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Salma Paralluelo esulta dopo aver portato la Spagna in vantaggio contro la Svezia
, 15 Agosto 2023

Considerazioni sparse post Spagna-Svezia (2-1)


La Spagna è la prima finalista del Mondiale femminile di calcio.

- Spagna-Svezia è la sfida tra la grande tradizione scandinava del calcio femminile e la nuova, quella cresciuta negli ultimi anni grazie alla spinta e agli investimenti delle più prestigiose scuole calcistiche maschili del mondo: la Spagna appartiene a questa seconda categoria insieme pure a Germania, Francia e Inghilterra. Non a caso, due semifinaliste su quattro appartengono a questa new wave;

- Date queste premesse, non c'è da stupirsi che Spagna e Svezia esprimano sul campo due scuole di pensiero tecnico e tattico opposte. Da un lato la Spagna col suo gioco posizionale, fatto di palla a terra, combinazioni rapide nello stretto, controllo del possesso e ricerca del dominio territoriale. Il tutto fondato sulla coltivazione della maggior qualità tecnica possibile. Dall'altro la Svezia con le sue armi brutali e primitive che pure diverse vittime prestigiose hanno mietuto in questo torneo: la superiorità fisica, il "controllo dei cieli" su ogni pallone che si alza, il congestionamento degli spazi, ma anche la qualità per le verticalizzazioni dietro la difesa che possano sfruttare gli spazi concessi dalle avversarie. E di spazi dietro l'ultima linea le Furie Rosse ne concedono, visto il loro stile di gioco basato su un baricentro altissimo: da un punto di vista tattico la prima semifinale mondiale aveva molti punti di interesse;

- Nonostante il ranking FIFA (Spagna al 6° posto, Svezia al 3°), non stupisce così tanto che alla fine abbia vinto la Spagna per 2-1. La Svezia, per quanto forse troppo sottovalutata, alla vigilia del Mondiale non sembrava all'altezza delle altre favorite, soprattutto per lacune tecniche. Lo era invece la Spagna, che così rapidamente ha scalato coi suoi club e la sua Nazionale le gerarchie del calcio femminile. A lasciare sorpresi forse è il come la Spagna ha beffato nel finale le svedesi. I gol sono arrivati tutti negli ultimi minuti: Salma subentra al posto di un'ancora spenta Putellas, lontana dai fasti del pallone d'oro, e porta in vantaggio le iberiche solo per vedere poi Blomqvist, lasciata colpevolmente libera in area, pareggiare i conti appena pochi minuti dopo. Passa un solo giro di orologio e Carmona all'89' segna il gol partita sugli sviluppi di un calcio d'angolo, con un gran tiro dal vertice dell'area che tocca la parte interna della traversa prima di insaccarsi. I corner che hanno fatto le fortune della Svezia lungo tutto il torneo tradiscono le scandinave proprio nel finale. Nemmeno la portiera Musovic, eroina di ottavi e quarti, ha potuto evitare che il pallone entrasse;

- La Svezia, eliminando gli Stati Uniti ai rigori con una psicodrammatica consulenza del VAR all'ultimo tiro, aveva in un certo senso "ucciso la madre". Il movimento statunitense, dopo anni di vittorie e dominio sul calcio femminile internazionale era stata scippata del testimone. Quasi da subito si era visto come la USWNT non fosse più quella del passato, proprio mentre le altre rivali cominciavano ad alzare il livello. Figurativamente, la Spagna ha fatto lo stesso contro la Svezia, prima storica vincitrice dell'Europeo: un matricidio che conferma che nel vecchio continente le gerarchie del calcio femminile sono ormai cambiate, forse in maniera irreversibile;

- Due parole sulla giovanissima Salma Paralluelo, classe 2003 che fino a un anno fa praticava atletica leggera da semiprofessionista a livello nazionale mentre sguazzava nella cadetteria spagnola del calcio con il Villarreal. Ora arriva da un double Liga-Champions League (se la ricorderanno i romanisti all'Olimpico) e si appresta a disputare una finale mondiale. Finale per il raggiungimento della quale è stata fondamentale: sempre da subentrata ha deciso il quarto di finale contro i temibili Paesi Bassi e sbloccato questa semifinale con la Svezia. Già ad oggi si parla di una giocatrice dai mezzi atletici e tecnici notevoli, dai margini di crescita ampissimi e con una notevole capacità di incidere e decidere partite a dir poco pesanti. Compirà 20 anni a novembre. In bocca al lupo per tutto, ci vediamo domenica a Sidney.


  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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