
Qual è il miglior sostituto di Kim?
I nomi più chiacchierati ma anche qualche soluzione alternativa.
Un anno fa, di questi tempi, i tifosi del Napoli – sul piede di guerra col presidente De Laurentiis – accoglievano con parecchia frustrazione l’arrivo dal Fenerbahçe del centrale difensivo sudcoreano Kim Min-Jae, pupillo di Giuntoli ed espressa richiesta dell’allora allenatore Luciano Spalletti come rinforzo primario del reparto difensivo, orfano del leader Kalidou Koulibaly, appena unitosi al Chelsea. Dubbi che nei successivi mesi saranno spazzati via da una forza sovrannaturale. Nessuno avrebbe mai immaginato che dietro quel timido sorriso e lo sguardo smarrito si nascondesse lo spirito e la forza degno degli Hwarang, un’investitura nobiliare per giovani preparati all’arte della guerra dopo un intenso percorso spirituale, fisico e mentale. Anche se, alla fine, potevamo intuire qualcosa da quel soprannome, "Il mostro", che gli era stato dato qualche anno fa.
Il coro “Kim, Kim, Kim” – ridondante come il colpo sordo di un martello – avrebbe accompagnato la cavalcata del Napoli verso lo scudetto e l’affermazione del coreano in campo nazionale e internazionale come uno dei più brutali, quasi minacciosi, ma talentuosi interpreti dell’arte del difendere. Qualità che non sono passate inosservate agli occhi di un club come il Bayern Monaco, che non si è fatto il minimo problema a mettere i 60 milioni della clausola rescissoria per mettere Kim in mano a Thomas Tuchel, completando un reparto straordinario con altri due giganti come Upamecano e de Ligt.
Napoli e il Napoli si ritrovano quindi un anno dopo di nuovo con il posto vacante nella casella di centrale difensivo di sinistra. Sorprendentemente, Rudi Garcia non sembra essersi però posto il problema, facendo da pompiere dopo il pareggio in amichevole con la Spal.
«La cosa certa è che c’è una difensore da trovare. Come vedete per il momento nessuno è arrivato, non è una situazione semplice, ma in termini di mercato è molto difficile che le cose vadano facilmente. L’importante è che arrivi qualcuno, se non arriva nessuno tra poco, come ho già detto, ho tre difensori e nella mia squadra si gioca solo con due. Quindi va bene così»
Nei primi test amichevole è partito titolare Juan Jesus, fresco di rinnovo contrattuale. Il brasiliano avrebbe le qualità tecniche per favorire la circolazione del pallone ad alta intensità richiesta dall’allenatore ma non garantirebbe una continuità dal punto di vista fisico e mentale. Ecco perché diventa indispensabile per gli operatori di mercato Micheli e Mantovani e per il nuovo direttore sportivo Meluso tuffarsi nel mercato alla ricerca del profilo giusto che possa iniziare a trovare la giusta chimica con Amir Rrahmani in vista dell'inizio del nuovo campionato di Serie A fissato per il 19 di agosto. Per orientarci meglio nel possibile futuro della difesa del Napoli abbiamo deciso di individuare sei nomi – tre proposti dalla stampa e tre da noi – con cui il Napoli potrebbe sostituire ottimamente Kim.
I nomi della stampa
Kostantinos Mavropanos – Stoccarda
In pole per sostituire Kim, secondo gran parte della stampa, sembra esserci il greco Kostantinos Mavropanos. 25 anni, nazionale ellenico, di proprietà dello Stoccarda. Scoperto quattro anni fa al PAS Giannina, fu fortemente voluto all'Arsenal dal direttore sportivo Sven Mislintat. Il debutto ad Old Trafford contro il Manchester United rimarrà però l'unico vero momento da ricordare della sua esperienza a Londra. Dinos ha giocato quasi esclusivamente nella squadra Under 23 dei Gunners e poi in prestito a Norimberga, nella Zweite Bundesliga, prima di trovare stabilità allo Stoccarda, voluto ancora una volta da Mislintat. Per averlo scelto due volte in due squadre diverse, Mislintat deve sicuramente averci visto qualcosa di diverso: "È un talento eccezionale", dichiarerà l'ex direttore sportivo di BVB ed Arsenal durante il giorno della presentazione. "Mavropanos ha la forza ed il passo per diventare uno dei migliori difensori della Bundesliga, ai livello di Upamecano".
Fisicamente e per attitudine rappresenta la copia carbone del coreano. Gigantesco, irruento in fase di aggressione, con doti atletiche e aerobiche straordinarie – nel 2021/22 è entrato nella top 12 dei giocatori più veloci del campionato tedesco – e bravo nella circolazione del pallone, in cui si sa disimpegnare sia col destro che col sinistro. Un buon compromesso, essendo il prezzo del cartellino non altissimo per via del contratto in scadenza nel 2025 ed essendo Mavropanos un calciatore ancora giovane e con margini di miglioramento, soprattutto nella fase difensiva.
Max Kilman – Wolverhampton
Si sa, i napoletani sono scaramantici e da sempre le lettere sono state viste come dei veri e propri simboli magici. Nella fattispecie la lettera K rappresenterebbe un segno di continuità per una tifoseria che ha adorato Kim e Koulibaly e ascoltato per anni i racconti delle gesta di Ruud Krol, celebre elemento dell' Olanda e dell' Ajax di Cruyff, arrivato in Italia a fine carriera giusto in tempo per diventare colonna portante della formazione azzurra prima dell' avvento di Maradona. L'inglese Max Kilman – che non occuperebbe lo slot di extracomunitario in virtù del cambio normativo reso pubblico nei giorni passati dalla Federcalcio – è un idolo dei tifosi del Wolverhampton e in lizza per ricevere la fascia di capitano dopo gli addii di Coady e Neves. Il difensore londinese unisce sostanza ad una tecnica affinata durante la sua esperienza nel calcio a cinque. Con Bruno Lage prima e Julen Lopetegui poi è stato impiegato in tutti i ruoli della difesa. Mancino di piede, ha ricoperto anche il ruolo di braccetto di destra nella difesa a tre per contrastare le ali avversarie a piede invertito e per avere l' opportunità di sfruttare la precisione nei cambi di campo. Un anno fa, prima ancora che diventasse mainstream ed il suo talento balzasse agli occhi di tutti gli appassionati di Premier, lo avevamo indicato tra le sorprese del campionato. Attualmente i Wolves lo valutano circa 40 milioni di sterline ma non trattano da una posizione di forza. Il club, complice la crisi che ha colpito la proprietà cinese, ha un disperato bisogno di rientrare nei parametri del Financial Fair Play nonostante i quasi 100 milioni incassati dalle cessioni di diversi titolari – tra cui il già citato Neves – e dai mancati rinnovi di altri, come Moutinho, Adama Traorè e Diego Costa. Un aspetto, questo, che sul lungo termine potrebbe premiare il Napoli.
Kevin Danso - Lens
Non ascolto più tanta musica come una volta, specie quando sono da solo in auto. Sarà che sono cambiati i gusti, che a 30 anni non ho più voglia di sentir parlare di droga e pistole da quindicenni con i rosari al collo, ma sta di fatto che ho trovato nella radio una valida compagnia. Non sono però un fan delle radio di flusso, il mio guilty pleasure sono le radio locali napoletane: ore ed ore di microfono aperto, di sfoghi, premonizioni, teorie complottistiche. Mi ha particolarmente colpito l'intervento di un signore di mezz'età, uno dei pochi non allarmato dalla presunto stato comatoso in cui verserebbe il Napoli sul mercato: "Danso è già del Napoli. Mi è stato detto che è stato già preso. Ma l'avete visto su YouTube? Forte, è fortissimo". YouTube è uno strumento utile ma allo stesso ingannevole. Le compilation in particolare sono un prodotto demoniaco. Su Danso però non ce ne sono tante: "Season Highilghts 2022/23, Kevin Danso is a REAL MONSTER", "Kevin Danso defends perfectly in 2023" ed infine quella che mi è saltata immediatamente all' occhio: "Kevin Danso - Overpower defender".
Ho così vivisezionato il video per avere un'idea chiara della percezione che hanno i tifosi del Napoli del potenziale acquisto. Dopo neanche trenta secondi, compare una scheda anagrafica che presenta il difensore del Lens come un calciatore con "no significant weaknesses". Un minuto dopo, pressato dall'attaccante avversario, Danso spazza un pallone senza badare al sodo. Nell'azione successiva, pressato alle spalle, evita il primo avversario con un gioco di suola e il secondo con uno scavetto. A cavallo del terzo minuto, per trenta secondi si vedono solo precisissimi lanci lunghi verso il lato destro del campo. Al quinto minuto i poveri Ludovic Ajorque (ex Strasburgo) e Mafouta (attaccante dell'Amiens) raccolgono i cocci dopo i duelli corpo a corpo con il difensore austriaco. Al sesto è di nuovo pressato da due avversari, questa volta Chirivella e Moutoussamy del Nantes. Salta secco lo spagnolo con una finta di corpo, va in progressione e con un gioco di gambe manda a vuoto il capitano dei canarini che per poco non si scontra col compagno di reparto. Altri trenta secondi di lanci lunghi riusciti, poi tocca a Bamba Dieng e Guendouzi di assaggiare la forza bruta del 4 dei rosso-oro. Recupero in estensione sull'attaccante, finta di corpo sull'ex Arsenal e fallo subito per evitarne la ripartenza.
Scherzi a parte, Kevin Danso è stata una delle (ri)scoperte dello scorso campionato francese. Uno dei pilastri del Lens di Haise qualificatosi in Champions League con un velo di rammarico per non aver creduto fino in fondo alla lotta per il titolo. Non si sa se basterà un assegno a sette zeri per convincere la proprietà a privarsi di uno dei calciatori più importanti della rosa: pochi sono infatti i margini di trattativa essendo il contratto ancora lontano dalla scadenza.

Chi vedremmo bene noi
Zeno Debast - Anderlecht
Gli scout del Napoli hanno già dimostrato di avere affinità ed agganci col mercato belga. Zeno Debast dell'Anderlecht andrebbe quindi attenzionato e valutato seriamente come candidato alla sostituzione di Kim Min-Jae pur essendo un profilo totalmente diverso dal coreano. Ha debuttato nel grande calcio ancora minorenne, divenuto titolare inamovibile a 19 anni e coinvolto già con la nazionale maggiore prima che Roberto Martinez abdicasse. Oltre il metro e novanta e dalle lunghe leve, Debast è bravissimo nel gioco aereo ma si è mostrato molto solido nel gioco palla a terra. Jan Vertonghen, compagno di club e di nazionale, ha speso parole al miele per il giovane prodotto dell'Academy dei bianco-malva: "Sono il primo ad essere suo fan. Col pallone tra i piedi è il miglior difensore del campionato belga ma ha bisogno di migliorare la fase difensiva, proprio come ho fatto io agli inizi. Mi ricorda Thomas Vermaelen".
Robert Renan - Zenit San Pietroburgo
Una piccola gemma nelle mani di Rudi Garcia. Robert Renan è un 2003, già sulla cresta dell onda da ben prima che lo Zenit di San Pietroburgo lo andasse a pescare dal fiorente settore giovanile del Corinthians. Renan è un mancino con mezzi tecnici importanti sia nel gioco con il pallone che senza. In generale predilige un gioco di duelli individuali, in cui sfrutta la sua esplosività soprattutto nel gioco aereo. Per essere neanche un ventenne ha anche una grande fiducia nei propri mezzi, al punto da sfociare in un'overconfidence che a volte lo espone a errori. Guardando la cosa in senso opposto, però, si può però dire che Renan ha le spalle larghe – anche letteralmente, se vogliamo – per reggere le pressioni di un campionato come la Serie A. Inoltre, avere a disposizione un difensore con la sua sensibilità tecnica aiuterebbe il Napoli a non dipendere totalmente dalle giocate di Lobotka in fase di costruzione. Pur non avendo minimamente l'esperienza di Kim ad alti livelli, quello di Renan potrebbe essere un nome molto più orientato al lungo termine.
Clément Lenglet - Barcellona
Clément Lenglet è tornato al Barcellona dopo non aver convinto i dirigenti del Tottenham ad esercitare il diritto di riscatto fissato al momento della stipulazione dell'accordo di prestito. Sono passati ormai molti anni da quando Lenglet veniva considerato come uno dei più promettenti centrali d'Europa, tanto da essere preso dal Siviglia senza neanche mai aver giocato un singolo minuto nella massima divisione francese. Un mancino dotato di un sinistro elegantissimo ma anche capace di mettere la battaglia sul piano fisico e staccarsi dalla linea difensiva per andare ad aggredire l'avversario. Lenglet è un difensore moderno e dalle qualità innegabili ma che oggi deve essere ricostruito, sia fisicamente che mentalmente.
In una stagione molto difficile, Lenglet è riuscito comunque a regalare qualche giocata interessante.
Negli anni non ha saputo però lavorare sulle debolezze, divenute ancora più evidenti. Lenglet è un difensore che pecca in concentrazione, che continua ad esporre la squadra per cui gioca a rischi inutili e che si lascia sovrastare con troppa facilità nel gioco aereo. Avesse la voglia di giocare d'azzardo, il Napoli potrebbe rischiare di ravvivare la carriera di un calciatore che non può aver perso il talento. Economicamente sarebbe anche un affare vantaggioso: il Barça lo ha messo fuori squadra e ha fretta di venderlo ma un quinquennale a 5.5 milioni l'anno firmato a inizio 2021 pesa come un macigno sulla situazione finanziaria del club. Potrebbero essere quindi ben disposti a sedersi attorno ad un tavolo e trattare per un prestito con diritto od obbligo di riscatto, anche pagando parte dell'ingaggio.
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