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Martin Odegaard e Mikel Arteta dell'Arsenal festeggiano con il Community Shield in mano.

Tra Manchester City e Arsenal non è ancora finita


La finale del Community Shield ce lo ha ricordato di nuovo.

Il Community Shield è la partita che segna il ritorno della stagione calcistica europea, il primo match che vale qualcosa dopo la giostra internazionale di amichevoli estive. La vittoria del Manchester City sia in Premier League che in FA Cup ha permesso di regalare all’ormai impaziente pubblico calcistico subito la sfida che dovrebbe segnare la Premier League quest’anno, qualificando l’Arsenal in virtù del secondo posto dietro ai Citizens e rendendo il duello Guardiola-Arteta quello che il duello Guardiola-Klopp è stato negli anni precedenti.

L’ultima volta che l’Arsenal e il Manchester City si erano affrontati nel Community Shield era l'estate del 2014: a guidare i Gunners c'era Wenger in panchina e Mikel Arteta era in campo davanti alla difesa. Era stato propio l'attuale allenatore dell'Arsenal a sollevare il trofeo allora, dopo un 3-0 sul Manchester City di Manuel Pellegrini. I nomi dei marcatori di quella finale - Aaron Ramsey, Santi Cazorla e Olivier Giroud - ci rimandano a un tempo passato sia per l'Arsenal che per la Premier in generale, ancora in attesa di vedere il devastante impatto che avrebbero avuto Guardiola e il Manchester City negli anni successivi.

I temi che si potevano ricavare da questa partita non sono però pochi: per l'Arsenal era una piccola forma di rivincita dopo la scorsa Premier League, sfumata nel finale dopo un'altra rimonta folle del Manchester City e con un finale di stagione drammaticamente complicato dagli infortuni di Saliba e Tomiyasu. Al tempo stesso era la prima uscita ufficiale per i tre nuovi acquisti dei Gunners: Declan Rice, Jurrien Timber e Kai Havertz, che attualmente costituiscono ancora il mercato più dispendioso di quest'estate in Europa. Arteta li ha schierati tutti dal primo minuto, complici anche le assenze per infortunio di Gabriel Jesus e Zinchenko.

I nuovi acquisti dell’Arsenal hanno giocato in posizioni che non immaginavamo originariamente. Havertz nelle amichevoli era stato schierato come mezz’ala sinistra, pur con grande libertà di movimento nel sistema di rotazioni continue di Arteta, ma in questa partita è stato subito scelto come primo sostituto di Gabriel Jesus - sollevando qualche sopracciglio per l'assenza dell'uomo mercato Balogun, infortunatosi però a sua volta - con Saka e Martinelli ai lati. Rice ha quindi preso lo slot lasciato dallo stesso Havertz a centrocampo, partendo come mezzala sinistra al lato di Thomas Partey. Anche Timber, arrivato come potenziale cambio come centrale o terzino a destra, ha iniziato in un ruolo non suo, agendo da falso terzino sul lato sinistro in modo simile a quanto fatto occasionalmente da Takehiro Tomiyasu nella scorsa stagione e mandando in panchina anche un quarto di difesa più classico come Kieran Tierney, ormai sempre più fuori dal progetto Arsenal.

Anche Guardiola però ha qualche novità da provare: dopo aver perso il capitano Gündoğan in estate, il suo erede, Mateo Kovacic, è partito subito da titolare come mezzala sinistra al fianco di un gigantesco Rodri. I due assenti principali nel Manchester City erano però Nathan Aké, sostituito da Akanji sulla sinistra con Walker a destra in attesa di poter impiegare il nuovo arrivato Gvardiol, e Kevin De Bruyne, partito in panchina per le scorie dell'infortunio rimediato nella finale di Istanbul. Sorprendentemente, ma non troppo, il KDB role è finito nelle mani di Julian Alvarez, deputato quindi a muoversi alle spalle di Erling Haaland.

La partita nelle sue fasi iniziali ha preso il ritmo soprattutto del Manchester City, che ha imposto il proprio ritmo insistendo molto con l’ormai celebre giro palla direttamente dai piedi di Ortega, preferito a Ederson in porta. Nella prima mezz’ora l’Arsenal è sembrato in balia di un torello dei giocatori del City, con Rice, Odegaard e Thomas molto aggressivi nella marcatura di Rodri e Kovacic. Se quindi nei primi minuti l'inerzia della partita è stata tutta nelle mani del Manchester City, al tempo stesso le occasioni non sono arrivate mai veramente pulite, con Haaland schermato da una partita formidabile di William Saliba e con la scelta del doble pivote Rice-Thomas che ha pagato nel dare una buona copertura.

Grealish e Bernardo Silva sull’esterno hanno trovato la durezza degli avversari: nel primo tempo le uniche conclusioni pericolose il City le ha create con tiri da fuori effettuati da Rodri. Uno di questi addirittura da centrocampo, con un tiro improbabile che ha quasi sorpreso Ramsdale. Alla fine del primo tempo il City ha effettuato 297 passaggi contro i 183 dell’Arsenal, ma toccando la sfera in area avversaria solo 5 volte contro 13.

La squadra di Arteta, condizionata da qualche giallo frettoloso sventolato dall’arbitro, è riuscita a non incassare colpi e aspettare i momenti propizi per creare le occasioni più importanti creandole dalla corsia destra. White e Saka sono riusciti a trovare in due occasioni Havertz al limite dell’area piccola, ma l’attaccante si è fatto parare entrambe le ghiotte conclusioni da Ortega. Difficile dire se sia stato più bravo il portiere ex Arminia Bielefeld o poco cinico l’attaccante appena arrivato dal Chelsea.

I due errori sotto porta hanno macchiato una partita molto positiva del tedesco.

Il primo tempo ha inevitabilmente confermato la ruggine di entrambe le squadre ma l'Arsenal, forte di una preparazione iniziata prima, è sembrato poter prendere meglio il controllo della partita col passare dei minuti. Nel secondo tempo, però, il City ha effettivamente alzato il livello d'intensità: il pallone ha iniziato a circolare più rapidamente e Rodri e Kovacic si sono mostrati molto più aggressivi sugli avversari ma alla fine l'unica vera occasione arriva da un colpo di testa di Stones su un calcio d'angolo. Che Guardiola non avesse troppa intenzione di spremere i suoi si può forse intuire dal fatto che all'ora di gioco decide di togliere sia Haaland che Grealish, inserendo Phil Foden e il giovane Cole Palmer.

Proprio loro saranno i protagonisti del vantaggio del City al 76esimo minuto; quando la partita sembra morire sotto i colpi del caldo e della noia, Foden elude la pressione di Thomas con una finta di corpo e parte in verticale, guidando la transizione del City con i suoi compagni che lo seguono da entrambi i lati. Al limite dell'area Foden cerca di scaricare su Palmer; il suo passaggio è deviato da Saliba ma De Bruyne riesce a farlo arrivare a destinazione con un colpo di testa, dando a Palmer la possibilità di rientrare, aggiustarsi il pallone e calciare straordinariamente con il suo sinistro, segnando il primo gol della partita.

L’estate di Palmer non poteva continuare in maniera migliore dopo la vittoria all’Europeo Under-21 con la nazionale. Per l'ex giocatore dell'Academy del City questo sembra proprio il momento del salto definitivo in prima squadra, agevolato anche dalla cessione di Mahrez all'Al Ahli. A questo punto la partita sembra indirizzata e il City avrebbe potuto anche chiuderla se non avesse trovato Aaron Ramsdale sulla sua strada per il raddoppio.

Prima il portiere inglese respinge un tiro di Foden che gli stava passando sotto le gambe, lasciando il compagno di nazionale incredulo, e sul successivo angolo ha il riflesso di togliere dalla porta la fulminea incornata di Rodri sul primo palo. Miracoli che alla fine si riveleranno decisivi dato che ben oltre il novantesimo, a seguito di un angolo non gestito bene dal City, l'Arsenal trova un sorprendente pareggio grazie alla deviazione decisiva di Akanji su un tiro di Trossard entrato poco prima del gol di Palmer al posto di Martinelli.

Il gol manda quindi la partita ai rigori, dove la copertina se la prende ancora Ramsdale che para il rigore calciato da Rodri dopo che De Bruyne aveva quasi rotto la traversa con il primo tiro del City, permettendo a Fabio Vieira di chiudere la pratica e far alzare il primo titolo stagionale ai Gunners. Ramsdale dopo 75 minuti da spettatore diventa quindi l’eroe del giorno, in una settimana dove già aveva fatto parlare.

Erano stati giorni particolari, scanditi dalle reazioni alla sua intervista a The Player’s Tribune in cui raccontava dell’aborto spontaneo avuto dalla moglie e gli insulti omofobi rivolti a suo fratello, ma anche dalla scelta dell'Arsenal di investire sul portiere del Brentford, David Raya, per dargli più competizione interna. Insomma Ramsdale sembrava in discussione e ha risposto alla grande, sia nel finale di gara che durante la lotteria dei rigori. La sua qualità e il suo carattere sono venuti fuori definitivamente.

L’Arsenal continua a crescere

Un paio di premesse: è la prima partita dell’anno e per questo le sentenze valgono molto poco; inoltre, il City ha cominciato la preparazione due settimane dopo i Gunners, ma l’Arsenal può guardare con coraggio a questa partita, aldilà del trofeo alzato. Lo scorso anno la cosa in cui era mancato era resistere al Manchester City negli scontri diretti, scoraggiandosi con il passare dei minuti durante quelle gare. Come se non fosse ancora pronto alla pressione di giocare per il titolo e lo sforzo di energie che richiede stare al passo della squadra di Guardiola in campionato.

L’ambiziosa campagna acquisti, con tanto di asta vinta proprio contro il City per portare il talento di Rice nel nord di Londra, ha alzato l’asticella delle ambizioni e delle aspettative. E da quello che si è visto in questo Community Shield la squadra ha reagito positivamente, sia mentalmente che tecnicamente. Non si è fatta affossare, ha trovato coraggio appena ha capito come far male alla difesa avversaria e ora ha delle armi in più. Il talento difensivo di Rice può solo migliorare e permette ad alcuni giocatori di essere più propositivi. Un esempio lo possiamo trovare in Timber, che pur giocando fuori posizione ha mostrata sostanza, mettendo in mostra la sua qualità nei passaggi e la spinta per sovrapporsi nel mezzo spazio o in fascia. In varie occasioni era una buona opzione in avanti, sia largo a sinistra che più accentrato.

Havertz ha pagato gli errori sotto porta, ma quando l’Arsenal ha faticato a superare il pressing si è rivelato un opzione sui lanci lunghi di Ramsdale e White, vincendo duelli con Stones e Dias e facendo salire la squadra. E inoltre c’è da toccare il discorso Saliba: il suo ritorno oggi ha già fatto capire quanto sia mancato nella fase chiave della stagione ad Arteta. La solidità, con e senza palla, che mette in campo sono in grado di far la differenza. Certo, questo è ancora calcio d’agosto, ma da questo esordio stagionale sembra che Arteta e la squadra stiano andando nella direzione giusta per contendere in maniera più efficace il titolo al Manchester City.

Vedremo un Manchester City migliore

Guardiola ha ruotato i giocatori offensivi dopo un’ora, trovando dalla panchina la linfa che serviva per ribaltare la partita visto che sia Palmer che Foden sono stati protagonisti nel rompere la partita. Il discorso più interessante lo ha portato Akanji. La deviazione cruciale sul gol di Trossard ne fa il protagonista in negativo della partita, dopo che aveva faticato tanto a contenere Saka a sinistra. Il difensore svizzero fatica molto giocando sul piede debole, ma in questo senso la soluzione è arrivata qualche ora prima della partita, con l’acquisto per 100 milioni di euro di Josko Gvardiol dal RB Lipsia.

Il giovanissimo difensore croato è un profilo decisamente più intrigante per quella zona di campo, sia perché già molto esperto a livello internazionale che per la qualità ulteriore che può dare nella rete dei passaggi del City, spesso molto dipendente dalla presenza di Aké sulla sinistra, senza tralasciare le letture difensive di alto livello che ha già messo in mostra.

Proprio la capacità di tenere il pallone è stata la cosa che è più emersa dalla partita di questo City che sta affrontando un piccolo cambio generazionale, con Walker e Gundogan che ha già salutato. La presenza di Kovacic dà un opzione ulteriore in uscita, potendo alternarsi con Rodri per ricevere i palloni dalla difesa e permettendo ai terzini di giocare più alti. La flessibilità e le false posizioni non sono una novità in una squadra di Guardiola, e la coppia Kovacic-Rodri potrebbe dare ulteriore autorià alla manovra tanto paziente quanto asfissiante del City.

Quando il City tornerà in forma sarà sicuramente più lucido nell’ultimo terzo di campo rispetto a questa partita, in cui il trio Bernardo-Grealish-Haaland è sembrato ancora fuori giri. Negli ultimi 10 anni solo il Manchester City nel 2018 ha vinto il Community Shield e poi alla fine il campionato. L’Arsenal, ciononostante, sembra aver ridotto il gap e potrebbe ancora giocarsela fino alla fine. Ma, alla fine, è solo calcio d'agosto.


  • Classe ’91, è nato a Milano e cresciuto a Torino. È il tipo di persona affascinato da tante cose culturali, forse troppe e guarda caso non sa mai scegliere la preferita. Ama sparire e riapparire tra le luci stroboscopiche e i suoni elettronici dei club. Si crogiola nel ridere e far ridere agli spettacoli di stand up, e resta sempre sorpreso dell’emozione che può regalare un uomo che calcia un pallone. Scrive di sport su Ultimo Uomo, Sportellate e qua e là. Conduce un podcast sul calcio inglese, Britannia. Scrive anche di musica, cinema e tanto altro. Collabora con Seeyousound International Film Festival.

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