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Rapid Vienna Fiorentina Terracciano
, 24 Agosto 2023

Considerazioni sparse post Rapid Vienna-Fiorentina (1-0)


La stagione europea della Fiorentina si apre con un passo falso nella Vienna culla della moderna psicanalisi.

- L'ingenuità con cui Mandragora, richiamato pochi secondi prima dall'arbitro, strattona platealmente in area l'avversario regalando il rigore decisivo al Rapid Vienna, oltre a esser decisiva in negativo è un po' l'emblema di una Fiorentina ancora fisiologicamente appesantita sul piano fisico ma, nonostante l'exploit di Genova, apparsa fragile sul piano delle sicurezze;

- La prevedibile miglior condizione atletica della compagine austriaca ha sicuramente inciso nell'economia della partita, soprattutto una volta che i viennesi si sono portati avanti con il penalty trasformato da Grüll. Peraltro, è curioso come Italiano (di solito fortemente propenso a massicci turnover) abbia schierato 10/11 della formazione vincente contro il Genoa. Lo svantaggio ha poi posto la Fiorentina in una situazione complicata sia sul piano tattico che psicologico, per quello che è un cruccio di antica memoria: scardinare difese chiuse, proprio mentre il Rapid VIenna avanti si esaltava nell'asserragliarsi nel proprio primo quarto di campo;

- Magari è indice di una certa tensione o magari no, ma va segnalato come la prima metà di gara abbia visto i Viola già a partire dal proprio portiere sbagliare numerosi passaggi in impostazione, con soprattutto Arthur bravo a cercare di tranquillizzare i suoi dettando tempi e ritmi con precisione. Il Rapid non ha fatto granché leva su questo fatto, ma la maggior freschezza ha permesso loro di farsi vedere pericolosamente con alcune transizioni veloci, forse dando una certa spallata alla Fiorentina sotto l'aspetto mentale;

- Se dopo il vantaggio poco ha fatto vedere il Rapid Vienna a parte una quasi sempre puntuale fase difensiva, lo stesso però vale per la Fiorentina. Nonostante le occasioni messe a referto (clamorosa quella del duo Beltran-Infantino nel finale), il portiere Hedl non ha dovuto compiere interventi così fuori dalla norma. A pesare è stata una terrificante imprecisione nelle rifiniture dalla trequarti, complice tra le altre una serata tutt'altro che brillante di Bonaventura, "legante" fondamentale nel centrocampo gigliato. Nonostante una sempre buona capacità di pressione e riaggressione, i viola negli spazi tenuti stretti dai verdi austriaci hanno avuto poco ritmo, indovinando raramente le ultime giocate giuste;

- Poca incisività delle corsie laterali, uno Nzola apparso molto appesantito rispetto a sabato scorso, una certa dose di nervosismo che ha di certo contribuito alla mancanza di lucidità in avanti: questi sono stati gli ingredienti che hanno messo in salita questo play-off per la Fiorentina. In vista del ritorno al Franchi, servirà, oltre a una maggior brillantezza sul piano atletico, un approccio di testa ben diverso per i viola, avvitatisi su loro stessi in vecchi problemi e senza particolari meriti da parte del Rapid. Perché al netto del risultato i viennesi restano un avversario sotto l'aspetto tecnico ampiamente alla portata per questa Fiorentina.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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