra che ambisce al titolo nazionale.

https://twitter.com/AlShababSaudiFC/status/1699139221838008611?s=20
Una presentazione che emana delle inequivocabili vibes da calcio arabo.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

pencilcrossmenu