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Ernest Nuamah, nuovo acquisto del Lione e giocatore da seguire in Ligue 1.
, 5 Settembre 2023

Cinque giocatori da seguire nella Ligue 1 2023/24


Cinque nomi che rappresentano la nuova vita del campionato francese.

Per la Ligue 1 è iniziata una nuova era, quella del passaggio a 18 squadre. L'idea dovrebbe essere quella di garantire una competizione di maggiore qualità e soprattutto condizioni economiche migliori per le partecipanti, col fine di evitare la scomparsa di piazze importanti come avvenuto recentemente a Bordeaux e, soprattutto, a Sochaux.

A questo si dovrebbe aggiungere una maggiore apertura verso espressioni di calcio più moderne, magari con lo scopo di creare squadre in grado di proporre una certa identità di gioco e non solo essere allevamenti intensivi di talento come avvenuto negli ultimi anni ma senza poi riscontri dal punto di vista dei risultati al di fuori dei confini francesi. L’arrivo in Ligue 1 di tecnici dalle idee di gioco riconoscibili e progressiste come Luis Enrique al PSG, Francesco Farioli al Nizza, Adi Hutter al Monaco e la conferma di Paulo Fonseca al Lille potrebbero garantire quell’ulteriore salto di qualità che permetta alla competizione di potersi riavvicinare agli altri campionati appartenenti alla top 5 europea. Abbiamo deciso di raccontare questo nuovo percorso tecnico mediante cinque calciatori da tenere d’occhio in questa stagione, non solo per il loro contributo individuale ma anche come storie che si incastrano con quelle delle rispettive squadre.

Esterno sinistro: Ernest Nuamah (Olympique Lione)

Ernest Nuamah ha lasciato il Nordsjælland per raggiungere la città dei due fiumi; il suo acquisto sarà oggetto della lente d’ingrandimento della federazione francese, trattandosi di un prestito dal Molenbeek (club riconducibile alla stessa proprietà dell’Olympique) che nominalmente lo ha acquistato per 25 milioni dal club danese, aggirando in maniera abbastanza vistosa i vincoli di mercato che gravano sul Lione.

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Nuamah è uno dei tanti elementi che in questi anni è emerso dall’accademia “Right to Dream”, la cui estensione danese acquisita dal Norsdjaelland sta permettendo a tanti ragazzi cresciuti nel continente africano di poter sviluppare tramite il calcio la realizzazione personale mediante un percorso non solo tecnico ma anche didattico che va oltre il gioco del pallone. Per intenderci, il percorso di Nuamah è lo stesso che negli ultimi anni hanno seguito Simon Adingra (oggi al Brighton), Kamaldeen Sulemana (Southampton dopo diversi anni al Rennes) e Mohammed Kudus (West Ham), discreta garanzia sul futuro di questo calciatore.

L’esterno ha mostrato in questi mesi in Danimarca di essere un’ala in grado di muovere in maniera autonoma la fase offensiva di una squadra. La sua principale qualità sta nel dribbling: nel campionato danese ne ha tentati circa 8 a partita con una percentuale di riuscita superiore al 50%; numeri merito non solo della sua tendenza a cercare i duelli e al puntare sempre verso la porta avversaria, ma anche della capacità di saper utilizzare entrambi i piedi, che lo rende particolarmente imprevedibile per i difendenti.

Ciò che particolarmente eccita nel vedere il ghanese all’opera è la continua ricerca dello strappo e dell’accelerazione: la volontà continua di saltare l’uomo ed arrivare rapidamente al tiro, un punto di forza che si trasforma alle volte in debolezza, portandolo a insistere anche quando non sarebbe la scelta migliore da fare. Tuttavia, la Ligue 1 è un campionato adatto alle sue qualità: il condividere la trequarti offensiva con elementi di altrettanto valore tecnico potrebbe aiutarlo a smussare l’egoismo intravisto in questi mesi. I 17 goal e 5 assist messi a referto nel campionato danese sono il biglietto da visita che ha convinto il Lione ad investire su di lui e agli avversari di pregare per il suo addio alla Superligaen.

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Il Lione è una delle grandi malate del calcio francese, nonostante il suo settore giovanile continui a sfornare elementi di rilievo e la presenza in organico di giocatori in grado di accendere le fantasie dei tifosi più eleganti e raffinati. Anche la partenza di questa stagione sembra preannunciare un’annata negativa per l’Olympique, alle prese con un nuovo corso societario e un allenatore, Laurent Blanc, che non sembra in grado di creare un disegno organico per questa squadra. Chissà che l’entusiasmo e la spensieratezza tecnica di Nuamah non possa essere la giusta soluzione per trovare una svolta (oltre che a non far rimpiangere la partenza di Barcola, appena passato al PSG).

Difensore centrale: Soungoutou Magassa (Monaco)

Dopo una stagione negativa culminata con il mancato accesso alle competizioni europee, il progetto del Monaco non si è fermato, anzi. Ha rilanciato, con l’arrivo in panchina di Adi Hutter, pronto a portare nuove idee tattiche in un campionato povero in tal senso. La scelta dell’ex tecnico dell’Eintracht è decisamente coerente con la figura del direttore sportivo Paul Mitchell, chiamato nel Principato a sostituire Luis Campos e portare il metodo Red Bull nella realtà monegasca, modello da cui discendono anche le idee di gioco del tecnico austriaco.

Soungoutou Magassa rappresenta un elemento archetipico del nuovo corso che Mitchell e Hutter vogliono portare a Montecarlo: un elemento formato dal settore giovanile che possa sostituire uno dei tanti giocatori ceduti a prezzo d’oro, che possa raggiungere un livello tale da mantenere alta la competitività della squadra e diventare nel giro di pochi mesi un pezzo pregiato da vendere al miglior offerente. Magassa possiede un'ulteriore specificità: nonostante un passato nelle giovanili da centrocampista, Hutter ha deciso di schierarlo nel terzetto di difesa del 3-4-2-1 con cui sta disegnando il Monaco.

Sin dal precampionato si è capito cosa il tecnico austriaco ha visto nelle caratteristiche di questo giocatore e perché ha deciso di adattarne le caratteristiche per servire il suo calcio, molto fluido col pallone e aggressivo senza. Magassa, usando il suo vissuto da centrocampista, si trova molto a proprio agio nel dover difendere in avanti, cercando continuamente l’anticipo e/o la chiusura immediata sull'avversario diretto. In possesso, invece, permette al Monaco di far partire l’azione in maniera pulita grazie alla capacità di condurre il pallone in avanti o mediante passaggi oltre le linee di pressione, dimostrando di avere un piede molto preciso quando è necessario affidarsi a lanci lunghi o cambi di gioco.

Il lato negativo della medaglia? Una certa impreparazione a gestire fasi di difesa posizionale e, soprattutto, a recuperare la posizione quando l'indole all’anticipo e allo spezzare lo schieramento crea spazio alle sue spalle. Capire come si evolverà la stagione di Magassa all’interno delle idee di Hutter è uno degli spunti di interesse per questa stagione; chissà se, dopo Ben Seghir, il progetto del settore giovanile promosso da Paul Mitchell nel Principato possa mettere in luce un nuovo talento.

Esterno sinistro: Keito Nakamura (Reims)

Dopo l'arrivo la scorsa estate di Junya Ito dal Genk per 10 milioni di euro, un altro attaccante giapponese arriva nella città dello Champagne: Keito Nakamura è arrivato dal LASK per 12 milioni di euro firmando un contratto quinquennale. Con una spesa di questo genere, è facile immaginare che il Reims abbia intravisto le qualità per forgiare un nuovo gioiello dopo le esperienze passate di giocatori come Boulaye Dia, Hugo Ekitike e Folarin Balogun.

Il punto forte di Nakamura è l'agilità: decisamente imprevedibile negli uno contro uno, mostra di poter dire la sua sia se servito sulla corsa (molto abile nel riconoscere le situazioni di transizione e sfilarsi dalla marcatura dell’avversario) sia se deve affrontare l’avversario in spazi stretti; il giapponese riesce sempre a tenere un baricentro basso, che gli permette improvvisi cambi di direzione, anche supportati dall’utilizzo dell’esterno del piede destro per creare separazione tra la palla e l’avversario.

Come gran parte della nuova generazione di giocatori nipponici, Nakamura è estremamente intelligente e sa quale movimento fare con e senza la palla; è sempre disponibile a ricevere palloni dai propri compagni senza mai estraniarsi dalla partita. Un’area di miglioramento da esplorare nel gioco di Nakamura è l’associatività coi compagni: una volta entrato in possesso del pallone cerca ancora prevalentemente la giocata personale rispetto a servire un compagno. Nelle ultime due stagioni in Austria, infatti, ha avuto una media di 3 conclusioni a partita e 1 passaggio per tiro.

Nakamura è reduce da quella che potrebbe essere definita la sua breakout season con la maglia del LASK Linz. 14 goal e 4 assist a referto che, insieme alle caratteristiche tecniche, hanno convinto lo Stade de Reims ad investire su di lui per sistemarlo sul lato opposto rispetto al connazionale Ito.

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In un campionato come la Ligue 1 dove si cerca di attaccare sfruttando la superiorità qualitativa a dispetto di quella posizionale, un giocatore come Nakamura sembra l’ideale per dare alla squadra di Will Still un maggiore senso di imprevedibilità e, perché no, quel pizzico di swag che sembra così poco attinente quando si parla di giocatori giapponesi.

Esterno destro: Ludovic Blas (Rennes)

Ludovic Blas non è propriamente una novità per gli appassionati di calcio francese, nemeno sconosciuto per chi ha una memoria storica delle nazionali giovanili. Il neoacquisto del Rennes era parte della formazione Under 19 francese che nel 2016 mise al tappeto l’Italia di Locatelli, Barella e Dimarco nella finale dell’Europeo di categoria; assieme a lui c’era anche Kylian Mbappé, esterno di una formazione la cui stella era Jean-Kévin Augustin, finito a cercare fortune con la maglia del Basilea.

Blas usciva da quella selezione con grande hype per la carriera: le qualità non sono emerse da subito nel calcio dei grandi, prima a Guingamp e poi a Nantes. A questo potrebbe aver contribuito il fatto di non giocare in contesti di alto livello come lo stesso Nantes, una squadra orientata principalmente al gioco in transizione e in campo aperto. Con l’arrivo di Kombouaré alla Beaujoire Blas è diventato un giocatore centrale, contribuendo alla vittoria della Coppa di Francia nel 2022 e al raggiungimento della fase a eliminazione diretta della scorsa Europa League, coi Canarini eliminati dalla Juventus. In questo biennio, l’ex giocatore del Guingamp sembra aver completato la propria maturazione fino a convincere il Rennes ad investire 15 milioni per aggiungerlo alla batteria di trequartisti di Bruno Genesio.

La principale qualità? Tenere incollato il pallone al piede sinistro e non togliere mai ritmo all’azione: nel corso degli anni ha imparato a scegliere se affrontare in uno contro uno l’avversario diretto o condurre il pallone in altre zone per muovere la difesa avversaria per poi tentare un filtrante o un tiro. Dopo un lungo peregrinare in diverse aree di gioco, la posizione di partenza ideale è largo a destra da dove riceve palla, usa il sinistro per creare separazione e da lì far entrare l’azione nel vivo. Ovviamente è un riferimento solo teorico: Blas ama girovagare nella trequarti avversaria scambiandosi di posizione con un compagno.

Pur possedendo qualità da giocatore che potrebbe prediligere l’estetica rispetto alla funzionalità, in realtà Blas ha sempre avuto istinto per cercare la giocata e arrivare in porta. Il sinistro, oltre a essere utilizzato per proteggersi dall’avversario, è anche un’arma importante in fase di finalizzazione: non si tira certo indietro quando c’è da tentare la conclusione dalla distanza.

Nella recente partita interna contro il Le Havre, le combinazioni nello stretto con Bourigeaud, Le Fee e Gouiri hanno mostrato un giocatore decisamente a proprio agio nel dialogare con altri giocatori che parlano la stessa lingua calcistica. Per tutti questi motivi potrebbe essere davvero la stagione in cui Ludovic Blas potrà completare quel percorso iniziato in una notte dell’estate 2016 a Sinsheim e iniziare a mantenere quelle promesse.

Punta: Emanuel Emegha (Strasburgo)

L'acquisto dello Strasburgo da parte di Todd Boehly, il discusso e discutibile proprietario del Chelsea che ha scelto l’Alsazia come terreno per costruire un sistema di multiproprietà e sviluppare talenti per conto dei Blues, ha aggiunto un ulteriore progetto che contribuirà a generare interesse per la Ligue 1. La situazione ha fatto storcere il naso alla tifoseria di uno dei club più tradizionalisti di Francia – vedasi il dissenso esposto nella recente partita casalinga contro il Toulouse – ma ha posto le basi per un quadro tecnico che intende abbassare l’età media della squadra e alzarne al contempo le ambizioni: la guida in panchina è Patrick Vieira, tornato in Francia dopo la negativa esperienza di Nizza e un paio di stagioni al Crystal Palace.

Tra i vari elementi giunti nella città che ospita il Parlamento Europeo c'è Emanuel Emegha, acquistato per 13 milioni di euro dallo Sturm Graz per sostituire Habib Diallo, ceduto in Arabia Saudita dopo una stagione da 20 reti. Emegha ha già avuto modo di timbrare nella vittoria contro il Toulouse alla terza di campionato, mostrando quello che sembra essere il pezzo forte: il colpo di testa a seguito di smarcamento in area di rigore.

Pur non avendo impattato in maniera clamorosa a livello realizzativo nella Bundesliga austriaca dello scorso anno – 9 reti ed 1 assist in totale – il centravanti olandese ha mostrato di essere un 9 completo, unica punta centrale o all’interno di un sistema a due punte, anche associandosi con una seconda punta più tecnica.

Ciò che impressiona maggiormente di Emegha è la facilità di calcio e la precisione delle sue conclusioni, così come la capacità di fornire una soluzione di passaggio spalle alla porta; inoltre, la capacità di smarcamento e quella di pensiero lo aiutano nel gestire i duelli con gli avversari, in cui altrimenti sarebbe penalizzato da un fisico sì longilineo – 195 cm di altezza – ma ancora poco strutturato.

La connessione con Bellegarde sembrava essere già in fase avanzata di rodaggio, ma la cessione del trequartista al Wolverhampton ha cambiato radicalmente i discorsi per Vieira: resta da capire come Emegha riuscirà a trarre beneficio dall’arrivo degli altri interessanti innesti giunti a La Meinau nel corso di questa sessione di mercato (Bakwa, esterno offensivo arrivato dal Bordeaux, e Angelo, prestito giunto dalla casa madre del Chelsea).


  • Nicola Lozupone è cresciuto con l'amore per la Samp di Vialli e Mancini e della curva Nord dello stadio San Nicola. Da grande trasforma il suo tifo in passione per lo sport, la tattica e la performance analysis. Giochista convinto.

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