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, 26 Agosto 2023

Considerazioni sparse post Frosinone-Atalanta (2-1)


Il Frosinone prepara la partita, l'Atalanta no.

- Cerofolini per lo squalificato Turati e i neoacquisti Barrenechea e Cheddira sono i cambiamenti nell'11 iniziale di Di Francesco. Senza Caso e Cuni, il Frosinone inizia pressando alto come col Napoli e trasforma l'avvio di gara in un confronto sulle seconde palle: nemmeno 300 secondi, Marchizza divora Lookman in riaggressione e Harroui buca Musso in diagonale. Dopo una fase centrale in cui la pressione si abbassa leggermente, l'intensità mentale della squadra di Di Francesco è dirompente, e il regalo della premiata ditta Koopmeiners-Musso suggella 25' di controllo psicologico e la prima marcatura in A di Monterisi. Dopo 45' atleticamente dominanti, la preparazione estiva presenta il conto: il Frosinone non può essere una formazione da difesa posizionale a oltranza, e i primi 15' del secondo tempo ne sono la testimonianza;

- L'unica variazione nei titolari di Gasperini rispetto alla vittoria di Reggio Emilia è sulla trequarti, con Éderson alle spalle di Lookman e Zapata. Rispetto all'esordio col Sassuolo, le posizioni di Scalvini sul centrodestra e Koopmeiners più avanzato formano equilibri diversi nella gestione del pallone, teoricamente volendo sviluppare a destra o andare più rapidamente in verticale a sinistra. Dopo lo sbilanciamento in uscita che costa il vantaggio frusinate, l'aggiustamento di Gasperini è l'inversione delle posizioni di Koopmeiners ed Éderson, con l'olandese ad abbassarsi per allargare il raggio d'azione, per poi riportare tutto come all'inizio: una confusione che si riverbera anche nell'area di rigore di Cerofolini, dove Zappacosta spreca le prime chiare occasioni. Fino al 56' non c'è una singola cosa da salvare, poi arriva il sorriso di Zapata che rischia di valere più di uno o tre punti eventuali con cui uscire dallo Stirpe.;

- Così come nell'esperienza all'Hellas, Eusebio Di Francesco si conferma l'allenatore con la narrativa più distorta del panorama italiano: sin dalle prime gare è lapalissiana l'identità fornita alla rosa, a prescindere dai risultati nel brevissimo periodo. Dal grado di fiducia che Stirpe saprà garantirgli passano le comunque residue speranze di salvezza dei ciociari, per i quali la resistenza all'assedio finale è paradossalmente il fattore positivo che pesa di meno nel computo totale;

- Dopo oltre un anno di Atalanta non si è ancora capito che Lookman, spalle alla porta, non può permettersi di controllare la palla con due o più tocchi senza incorrere in una palla persa. Dopo oltre due anni di Atalanta non si è ancora capito che Musso, con una difesa sui calci piazzati a zona, non è un portiere efficace nell'area piccola. La parabola che sta assumendo l'era Gasperini a Bergamo vive l'ennesima brutta piega della gara in trasferta contro una piccola, per la quale la squadra bergamasca approccia la partita come se non avesse la minima idea di chi si troverà di fronte;

- Due prestazioni su tutte: Gelli e Cheddira sono stati la manifestazione evidente che qualsiasi giocatore di A, a prescindere dalle qualità di base, se motivati e mentalizzati adeguatamente possono fare la differenza contro qualsiasi avversario psicologicamente inadeguato. Soprattutto il primo tempo è stato tra una squadra estremamente limitata ma allenata benissimo e una squadra estremamente talentuosa ma allenata approssimativamente.

  • (Bergamo, 1999) Calcio e pallacanestro mi hanno salvato la vita, ma anche il resto degli sport non è male. Laurea in Lettere, per ora, solo un pezzo di carta.

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