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Foto di Casper Ruud e Ryan Gosling. Copertina tennis.
, 11 Agosto 2023

Sei tennisti in cerca di attore


Casomai girassero un film su di loro.

Se siete qui è probabile che siate appassionati di tennis. O che siate appassionati di cinema. Oppure che abbiate orecchiato il tono pirandelliano del titolo (poco originale, lo riconosco) e siate stati colti dall’irrefrenabile pungolo di scoprire queste annunciate convergenze tra lo sport del diavolo e la settima arte.

Anche se per chi vi scrive ogni pretesto è buono per dibattere di rovesci lungolinea, piani sequenza, 16:9 e dritti in cross, il mio poco credito residuo dopo quest’incipit affabulatorio non può impedirmi di rivelare che il vero cuore pulsante del pezzo è in realtà la contiguità estetica, la vicinanza di tratti, l’aria di famiglia, la coppia Ribery-La Russa, il “mi ricorda vagamente qualcuno”, “hai gli occhi di tua madre”, “non me somiglia pe' niente”.

Insomma, la somiglianza: un settore infinitesimo della vita che ho arbitrariamente individuato quale ambito di elezione del mio superpotere inutile (vogliamo chiamarla fissazione?). C’è chi riesce a ripetere istantaneamente qualsiasi parola al contrario come se la stesse leggendo allo specchio, chi ricorda a memoria tutta l’Eneide (in latino) e chi si diletta a scoprire somiglianze di cui altri nemmeno si preoccupano.

In ogni caso, bando alle ciance. Dovendo darmi un criterio di massima per orientarmi nel mare magnum delle possibili analogie estetiche, ho deciso di limitare la ricerca al solo circuito ATP. Ma dato che come avrete capito la somiglianza è una cosa seria, ho evitato come la peste l’eco degli articoli sui “migliori sosia di tennisti famosi” (ormai appannaggio di una ChatGPT qualsiasi), stabilendo di muovere dalla domanda fatidica se facessero un film su di lui, quale attore potrebbe interpretarlo?, e poi di rispondere selezionando le sei migliori coppie tennista-attore che conosco (sì, se ve lo state chiedendo, sei è un numero a caso).

Ho scartato a priori e anzi usato come punto di riferimento ineguagliato il duo Colin Farrell-Andre Agassi, che a differenza di tutti quelli che troverete di seguito è stato davvero a un passo dal concretizzarsi – sarebbe successo in caso di trasposizione cinematografica del bestseller Open, film per anni nell’aria ma mai realizzato (e, auspichiamo, destinato a non esserlo mai, visto che la scelta di un qualsiasi altro attore protagonista sarebbe solo un modesto palliativo).

Ogni coppia l'ho scelta valutando i seguenti parametri:

  • somiglianza complessiva: è il presupposto fondamentale, risponde alla domanda: quanto sono simili? Per fare un esempio, Rafael Nadal e Jude Law, no; tutti quelli scelti nella sestina, sì;
  • compatibilità attore/ruolo: ok, poniamo il caso che l’attore ci sia: ma la cosa è fattibile? Sarebbe in grado di interpretare al meglio un tennista? ecc. ecc.
  • appetibilità commerciale: l’attore è pronto, diciamo pure che sul campo se la cavicchia: lo vendiamo o no? C’è qualche pazzo che ce lo produrrebbe?

Timothée Chalamet - Lorenzo Musetti

Somiglianza complessiva: 7.5
Compatibilità attore/ruolo: 6
Appetibilità commerciale: 8

Anche se l’aria efebica e un’apparente repulsione alla barba non sono punti a suo favore, il nome buono se si cerca l’attore più adatto a calarsi nei panni di Lorenzo Musetti a è quello di Timothée Chalamet, next big thing di Hollywood. Del resto, eleganza chiama eleganza: l’ormai nuovo attore feticcio di Luca Guadagnino, che lo lanciò in Call Me by Your Name prima di offrirgli il ruolo di protagonista anche del recente Bones and All, spopola sui red carpet internazionali e sarebbe la scelta ideale per portare sul grande schermo uno dei giocatori più fascinosi del circuito, il cui tennis spontaneo e rarefatto sembra un infinito susseguirsi di ricami.

È vero, sul piano della pura corrispondenza dei lineamenti esistono di certo coppie più affiatate. E ammettiamo pure senza problemi che il sempre pallido Chalamet, 1.78 di altezza per meno di 70 kg, a 27 anni suonati scelto ancora per ruoli ai confini della preadolescenza, faticherebbe forse più del dovuto a restituire in modo credibile la prestanza di un professionista di 1.85, peraltro dotato di un’abbronzatura a quanto pare perpetua. Eppure Musetti non è Reilly Opelka (il primo tennista più sideralmente lontano da Chalamet che mi venga in mente), ed è risaputo che sul set non c’è nulla che non si possa risolvere con il caro vecchio trucco e parrucco e una spolveratina di CGI.

Se poi si considera che il prossimo film di Guadagnino è uno stuzzicante dramedy che in teoria dovrebbe avere il tennis al centro, la prospettiva di un raffinato biopic sul proprietario del rovescio a una mano più bello del tour interpretato dal proprietario del Tennis Court Estate di Beverly Hills appare decisamente meno improbabile.

Liam Hemsworth - Karen Khachanov

Somiglianza complessiva: 9.5
Compatibilità attore/ruolo: 8
Appetibilità commerciale: 4

La somiglianza tra Liam Hemsworth e Karen Khachanov non solo è facile da intuire giustapponendo due loro foto qualsiasi (meglio se con la barba), ma è anche trend di tutto rispetto nell’Internet: la ricerca “Liam Hemsworth Karen Khachanov” produce su Google quasi 15.000 risultati, articoli fatti con lo stampino sul “sosia tennistico” dell’attore statunitense spuntano come funghi e le immagini che li mettono a confronto letteralmente si sprecano.

La somiglianza tra i due è stata così pubblicizzata da arrivare alle orecchie dello stesso Khachanov (immaginiamocelo trasformarsi nel meme di Di Caprio che indica se stesso alla tv mentre si sta sparando sul divano la maratona di Hunger Games), il quale si è prodotto anche con una certa serietà in un’imitazione a tutto tondo dell’attore, ivi compreso un accento americano francamente rivedibile.

Siamo certi che a parti invertite il buon Liam saprebbe fare di meglio, complice una fisicità compatibile con eventuali scene sul rettangolo di gioco nonostante i quasi 10 cm di altezza in meno rispetto al big server russo – il problema, semmai, sarebbe a monte: non ce ne voglia il simpatico moscovita, capace di ergersi a suo tempo fino all’ottava posizione del ranking, ma a meno che non abbia in famiglia registi e/o produttori molto creativi e altrettanto incoscienti, è difficile immaginare che qualcuno sano di mente possa mettersi in testa di girare un film sulla sua vita.

Andrew Garfield - Andy Murray

Somiglianza complessiva: 8.5
Compatibilità attore/ruolo: 7
Appetibilità commerciale: 8.5

Questa coppia propone diverse chicche e si candida prepotentemente tra i top della gamma. Tanto per cominciare, la contiguità di lineamenti tra Andrew Garfield e Andy Murray è, in una parola, inattaccabile. La somiglianza tra i due è così palese da aver prodotto miriadi di immagini split-screen che li mettono a paragone – di solito foto che li colgono nel tentativo di abbozzare un sorriso più o meno finto che ha l’effetto di renderli se possibile ancora più indistinguibili.

Il grado di sovrapposizione tra i due volti è tale che i due sembrano condividere persino il tipo, o meglio, la fase particolare di stempiatura. Come se non bastasse, la loro somiglianza non si limita all’estetica: entrambi sono britannici, entrambi si chiamano Andrew, entrambi sono nati negli anni ‘80, anche se, davvero sorprendentemente, Garfield è più vecchio di 4 anni di Murray pur dimostrandone circa 15 in meno.

È evidente, insomma, che gli ingredienti ci siano tutti. Qualche artificio registico potrà compensare la differenza di altezza tra i due e reiterati esercizi di immedesimazione permetteranno a Andrew (Garfield) di simulare alla perfezione la più che riconoscibile andatura da anca in carbonio di Andrew (Murray). Quanto al film, l’eccezionale carriera dello scozzese si presterebbe più che mai a un biopic hollywoodiano ad alto budget, magari diretto da Ridley Scott, tutto giocato sullo sforzo sovrumano profuso da Sir Andy per vincere Slam e diventare numero uno del mondo nell’epoca d’oro che ha visto sfidarsi in contemporanea i tre tennisti più vincenti della storia.

Dylan Baker - Stefan Edberg

Somiglianza complessiva: 7
Compatibilità attore/ruolo: 8
Appetibilità commerciale: 5

La quota vintage della sestina ci riporta sui prati di Wimbledon, da Stefan Edberg che all’All England Club ha vinto due volte (1988 e 1990) e che durante l'ultima edizione faceva bella mostra di sé nel Royal Box del Centre Court, elegante nel suo completo con inserti verdi e viola quasi come quando, in campo, si coordinava per organizzare quel rovescio che Gianni Clerici aveva definito “angelico”.

Dylan Baker, che con lo svedese prodigio della rete condivide esclusivamente una certa “aria di famiglia” dovuta soprattutto alla medesima combinazione fronte alta-occhi chiari-naso educato, non è quello che si definirebbe un attore mainstream. Mestierante di lungo corso, ha alternato particine in film di cassetta anni ‘90/‘00 (è il professore di Peter Parker in Spider-Man 2 di Sam Raimi) a ruoli di spicco in pellicole indipendenti come l’urticante Happiness, in cui recita nei panni di un insospettabile padre di famiglia che coltiva e reprime e coltiva imperdonabili pulsioni da pedofilo.

Il suo storico non è esattamente confortante nell’ottica di un film dedicato al tennista svedese: meglio immaginarselo allora, data anche l’età, alle prese con l’interpretazione di un Edberg ormai lontano dai campi, ritiratosi a vita privata tra le betulle della sua tenuta per vendere legname all’industria della carta. Un film intimista e nostalgico, sospeso tra il ricordo dei grandi trionfi e la semplicità a suo modo opprimente di un’esistenza lontana dai palcoscenici di un tempo. Un film presentato al Sundance e distribuito da Lucky Red, che, contro ogni pronostico, varcherà gli angusti confini del circuito indipendente regalando a Baker il meritato Oscar come miglior attore protagonista. Sì, tipo.

Lucas Hedges - Jannik Sinner

Somiglianza complessiva: 7.5 (col cappellino di lana 8)
Compatibilità attore/ruolo: 8
Appetibilità commerciale: 8

No, non è (solo) perché sono rossi. Quella tra Lucas Hedges e Jannik Sinner è una di quelle somiglianze di cui un nerd dell'argomento andrebbe particolarmente fiero, perché c’è ma non si annuncia di certo con l’evidenziatore a punta grossa: insomma, è una di quelle che richiedono una certa dose di intuizione o sguardo clinico, una somiglianza che l’individuo medio valuterebbe per qualche secondo con la testa un po’ inclinata per poi uscirsene con un “Mah sì dai, per il capello ci sta, ma per il resto no".

Eppure qualcosa della forma del viso, degli occhi, in alcuni casi persino dell’espressione (meglio ancora se si scende un po’ con l’età e si limita la ricerca a qualunque foto di Hedges dotato di copricapo) accomuna il poco noto ma bravissimo interprete di Lady Bird e Tre manifesti a Ebbing, Missouri e il tennista più involontariamente divisivo del panorama mondiale, il cui potenziale accecante ma non ancora del tutto svelato sta spingendo molti ad aumentare le aspettative su di lui.

Così, tra un’avvitatina e l’altra ai bulloni del carro di Sinner mi permetto di dire sottovoce che, quando si girerà un film sulle res gestae dell’ex sciatore di San Candido (magari tra una ventina d’anni), il suo “look-a-like” statunitense dovrebbe essere il primo e unico nome sul taccuino del regista. E poi, volete mettere i ragazzini del 2040 che avranno come loro personale Borg vs McEnroe il kolossal Alcaraz vs. Sinner? A proposito: qualche idea su chi potrebbe fare la parte del tennista iberico?

Ryan Gosling - Casper Ruud

Somiglianza complessiva: 6.5 (se ridono 7)
Compatibilità attore/ruolo: 7.5
Appetibilità commerciale (aka ma Netflix lo produrrebbe?): 6.5

Ammettiamo pure serenamente che in pochi, tolti i norvegesi e lo zoccolo duro degli appassionati, fanno i salti di gioia all’idea di guardare una partita intera di Casper Ruud, forse il tennista più simpaticamente anodino (è un ossimoro?) di tutto il circuito. Figuriamoci se qualcuno sborserebbe dei soldi per vedere un film sulla sua carriera di solidissimo professionista a cui manca sempre un centesimo per fare un euro (anche se tre finali Slam non sono proprio noccioline).

Eppure, sarà che Ryan Gosling compenserebbe ampiamente in termini di personalità e potere attrattivo; sarà che persino Novak Djokovic vorrebbe lui per interpretare il suo ruolo in un film (un endorsement mica da poco); sarà che Ryan e Casper, non proprio due gocce d’acqua, condividono comunque una certa remota aria di famiglia (a quanto pare non imperscrutabile, se a Ruud stesso è arrivata questa voce: lui, spietatamente, l’ha demolita facendo spallucce): io due spicci su una bella produzione scandinava sulle imprese sportive del buon Casper, che a parte gli scherzi è un signor giocatore, ce li metterei anche.

Che poi, se Ryan Gosling è riuscito a dare spessore umano letteralmente ad una bambola (leggi: Ken, in Barbie di Greta Gerwig), sarebbe un gioco da ragazzi tirare qualche drittaccio arrotato e sporcarsi i calzettoni con la cara vecchia terra battuta?


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