Paulo Azzi del Cagliari durante la partita contro il Bari, finale dei play-off di Serie B 2022/23.
, 18 Agosto 2023
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Cinque domande sulla Serie B 2023/24


Tutto quello che serve sapere per arrivare pronti all'inizio del nuovo campionato.

Le ultime immagini della Serie B 2022/23 rimandano ad un dramma sportivo con pochi pari nella storia italiana. Il Pavolettazo, la rete di Pavoletti al 94° di Bari-Cagliari, è riuscito a zittire i 58 mila spettatori del San Nicola, già pronti ad esultare per una Serie A che sarebbe tornata dopo 12 anni dall'ultima volta (nonché ad un'abolizione della multiproprietà pressoché certa). Il termometro delle emozioni che può dare la Serie B è chiaro proprio dal finale thrilling del San Nicola: una categoria con nobili decadute, progetti tecnici in ascesa e squadre talvolta fin troppo improvvisate. Il campionato di B riprenderà letteralmente da dove si era fermato: questa sera (calcio d'inizio ore 20:30) Bari-Palermo sarà l'opener della stagione 2023/24, riproposta alla prima giornata, esattamente come l'anno scorso peraltro. Un susseguirsi di corsi e ricorsi che spaventerebbe qualsiasi tifoso biancorosso, ma che per appassionati e analisti significa solo il ritorno di uno dei campionati più sottovalutati del panorama europeo.

Un campionato anche caotico, però, che ha attraversato un'altra estate turbolenta di sentenze giudiziarie e ricorsi in carta bollata, e che ricomincia con una delle 20 squadre ancora incognita: la "squadra X" probabilmente sarà il Brescia, meno probabilmente la Reggina.

Pensate che sia tutto un gran casino? In effetti lo è. Per fare chiarezza e offrirvi una guida completa al campionato che sta per iniziare, qui di seguito tre nostri autori hanno risposto a cinque domande fondamentali sulla nuova Serie B.

Prima domanda obbligata sulle questioni extra-campo che hanno funestato l'estate dei campionati minori italiani, su tutti la Serie B. Come influenzerà il campionato di Lecco e X (probabilmente il Brescia) questa lunga telenovela giudiziaria?

Giovanni Fasano: Difficile affermare che gli strascichi di questa lunga estate non avranno conseguenza tangibili sui destini di Lecco e Brescia. Entrambe le squadre avevano bisogno di rimpolpare i rispettivi organici con elementi adatti alla Serie B, ma fino ad ora, a causa dell’incertezza che regna sovrana, le due società non si sono mosse. A prescindere da ciò, per il Lecco che ha conquistato la Serie B in modo a dir poco rocambolesco sarebbe stato comunque complesso mantenere la categoria, per il materiale tecnico a disposizione e per la capacità di spesa. La squadra di Di Nunno è riuscita ad ottenere i prestiti dei due centrocampisti Tenkorang e Degli Innocenti, che andranno attenzionati l’anno prossimo (soprattutto il secondo), ma al momento non è abbastanza per definire la rosa a disposizione di Foschi competitiva.

Il Brescia, invece, avrebbe tutte le carte in regola per disputare un campionato più che dignitoso, ma è entrato in un loop negativo dal quale, con questa proprietà, difficilmente potrà uscire. L’impressione è che per loro la retrocessione sia solo questione di tempo

Gianluca Losito: In questa lunghissima estate il calcio italiano è riuscito ancora una volta a dare il meglio del peggio di sé, rigorosamente nelle aule di tribunale. Reggina e Lecco rappresentano due casi completamente diversi, accomunati da una gestione gravemente lacunosa della giustizia sportiva – che, nel caso dei calabresi, si scontra peraltro paradossalmente con quella ordinaria – che continua a fare acqua da tutte le parti. 

Indagando il lato sportivo, credo che, a prescindere dal problema che hanno attraversato, il Lecco non abbia la struttura tecnica, tattica e societaria per mantenere la categoria; a costo di sbagliarmi di grosso, vedo i blucelesti retrocessi senza appello.

Sul Brescia il discorso è diverso: bloccata dalla spada di Damocle del ripescaggio, la società di Massimo Cellino ha condotto finora un mercato abbastanza rallentato. Credo che l'unica ancora di salvezza per i lombardi possa essere rappresentata da Daniele Gastaldello, che negli ultimi mesi della scorsa stagione è arrivato in sordina ma ha quasi rischiato di salvare il Brescia. Per il resto, non vedo nulla di buono all'orizzonte nemmeno per le rondinelle, che prevedo retrocesse.

Rocco Nicita: Sarà senz’altro un campionato anomalo. Già 3 o forse 4 turni non si giocheranno come da calendario per via dell’ultimo grado di giudizio – Consiglio di Stato – che chiuderà definitivamente l’iter giudiziario iniziato a fine giugno. Al di là dell’esito, si possono trarre due lezioni importanti. La prima riguarda il termine del 20 giugno per le iscrizioni al campionato che necessita di essere anticipato perché troppo vicino all’inizio della stagione successiva (con eventualmente restituzione di quanto versato dalle squadre in lizza per la promozione dalla C alla B). La seconda, invece, riguarda un serio coordinamento tra ordinamento statale e sportivo.

La situazione di incertezza non può che colpire gravemente le società coinvolte. Sia dal punto di vista emotivo che dal punto sportivo. Nessuna delle società ha avuto il tempo adeguato per programmare adeguatamente aspetti tattici/tecnici. Inoltre, arrivare già con 3 o 4 partite di ritardo vuol dire trovarsi in una condizione certamente inferiore rispetto alle compagini che si affrontano. E ciò inciderà anche sui punti complessivi a fine anno.

Né Lecco né Brescia – che per ora sembrano le squadre che con più probabilità prenderanno parte alla prossima Serie B – potranno sperare di vivere un campionato da protagonisti. Per questa stagione dovranno pensare a sopravvivere in un campionato che si preannuncia combattuto dall’inizio alla fine.

Tifosi del Lecco durante una partita di Serie C.
(Foto: Calcio Lecco 1912)
Entriamo nelle tematiche strettamente sportive parlando della/e favorita/e. Quali sono le squadre che partono con l'obiettivo di fare alta classifica? Chi potrà inserirsi nella lotta per i primi posti?

Fasano: Sono diverse le squadre che partono in prima fila quest’anno, ma sarebbe quantomeno azzardato non menzionare le tre neoretrocesse come le più accreditate per tornare nella massima categoria. il patrimonio tecnico ereditato dalle stagione in Serie A non è stato sperperato in toto, e a questo si aggiunge una capacità di spesa impareggiabile per quasi tutti i club di B. Dico quasi perchè il Palermo, sin dalle prime settimane di giungo, non ha badato a spese per puntare al ritorno in Serie A.

Delle tre retrocesse mi intriga maggiormente lo Spezia di Alvini, che dal centrocampo in su ha diversi i giocatori che potrebbero rivelarsi tra i migliori della categoria. Per fare un nome, questa potrebbe essere la stagione della consacrazione di Mirko Antonucci, per cui si parlava di un approdo in Serie A già quest’estate. Oltre a lui, occhi puntati su Luca Moro, un po’ deludente nella prima stagione in cadetteria ma con tutte le potenzialità per affermarsi tra i top scorer del campionato.

Alle spalle di queste tre metto il Parma di Pecchia, che ha cambiato poco rispetto all’anno scorso e sembra aver imboccato un percorso tattico razionale con la conferma dell’ex tecnico della Cremonese. In più, potrà contare sui vari Coulibaly, Camara e Bonny che dopo un paio d’anni di ambientamento potrebbero aver preso le misure alla categoria. A questo plotone di giovani rampanti si aggiunge una cerniera di centrocampo solida, composta da Bernabè, Estevez e il rientrante Hernani, e un reparto offensivo arricchito dal grande colpo estivo Anthony Partipilo.

Losito: Le tre neoretrocesse, per una serie di ragioni economiche e sportive, partono sempre (o quasi) con una marcia in più. Quest'anno in particolare non vedo nessuna delle squadre cadute dalla A convivere con problemi rilevanti, come accaduto negli scorsi anni a Venezia o Crotone. In particolare, vedo la Sampdoria favoritissima: i blucerchiati, nonostante le questioni societarie continuino a tenere banco, sul campo sono da considerare una delle compagini più equilibrate del torneo cadetto. La squadra allenata da Pirlo (rinvigorito dall'Erasmus turco) abbina calciatori esperti della categoria a qualche elemento mantenuto dalla Serie A, con una spruzzatina di giovani in rampa di lancio (qualcuno ha detto Delle Monache o Yepes? Esatto). 

Idem dicasi per lo Spezia, che a suo vantaggio annovera anche un allenatore che conosce la categoria, Alvini, e un gruppo di calciatori tutti nel pieno della loro carriera, come Reca, Simone Bastoni, Bandinelli, Salvatore Esposito, Antonucci, Moro e Kouda. 

La Cremonese fa sorgere qualche dubbio: non si è praticamente mai visto Ballardini in Serie B. Il tecnico ravennate, inoltre, ha una sola stagione al completo su una panchina: la prima della sua carriera, la Sambenedettese 2004/05 (in Serie C1). Le aggiunte di Bertolacci, Collocolo e del Mudo Vázquez potrebbero creare un triangolo magico nei pressi della trequarti che risolverebbe tanti problemi al Balla.

Tra le reduci della scorsa stagione di B, Parma e Palermo sono quelle che promettono di dare maggior battaglia. I ducali, sebbene hanno perso proprio Vázquez, continuano il progetto tecnico iniziato con Fabio Pecchia la scorsa stagione, rifinito da due aggiunte di spessore come Partipilo e Colak. I rosanero hanno fatto un mercato in pieno stile City Group, puntando forte su alcuni giovani, ma inserendo anche gente abituata a vincere questo campionato come Ceccaroni e Roberto Insigne. L'incognita più grande è rappresentata da Eugenio Corini, che nella scorsa stagione ha gettato alle ortiche la qualificazione ai play-off con alcune scelte discutibili.

Nicita: Cremonese, Sampdoria, Spezia, in quanto neo retrocesse hanno l’obbligo di lottare per le prime posizioni. Rimanere al di fuori del giro playoff sarebbe già di per sé una sconfitta. I calciatori presenti in queste tre rose possono garantire a queste tre compagini di poter scontare solo un anno di Serie B.

Sono molto affascinato dallo Spezia: la coppia Moro-Antonucci, in particolare, mi sembra ben assortita. L’ex Roma l’anno scorso si è dimostrato uno dei punti fermi del Cittadella, segnando anche un numero discreto di reti. Potenzialmente lo Spezia è una corazzata.

Al di là delle tre neoretrocesse, metto in lizza per i playoff anche Bari, Parma e Palermo. Il Bari avrà necessità di partire forte anche per dimenticare il sonoro 0-3 inflitto proprio dal Parma al San Nicola. Con Cheddira che andrà via, la società ha deciso di investire su Diaw e Nasti che possono contribuire alla risalita della classifica. Il Bari ha bisogno di ritrovare l’intensità della prima parte di stagione, quando si facevano girare le gambe a mille. Il Parma ha invece bisogno di trovare continuità. Niente più periodi altalenanti (l’anno scorso per 27 partite di fila il Parma non ha trovato per due volte consecutive lo stesso risultato). Hanno sostituito magistralmente il Mudo Vazquez con Anthony Partipilo e in più hanno trovato un attaccante di ruolo, che era quello che l’anno scorso mancava al Parma. I rosanero escono fortemente rinforzati dal calciomercato, e secondo me avranno buone chances di giocarsi la promozione diretta. 

https://twitter.com/USCremonese/status/1680993267821805568?s=20
Al di là delle squadre di vertice, qual è un progetto interessante da tenere d'occhio?

Fasano: Sono particolarmente attratto dal mercato fatto dal Cosenza, che mi sembra abbia cambiato strategia per provare a mantenere la categoria. Rispetto al passato, la società di Guarascio si è mossa sul mercato in modo propositivo, fornendo a Caserta una rosa ricca di soluzioni sin dall’inizio della stagione.

In avanti è tornato Tutino, si è aggiunto Mazzocchi e a breve si aggregherà al gruppo lo svincolato Di Carmine per completare un reparto di tutto rispetto per puntare ad una salvezza meno agonica rispetto alle più recenti. Al momento è ancora in rosa Aldo Florenzi, il talento più cristallino a disposizione di Caserta, a cui si aggiungerà un altro talento offensivo interessante come Mateusz Praszelik. Restando in tema giovani, dall’Inter è arrivato in prestito il difensore Fontanarosa, mentre dall’Atalanta il centrocampista Zuccon, altri due profili da attenzionare. 

Losito: Ad Ascoli qualcuno è andato in giro per i campi di Serie C (soprattutto quelli meridionali) nella scorsa stagione. Colgo questo spazio per fare i complimenti al direttore sportivo Pierluigi Valentini, che ha condotto un mercato magistrale pescando dalla terza serie italiana: calciatori come Barosi, Haveri (in prestito dal Toro), Kraja, Manzari e D'Uffizi rappresentano alcuni tra i ragazzi più interessanti che si sono messi in luce nell'ultima annata. Se a loro si aggiungono i prestiti di Giovane (calciatore fortemente sottovalutato) e Pablo Rodriguez, uniti alle conferme di Botteghin, Caligara e Forte, credo che i marchigiani possano farci divertire in questa stagione. A dirigere l'orchestra mister William Viali, il quale, dopo una lunga gavetta in C, si è fatto le ossa in B nel vespaio Cosenza nella scorsa stagione ed è pronto a fare uno step in più. Non sarà gloria, ma quantomeno un po' di sano divertimento.

Nicita: Senza pensarci due volte dico Modena. I canarini, per quanto mi riguarda, hanno fatto il calciomercato più intelligente dell’intera serie cadetta. Già l’anno scorso hanno dato parecchio filo da torcere anche alle compagini più attrezzate, potendo vantare in rosa giocatori di comprovata esperienza come ad esempio Falcinelli, Tremolada e Diaw e giovani interessanti come Bonfanti e Cittadini. Quest’anno ai gialloblù si uniranno anche Palumbo, Cotali, Zaro e Strizzolo (a titolo definitivo). Tutti nomi già rodati per la serie cadetta e grandi protagonisti dello scorso campionato. Il pirotecnico 4-3 contro il Genoa ci ha lasciato già intravedere qualcosa. 

Focus sulle neopromosse. Detto del Lecco, come approcciano la seconda serie Catanzaro, Feralpisalò e Reggiana? Quale delle neopromosse si piazzerà meglio?

Fasano: Ho seguito maggiormente il Catanzaro e ritengo sia per distacco la più attrezzata tra le neopromosse. Oltre ad aver confermato i protagonisti della trionfale promozione, la società ha messo a disposizione di Vivarini diversi innesti che possono ben integrarsi nel sistema di gioco ormai collaudato. D’Andrea, ad esempio, potrebbe essere una soluzione interessante, sia come seconda punta sgusciante che come trequartista in un ipotetico 3-4-1-2. Allo stesso modo, Alfredo Donnarumma potrebbe formare con Iemmello un tandem potenzialmente micidiale. Ma la mossa che ho apprezzato maggiormente è stata la conferma di Andrea Ghion in cabina di regia, ripreso in prestito dal Sassuolo dopo una stagione, quella appena trascorsa, da miglior vertice basso della Serie C.

Delle altre due, limitandomi a giudicare la guida tecnica, preferisco la Feralpisalò, perché reputo Vecchi un allenatore preparato e meritevole di una chance in Serie B. 

Losito: Credo che il Catanzaro otterrà il miglior piazzamento, sistemandosi a metà classifica, mentre Reggiana e Feralpisalò viaggeranno costantemente in bassa classifica. La squadra allenata da Vivarini ha già mostrato di che pasta è fatta nella partita di Coppa Italia a Udine, dove ha tenuto testa per un'ora all'Udinese con coraggio, idee (Fulignati portiere-regista funziona benissimo già da un anno) e una buonissima condizione atletica. Credo che la squadra già rodata della scorsa stagione potrà solo migliorare con gli innesti di Donnarumma, D'Andrea, Krastev e Oliveri. Vivarini ha sperimentato un passaggio al 4-2-3-1 in estate, ma credo che l'abito del 3-4-1-2 sarà quello utilizzato in pianta stabile dai giallorossi.

Non mi convince il passaggio della Reggiana dal 3-5-2 di Diana (che meriterebbe una panchina di B da anni) al rombo di Nesta: il campione del mondo 2006 non ha avuto esperienze da allenatore sfavillanti, ma Goretti, che l'ha già avuto come allenatore a Perugia, l'ha scelto per una successione pesante. Gli emiliani schiereranno una formazione decisamente rinnovata, con un'infornata di giovani da tenere d'occhio. La presenza di uno di loro, però, è un campanello d'allarme negativo per il calcio italiano (e mi fermo qui per non incappare in polemiche deleterie, ma è chiaro il riferimento).

Per quanto ho potuto vedere della Feralpisalò, infine, non è una squadra che mi fa impazzire. Ha coraggiosamente confermato il blocco della scorsa stagione, limitando le spese del monte ingaggi a 12 milioni di euro. Se riusciranno a fare un campionato dignitoso, non potrò che applaudire la gestione del direttore sportivo più giovane d'Italia, Andrea Ferretti, classe 1996.

Nicita: Ho seguito poco, onestamente, queste compagini in Serie C. Per una questione territoriale, ho seguito più il Catanzaro che ha letteralmente stravolto il suo girone. Al momento credo sia anche la compagine che farà meglio, tra le neopromosse, in Serie B. Feralpisalò e Reggiana credo anch’io che lotteranno dall’inizio alla fine per non retrocedere. 

Giocatori del Catanzaro festeggiano la promozione in Serie B.
(Foto: US Catanzaro)
Momento pronostici assortiti. Chi sarà il capocannoniere della B? Chi il miglior assistman? Chi sarà promosso in Serie A? Chi retrocederà in Serie C?

Fasano: Joel Pohjanpalo capocannoniere; Antonio Palumbo assistman; promosse Spezia, Sampdoria, Parma; retrocesse Lecco, Brescia, Reggiana e Sudtirol.

Losito: Matteo Brunori capocannoniere; Jari Vandeputte assistman; promosse Sampdoria, Palermo, Parma; retrocesse Ternana, Feralpisalò, Brescia, Lecco.

Nicita: Matteo Brunori capocannoniere; Anthony Partipilo assistman; promosse Spezia, Palermo; Parma; retrocesse Cittadella, Ternana, Feralpisalò e Lecco.

Domanda a piacere: un'osservazione qualsiasi sulla Serie B.

Losito: Metto le mani avanti citando Ciro Polito, un uomo sinonimo di Serie B sia da calciatore che da dirigente. Dice Polito che la Serie B è come se tutti avessero una bomba in mano e non sai a chi scoppia. In sostanza, un campionato a dir poco imprevedibile, divertente ma anche pericoloso per chi ne è coinvolto emotivamente. Il consiglio è quello di prendere i pronostici cum grano salis e, ove siate imparziali, divertirvi e godervi questo campionato, che anno dopo anno diventa sempre più professionalizzato. Buona Serie B a tutti.

Nicita: La Serie B, anche quest’anno, si confermerà un campionato aperto a tutti i risultati e scenari. È proprio questo il bello della serie cadetta: non esistono gerarchie predefinite. Il suggerimento che posso dare è di non guardare la Serie B con gli stessi occhi della Serie A: non ci si può aspettare, per ovvi motivi, lo stesso tasso tecnico (anche se in alcuni casi ci sono delle piacevoli sorprese). Bisogna secondo me soffermarsi sui progetti delle varie squadre, che anno dopo anno mettono dei tasselli per portare la squadra nella massima serie. C’è poi un altro vantaggio: la possibilità di godersi giovani prospetti delle big che vengono trasferiti temporaneamente alle squadre della serie cadetta per farsi le ossa. L’imprevedibilità è il miglior alleato della serie B. 


  • Pugliese, classe ‘98. Seguo qualsiasi sport e ne scrivo il più possibile.

  • Nato ad Andria nel 2001. Studente di economia e management con una smodata passione per i quiz, l'animo di Jimmy McGill e la figurina di Edin Dzeko nel portafoglio.

  • Classe 1996. È ancora convinto che Chinaglia non può passare al Frosinone. Gli piace l'odore delle case dei vecchi. Considera il 4-3-3 simbolo della perfezione estetica.

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