Sarina Wiegman esulta dopo una vittoria dell'Inghilterra
, 19 Agosto 2023

Il tocco di Sarina Wiegman


La CT olandese è l'arma in più delle sue squadre.

Due finali mondiali e due europee negli ultimi sei anni hanno un elemento in comune: la presenza di Sarina Wiegman, attuale ct dell’Inghilterra.

Olandese, 54 anni da compiere il prossimo ottobre, Wiegman ha vinto un campionato Olandese con l’ADO Den Haag nella stagione 2011/2012, un campionato di seconda divisione olandese con il Ter Leede nel 2006-2007 e tre coppe dei Paesi Bassi (2007, 2012 e 2013). Dal 2014 è nel giro delle nazionali maggiori olandesi. Dopo un paio d’anni di affiancamento a Roger Reijners, e la parentesi da traghettatrice prima dell’arrivo di Arjan van der Laan, è diventata allenatrice della selezione femminile nel 2016 e un anno dopo l’ha portata alla vittoria dell’Europeo. Alla guida dell’Olanda ha passato cinque anni, vincendo l'Europeo nel 2017 e spingendosi fino alla finale mondiale nel 2019, poi persa contro gli Stati Uniti. Dal 2021 allena la nazionale inglese, con cui si è già laureata campionessa d’Europa un anno fa, e con cui si giocherà il mondiale domani.

Migliore allenatrice di squadre femminili per la UEFA 2017, 2020, 2022, commissario tecnico dell’anno per l’IFFHS 2020-2022 e allenatore dell’anno UEFA 2021-2022, su di lei si sono posate negli ultimi giorni le attenzioni della USWNT, ancora scottata dall’eliminazione dalla Coppa del Mondo per mano della Svezia. Wiegman – e l’Inghilterra – ha rispedito l’interesse al mittente, ma qualcuno ha parlato di un suo possibile trasferimento sulla panchina della nazionale inglese maschile. Non sarebbe una cosa strana per una donna che archivia record con il familiare aspetto di una zia che insegna matematica alle medie. Nella finale di domani tra Inghilterra e Spagna, diventerà la prima ad aver giocato due finali di coppa del mondo con due squadre diverse.

Alla finalissima di domenica – e forse proprio per la presenza di Sarina Wiegman – l’Inghilterra arriva con i favori del pronostico. Una partita in cui mancheranno alcune delle calciatrici più forti del mondo, come ha ricordato in un tweet Vivianne Miedema, campionessa d’Europa con l’Olanda nel 2017. Se infatti alla Spagna mancheranno Mapi Leon e Patricia Guijarro, l’Inghilterra dovrà rinunciare, come d’altronde fa dall’inizio del torneo, alla capitana Leah Williamson, a Fran Kirby e alla miglior marcatrice dello scorso europeo Beth Mead, oltre ad avere una Keira Walsh acciaccata. Recuperata Lauren James, che ha scontato la squalifica rimediata contro la Nigeria, Wiegman dovrà, per l’ultima volta in Australia, mettere insieme le sue pedine per cerccare di rendere al meglio. È proprio in questo che eccelle. Durante tutta la durata della competizione Sarina Wiegman ha lavorato le sue 23 calciatrici come plastilina, con un approccio pragmatico orientato alla ricerca del risultato anche a scapito della brillantezza del gioco, come sottolineato da Lucy Bronze in questa intervista sul Guardian.

Un demiurgo a tutti gli effetti, nell’accezione più alta del termine. In filosofia il demiurgo è una sorta di potenza che non crea, ma plasma, lavora la materia preesistente sulla base dei modelli del mondo delle idee. Platone nel Timeo lo indica come principio dell’ordine cosmico: più o meno quello che rappresenta Sarina Wiegman per le sue squadre. Se è vero, come si legge, che nel calcio moderno l’allenatore incide sulle prestazioni per un 15-20%, Wiegman quel 15-20% riesce a farlo fruttare davvero pienamente.

Paradossalmente si giocherà il trofeo con l’allenatore più discusso del torneo, lo spagnolo Jorge Vilda, escluso dalle celebrazioni delle sue giocatrici. Uno scontro tra due squadre piene di talento ma molto diverse per spirito, stile di gioco e gestione del materiale umano. Il lavoro di Wiegman va elogiato indipendente dal risultato della finale mondiale, per questo sto scrivendo adesso, prima della partita. Dopo, suonerebbe eccessivamente lusinghero in caso di vittoria, o consolatorio in caso di sconfitta. Sempre per la filosofia antica, quel che muove il Demiurgo nel plasmare il mondo è la sua bontà, non può quindi essere causa di nessun male; ecco che anche la sconfitta dell’Inghilterra non intaccherebbe il lavoro di Wiegman, così come la vittoria spagnola non riabiliterebbe il lavoro di Vilda. Vincere è lo scopo del gioco, certo, ma la lettura dei palmares e delle storie è molto più profonda.

Al contrario di quanto successo nel 2019 nella finale mondiale tra Olanda e Stati Uniti, la squadra di Sarina Wiegman oggi ha sulle spalle il peso del favore del pronostico, ma anche la giusta maturità per sopportarlo. All’Europeo del 2017 la sua Olanda aveva trionfato 4-2 sulla Danimarca di Harder e Nadim, in una gara non così squilibrata come suggerirebbe il risultato. Più pendente a favore degli USA, invece, la finale mondiale del 2019, quando le americane intorno all’ora di gioco hanno aperto e chiuso i conti. Ancora diverso il discorso nella finale europea di appena un anno fa quando l'Inghilterra si è trascinata fino ai tempi supplementari contro una tosta Germania, e si è poi assicurata la vittoria grazie allo storico gol di Chloe Kelly al 110’. Quella in programma domani sarà la quarta finale di Wiegman in sei anni, comunque andrà “this is Sarina world domination and we're just living in it.”


  • Classe 1996. Nata in montagna, in Abruzzo, dorme in città, a Torino. Calciofila di famiglia, segue il calcio dalla nascita e si appassiona al calcio femminile all’università. Ama scrivere più che parlare, ma lo fa lo stesso. Laureata in filosofia e, per ora, giornalista praticante.

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