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Considerazioni sparse post Fiorentina-Rapid Vienna (2-0)


La Fiorentina sbarca ai gironi di Conference League, accompagnata con mano ferma da Nico Gonzalez.

- Partita più complicata del previsto quella della Fiorentina in questo ritorno dei playoff contro il Rapid Vienna. Partita giocata sul filo del rasoio, dopo la sconfitta dell'andata in quel di Vienna e un avvio all'insegna dell'ansia e di pericolosi avvertimenti da parte austriaca, ben rappresentati dalla traversa colpita da Mayulu;

- Ci sono tutti i pregi e tutti i difetti della Fiorentina in questa sfida, portata a casa all'ultimo con il sigillo di Nico Gonzalez (quarto gol in quattro partite). Tra i pregi assoluti proprio l'argentino con la numero 10 sulle spalle, giocatore ad oggi determinante non solo più sotto l'aspetto della caratura tecnica, ma anche per una insolita capacità realizzativa, suo cruccio nelle stagioni passate. Tra i difetti, le ancestrali difficoltà nella gestione dei ritmi-gara, tanto sul piano atletico quanto sul piano emotivo: i gigliati sono una squadra ossessiva e ossessionante, capace di soffocare in 16 metri l'avversario ma sempre ansiogena nel trovare le giuste combinazioni finali;

- Secondo un copione già visto l'anno scorso, il confusionario attivismo di Kouamé si rivela una risorsa preziosa nel momento in cui la Fiorentina non riesce a giocare in maniera pulita e scorrevole. L'ivoriano, raramente limpido nelle sue giocate, mette gamba e spalle al servizio della squadra, vincendo duelli di pura forza e creando a strappi momenti di superiorità numerica. Così si innesca il gol del vantaggio, che Gonzalez realizza piombando su una comica carambola tra il difensore Hoffmann e lo sfortunato portiere Hedl;

- Il Rapid Vienna contro una Fiorentina tecnicamente superiore fa una partita più che onesta, di ripartenza studiata con combinazioni rapide in verticale, e tenendo per ampi tratti una buona aggressività della linea difensiva. Gli austriaci al Franchi si presentano tutt'altro che remissivi, per quanto nella ripresa finiscano per abbassare il baricentro cercando di difendere prima il vantaggio poi i supplementari. Lo fanno sporcando ogni possibile pallone dei viola, aggredendo i portatori in zona centrale e congestionando l'area. Nonostante la Fiorentina sprechi numerose occasioni (tra le altre, traversa di Mandragora) con di nuovo Hedl in grande spolvero, c'è un pizzico di sfortuna nel sorpasso su rigore al 90esimo;

- Obiettivo centrato per i viola, che vuol dire evitare psicodrammi e riprovare la corsa sulla Conference League anche quest'anno, dopo la triste battuta d'arresto al fotofinish nella finale di Praga dello scorso giugno. A livello individuale, lasciano perplessi le prove di Nzola e Dodô, ancora fuori condizione e autori (soprattutto il primo) di errori francamente ingiustificabili. Non brillante Arthur, ancora con autonomia ridotta e alle prese con problemi in copertura, per i quali forse tutta la squadra deve sempre prendere le misure. In positivo, oltre ai citati Nico e Kouamé, ottima prova difensiva di Ranieri, che al netto di poche piccole sbavature gioca una gara di personalità e grande intensità.

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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