
Come sta andando la off-season NBA nella Eastern Conference?
Diamo i voti alle quindici squadre a est tra draft, trade e free agency.
La Eastern Conference è davvero quella parte di NBA che, anche nel 2023/2024, vedrà 15 franchigie lottare per 82 partite di Regular Season e per 3 serie di Playoffs per vedere da Acapulco i Miami Heat giocarsi l'Anello? In attesa dell'eventuale trasferimento di Damian Lillard verso South Beach, proviamo a fare le carte all'Est. Tra una Boston semirivoluzionata, una Philadelphia che pende dalle labbra dei cardini del quintetto e una pletora di squadre la cui differenza tra best e worst case scenario dirà molto della competitività da aprile in poi, trovare una chiara favorita è pressoché impossibile.
Quanti dei giudizi presentati in seguito verranno ribaltati nel giro di un paio di settimane, relegando quelle che pensiamo essere delle grandi intuizioni a previsioni sballate e illusorie? Coi roster aggiornati direttamente dal sito ufficiale della NBA, ecco chi si è messo meglio, chi peggio e chi ha preferito rimanere fermo.
Atlanta Hawks: 5,5
Nuovi arrivi: Patty Mills
Rookie: Kobe Bufkin, Seth Lundy
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Dejounte Murray, Trae Young, De'Andre Hunter, Bogdan Bogdanovic, Clint Capela; AJ Griffin, Saddiq Bey, Jalen Johnson, Onyeka Okongwu
Gli Atlanta Hawks non hanno ancora deciso cosa vogliono diventare. La tormentata stagione passata, con il cambio di allenatore da McMillan a Quin Snyder, potrebbe rivelarsi quella della svolta tra qualche anno, ma l'aver lasciato andare Collins sostanzialmente per nulla (Rudy Gay e una seconda scelta) non getta una buona luce sulla direzione che sta prendendo la squadra. Come prevedibile, la trade per Murray non ha permesso di fare quel miglioramento che la dirigenza si augurava e ora il futuro a livello di scelte è ipotecato. Conseguenza: per uscire dal limbo della mediocrità servirà sacrificare pezzi pregiati.
Boston Celtics: 7,5
Nuovi arrivi: Kristaps Porzingis, Oshae Brissett, Dalano Banton
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Jayson Tatum, Derrick White, Jaylen Brown, Al Horford, Kristaps Porzingis; Malcolm Brogdon, Oshae Brissett, Robert Williams III
Negli ultimi 7 anni, in 5 occasioni i Celtics si sono trovati alle Conference Finals, ma il conto degli anelli non si aggiorna dal 2008; ossia dal titolo di Allen, Pierce e Garnett. Con grande coraggio, Brad Stevens ha deciso di provare quindi a cambiare le carte in tavola quest'estate: via Marcus Smart, guardia anima e spirito guida dei biancoverdi di questi anni; dentro Porzingis, rivitalizzato da una buona stagione a Washington e rifirmato al massimo salariale Jaylen Brown, dando 304 milioni di motivi di credere che quella sia la strada che si vuol continuare a percorrere.
In realtà, l'esterno da sacrificare sarebbe stato Brogdon, ma la situazione fisica del Sixth Man of the Year in carica non ha convinto i Clippers, costringendo cosi Boston a dare Smart ai Grizzlies. Boston prova ad aggiungere punti in area e maggiore pericolosità da 3 punti, accettando il rischio di perdere qualcosa lato difensivo. A livello playoff le lineup Celtics con due lunghi non sono state particolarmente efficaci ma, ora come ora, due tra Porzingis, Timelord Williams e Al Horford saranno in campo quando conterà.
Brooklyn Nets: 6
Nuovi arrivi: Lonny Walker IV, Dennis Smith Jr., Darius Bazley
Rookie: Noah Clowney, Jalen Wilson, Dariq Whitehead
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Spencer Dinwiddie, Mikal Bridges, Dorian Finney-Smith, Cameron Johnson, Nic Claxton; Royce O'Neale, Cam Thomas, Dennis Smith Jr., Lonnie Walker IV
Per la prima volta dal 2018 Brooklyn approccia la stagione senza essere tra le squadre più chiacchierate della Lega. L'era dello Star Power iniziata nel 2019 è arrivata, è durata qualche travagliato anno e si è poi esaurita tra infortuni, problemi dentro e fuori dal campo, piedi troppo lunghi e rimpianti. L'offseason ha portato giocatori di complemento, utili per allungare le rotazioni. Importante la rifirma di Cam Johnson, a cifre importanti ma meritate e l'addio di Joe Harris, che è costato la cessione di alcune scelte ai Pistons pur di scaricarsi il contratto. ll prossimo anno ci dirà precisamente se Bridges è davvero l'All-Star che ha dimostrato di poter essere: qualora ciò accadesse, è lecito pensare che Brooklyn sarà presto in grado di attirare nuovamente stelle.
Charlotte Hornets: 4,5
Rookie: Brandon Miller, Nick Smith Jr., Amari Bailey
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Brandon Miller, LaMelo Ball, Gordon Hayward, Miles Bridges, P. J. Washington; Terry Rozier, Mark Williams, Kelly Oubre Jr., Nick Richards
"Brandon Miller alla 2 scelto prima di Scoot Henderson". Questa frase rischiamo di sentircela ripetere per anni e anni, e i tifosi di Charlotte sono quelli che lo temono più di qualunque altro. La scelta di Charlotte aveva fatto storcere parecchi nasi già nell'immediata precedenza e durante il Draft e la Summer League di Miller ha fatto poco per contraddire questa idea.
Le prime impressioni molte volte sono fallaci. Il problema è che lo si scopre sempre dopo...
Gli Hornets si sono peraltro rivelati la peggior squadra di sempre di una Summer League, benché avessero portato ben otto tra rookie e giocatori di rotazioni. L'unico aspetto positivo, dal punto di vista sportivo, è il rientro di Miles Bridges, dopo la squalifica inflittagli in seguito al caso di violenza domestica che lo aveva visto coinvolto nel 2022. Tocca incrociare le dita in quel di Charlotte, anche dopo che Jordan ha venduto il suo pacchetto di maggioranza nella squadra.
Chicago Bulls: 5
Nuovi arrivi: Torrey Craig, Jevon Carter, Onuralp Bitim
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Coby White, Zach LaVine, Nikola Vucevic, DeMar DeRozan, Patrick Williams; Torrey Craig, Ayo Dosunmu, Derrick Jones Jr., Alex Caruso
Per Chicago questa è stata un'estate piuttosto piatta: i Bulls hanno inserito Torrey Craig e Jevon Carter. Questi sarebbero due giocatori tipici da squadra almeno pretender, quindi non proprio il caso di Chicago, che ha visto partite Pat Beverley direzione Phila. La sensazione è di essersi un pochino persi, dopo che l'arrivo di Karnisovas aveva dato la sensazione di grande aggressività sul mercato. Inoltre, DeRozan non ringiovanisce e il resto del roster non presenta un grandi margini di cui poter beneficiare. Ulteriore tegola: Lonzo Ball salterà tutta la stagione, tanto che la Lega ha concesso ai Bulls di utilizzare la Disabled Player Option. I timori per il prosieguo della carriera del fratellone di Melo sono piuttosto seri a questo punto.
Cleveland Cavaliers: 7
Nuovi arrivi: Max Strus, Georges Niang
Rookie: Emoni Bates
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Max Strus, Evan Mobley, Darius Garland, Jarrett Allen, Donovan Mitchell; Ty Jerome, Caris LeVert, Georges Niang, Isaac Okoro, Dean Wade
Cleveland ha giocato un'ottima Regular Season ma dei Playoff disastrosi: la mancanza di tiro da fuori, di soluzioni diverse dall'hero ball di Mitchell e Garland e di difesa negli esterni hanno di fatto tagliato le gambe ai Cavs nella post-season. Per questo motivo, la dirigenza si è suvbito attivata per riempire il roster di tiratori affidabili, come Niang, e magari validi anche dietro, come Strus. Tra chi resta, invece, la conferma dell'accordo con Levert puzza di indecisione, mentre dal Draft è arrivato Emoni Bates, che negli anni dell'high school era giudicato il miglior prospetto dai tempi di Lebron. La condanna per porto illegale di armi e uno stile poco incline per natura al gioco di squadra hanno annebbiato le sue prospettive, ma è stata appena la 49esima scelta e la sua Summer League ha mostrato il suo valore e lo ha candidato come possibile steal of the Draft. Con quel numero di scelta rischia di un essere un grandissimo colpo.
Oltre a Cam Whitmore, Emoni Bates è l'altra Storia del Draft 2023. Lieto fine o tragedia?
Detroit Pistons: 6,5
Nuovi arrivi: Joe Harris, Monte Morris
Rookie: Ausar Thompson, Marcus Sasser
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Cade Cunningham, Bojan Bogdanovic, Jaden Ivey, Ausar Thompson, James Wiseman; Killian Hayes, Joe Harris, Marvin Bagley III, Jalen Duren, Monte Morris, Isaiah Stewart
A Detroit stanno rifondando da anni, ma questo può essere l'anno in cui vari pezzi del mosaico cominciano a far percepire la forma definitiva: Ausar Thompson dal Draft promette grande atletismo e passing; Jalen Duren ha mostrato flash inaspettati e che hanno fatto alzare le antenne sul giovanissimo lungo di Detroit; Cunningham tornerà dall'infortunio e Ivey è atteso ad una stagione da Sophomore di carattere dopo aver parzialmente deluso l'anno scorso. I Pistons rischiano di essere una squadra da Regular Season, vista la profondità del roster che potrebbe anche portarli a diventare una contender per un posto al Play-In. Gli arrivi di Monte Morris e Joe Harris portano esperienza nel breve, ma potrebbero anche trasformarsi in interessanti asset da offrire alle rivali per ottenere qualche utile scelta; medesimo discorso vale per il Bogdanovic croato: un giocatore che fa gola a chiunque abbia ambizioni di giocare a giugno.
Indiana Pacers: 7
Nuovi arrivi: Obi Toppin, Bruce Brown
Rookie: Jarace Walker, Ben Sheppard, Isaiah Wong
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Tyrese Halilburton, Obi Toppin, Bruce Brown, Bobby Hield, Myles Turner; Andrew Nembhard, Jarace Walker, Isaiah Jackson, Jalen Smith, Aaron Nesmith, Jordan Nwora
I Pacers sono stati tra i più attivi nel mercato NBA, soprattutto avendo piazzato le 5 scelte che avevano accumulato per il Draft 2023 e ottenendo scelte future, che quindi li mantengono potenzialmente aggressivi a livello di scambi anche grazie all'ampio monte salari tuttora a disposizione. Con l'ottava scelta (che era la settima, ma che è stata scambiata a Washington per due seconde future, ne riparleremo) hanno pescato Jarace Walker, numero 4 di stazza, molto potente e grande difensore da sgrezzare offensivamente. Con la ventiseiesima scelta hanno pescato Sheppard, guardia che sperano possa fare lo stesso percorso di Nembhard, mentre l'arrivo di Toppin potrebbe limitare i minuti di Walker. La mossa principale rimane però la firma di Bruce Brown, con un biennale da 45 milioni: in tanti hanno storto il naso, ma qualora le cose andassero per il vero giusto Brown si rivelerebbe ottima aggiunta nei Playoff. Se invece le cose andassero male, un biennale con team option sul secondo anno siamo sicuri sia cosi poco spendibile sul mercato?
Miami Heat: N.G.
Nuovi arrivi: Josh Richardson
Rookie: Jaime Jacquez Jr.
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Kyle Lowry, Bam Adebayo, Tyler Herro, Caleb Martin, Jimmy Butler; Jaime Jacquez Jr., Josh Richardson, Duncan Robinson, Orlando Robinson
Oramai Miami è l'Atalanta dell'NBA: a prescindere dal curriculum del roster, è impossibile lasciarli fuori dalla lotta per il titolo e quest'ultima stagione è stato il manifesto massimo di tutto ciò. Chi se ne va, Struss e Gabe Vincent, viene accompagnato dai dubbi sulle possibilità di replicare l'ottimo rendimento offerto sotto Erik Spoelstra. Parlare degli Heat in queste settimane è difficile, perché la spada di Damocle della possibile Trade per Lillard rende provvisorio l'intero roster. L'unico innesto degno di nota è Josh Richardson per allungare la panchina, con la speranza che il recupero di Tyler Herro sia il vero boost rispetto alla scorsa stagione.
Milwaukee Bucks: 6
Nuovi arrivi: Malik Beasley, AJ Green, Robin Lopez
Rookie: Chris Livingston, Jazian Gortman, Andre Jackson Jr.
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Malik Beasley, Brook Lopez, Jrue Holiay, Khris Middleton, Giannis Antetokounmpo; Bobby Portis, Andre Jackson Jr., MarJon Beauchamp, Pat Connaughton
I Bucks si sono leccati le ferite dopo l'uscita dai Playoff al primo turno contro Miami in cui hanno dovuto fare i conti con l'infortunio di Giannis. L'estate dei Bucks è stata quindi relativamente calma, con la rifirma di Middleton a cifre più basse ma con un allungamento dell'accordo come main topic. L'arrivo di Malik Beasley dai Lakers si innesta nella tradizioni di affiancare tiratori da 3 punti a Giannis, ma il gruppo Bucks è quello dell'anno passato, per ritentare la scalata verso l'Anello.
New York Knicks: 6
Nuovi arrivi: Donte DiVincenzo
Quintetto previsto: Josh Hart, RJ Barrett, Jalen Brunson, Mitchell Robinson, Julius Randle; Immanuel Quickley, Isaiah Hartenstein, Donte DiVincenzo, Quentin Grimes
Dopo l'ottima stagione scorsa, contrassegnata anche dal passaggio alle semifinali di Conference, coach Thibodeau si troverà a far fronte all'uscita di Obi Toppin, controbilanciata dall'arrivo di DiVincenzo, e la conferma di un pacchetto lunghi che ha un ceiling al secondo turno Playoffs sopra la propria testa. Non sarà facilissimo confermarsi, ma questa è la squadra di Jalen Brunson, quindi New York riparte con una certezza in più rispetto al solito.
Orlando Magic: 6
Nuovi arrivi: Joe Ingles, Goga Bitadze
Rookie: Anthony Black, Jett Howard
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Paolo Banchero, Markelle Fultz, Jalen Suggs, Franz Wagner, Wendell Carter Jr.; Anthony Black, Jonathan Isaac, Chuma Okeke, Cole Anthony, Jett Howard
Gli Orlando Magic stanno facendo le cose per bene, forse troppo. Stanno accumulando talento, certo, ma al momento il rischio è quello di essere "in troppi". La scelta di Black è una delle più hipster del Draft, anche se servirà capire quanto spazio avrà il playmaker di Arkansas dietro a Fultz, Suggs e Cole Anthony, per quanto venga facile pensare che uno di questi due possa essere oggetto di trade prima della deadline, qualora il rookie mostri segnali incoraggianti. L'arrivo di Ingles potrebbe rispondere alla necessità di arricchire in termini di esperienza uno dei roster più giovani della Lega, mentre la scelta di usare l'undicesima scelta per draftare Jett Howard non convince appieno.
Non si può dire che Black non abbia feel for the Game.
Philadelphia 76ers: N.G.
Nuovi arrivi: Mo Bamba, Patrick Beverley
Rookie: Ricky Council IV, Terquavion Smith
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Tyrese Maxey, James Harden, Tobias Harris, P. J. Tucker, Joel Embiid; De'Anthony Melton, Paul Reed, Jaden Springer, Patrick Beverley, Mo Bamba
Se per gli Heat tutto è sub iudice causa Lillard, a Philadelphia la questione Harden impedisce ragionamenti definitivi. La richiesta di trade del barba ha mandato all'aria qualsiasi strategia di medio termine dei Sixers, che ora probabilmente dovranno solo pensare a ottenere il più possibile dalla sua cessione. Cosa succederà? Difficile saperlo, anche se Morey ha lasciato capire che non è disposto a cedere tanto facilmente, nonostante la forte pressione.
Toronto Raptors: 4,5
Nuovi arrivi: Dennis Schroeder
Rookie: Gradey Dick, Markquis Nowell
Quintetto previsto: O.G. Anunoby, Scottie Barnes, Jakob Poeltl, Gary Trent Jr., Pascal Siakam; Dennis Schroeder, Precious Achiuwa, Chris Boucher, Gradey Dick, Jalen McDaniels, Thaddeus Young
La perdita di Fred VanVleet, andato a Houston, minaccia di essere la parola fine all'era d'oro dei Raptors, che in estate si sono anche separati anche dal condottiero del titolo 2019, Nick Nurse. L'offseason dei canadesi si può riassumere in queste due uscite ma Gradey Dick potrebbe rivelarsi un'ottima aggiunta dal Draft, perlomeno nel lungo termine, colmando la lacuna del tiro da fuori dei Raptors. Detto questo, sarebbe meglio che Masai Ujiri si concentrasse nel processo di rebuilding, invece che continuare ad insistere su questo gruppo.
Washington Wizards: 4
Nuovi arrivi: Tyus Jones, Jordan Poole, Landry Shamet, Mike Muscala, Danilo Gallinari, Patrick Baldwin
Rookie: Bilal Coulibaly
Quintetto iniziale e principali uomini di rotazione: Deni Avidija, Jordan Poole, Tyus Jones, Kyle Kuzma, Daniel Gafford; Corey Kispert, Delon Wright, Johnny Davis, Taj Gibson
Estate torrida nella Capitale. Ancora prima del Draft, i Wizards si erano sbarazzati dei due principali giocatori, Beal e Porzingis, ottenendo in cambio l'esperienza due veterani come Chris Paul e Gallinari, ma nei fatti nulla di più. Dopo pochi giorni, inoltre, Paul è stato poi girato ai Warriors per Jordan Poole, il nuovo tanking boss di Washington, mandato in esilio dopo il pugno subito da Draymond Green secondo le voci più perfide. Il tasto è stato premuto e il rebuilding definitivamente varato, anche se con colpevole ritardo: i prossimi anni vedranno Washington cercare di ricreare un gruppo, partendo, in teoria, da Kuzma e Poole.
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