
Bellingham è nato per giocare nel Real Madrid
Il centrocampista inglese è pronto a portare il Real in una nuova epoca.
Da quando ha esordito nel Birmingham a 16 anni, Jude Bellingham ha dimostrato di essere un centrocampista associativo. Uno di quei calciatori, cioè, che offrono il meglio del loro talento in funzione di un sistema collettivo: una caratteristica fondamentale nel calcio contemporaneo, che stagione dopo stagione si allontana sempre di più dal gioco di posizione. Il modo in cui Jude Bellingham si muove in lungo e in largo per il campo per facilitare la giocata ai compagni, oltre alle sue qualità fisiche e tecniche, lo ha portato a indossare prima la maglia del Borussia Dortmund e poi quella del Real Madrid. D’altronde non c’è da stupirsi: i Blancos seguono da diversi anni una filosofia ben definita sul mercato: acquistare talenti da svezzare ancora teenager, e integrarli gradualmente in una rosa di fuoriclasse esperti.
Bellingham è il prototipo di questo tipo di nuovi arrivi. Nonostante abbia appena compiuto 20 anni, infatti, è già un calciatore di prima fascia, che nelle ultime stagioni si è distinto come uno dei migliori giocatori della storia recente della Bundesliga. Bellingham è nato per giocare nel Real Madrid, insomma, o almeno è nato per giocare nella versione dei Blancos allenati da Carlo Ancelotti. Figuriamoci se Florentino Perez si sarebbe lasciato scappare un'occasione così ghiotta.
Bellingham ha già dimostrato di scegliere sapientemente il suo percorso di crescita. La difficile decisione di lasciare l’Inghilterra per approdare in Germania, quando su di lui c’erano sirene anche più rumorose, va proprio in questa direzione. Il Dortmund è uno dei migliori club per sviluppare i talenti e indirizzarli verso carriere scintillanti. Non è un caso se in questi tre anni tedeschi Bellingham è maturato a vista d’occhio fino a diventare il leader tecnico della squadra allenata da Edin Terzic. A maggio 2023 non c'è stato il lieto fine – al Signal Iduna Park ancora girovaga senza meta il fantasma del Meisterschale – ed era arrivato il momento di trasferirsi in un club di livello superiore.
Il passaggio al Real Madrid come naturale conseguenza, quindi. Ma che tipo di centrocampista arriva in Spagna? E come si inserirà in una squadra già galactica?
Rispondere alla prima domanda non è affatto facile ma per capire che tipo di giocatore sia Jude Bellingham si può iniziare osservando la sua heatmap fornita da Sofascore. Per trovare qualche frazione di campo non coperta bisogna avvicinarsi alle bandierine del corner. Bellingham, infatti, è costantemente in movimento in fase di possesso palla: partendo dal centro-destra si sposta in funzione del pallone così da smarcarsi e facilitare lo scarico al compagno. Non è raro vederlo in una posizione ad inizio azione e al suo opposto al termine della stessa. Incarnando la tradizione inglese dei box-to-box, Bellingham si stacca molto spesso dalla mediana per attaccare la profondità, fino a raggiungere la linea degli attaccanti. Il suo dinamismo, con e senza palla, gli permette tanto di condurre i contropiedi quanto di andare a terminarli: e gli 8 gol nella scorsa Bundes sono la prova più tangibile di quest'aspetto.

Quest'attitudine che abbiamo definito associativa di Bellingham combacia alla perfezione con il sistema voluto da Ancelotti nella sua seconda esperienza a Madrid. I sei uomini offensivi del Real e i due esterni di difesa si scambiano di posizione in fase di possesso per ridurre i punti di riferimento. Il laterale e l’ala di destra chiudono il triangolo con la mezz’ala vicina e inizia un gioco di rotazioni continue che lascia poco spazio di intervento agli avversari, come si può vedere nello screen sottostante.

Jude Bellingham è esattamente quel tipo di giocatore. La sua capacità di liberarsi dal proprio marcatore, anche grazie alle finte di corpo – uno dei marchi di fabbrica – per svariare lungo tutto il campo fa sì che possa inserirsi fin da subito negli schemi di Ancelotti. La curiosità di vederlo triangolare con Camavinga e Viniciusa a sinistra, o in mezzo al campo con Modric e Kroos, è altissima, inutile dirlo. Ma già l'intesa costruita al Borussia con Wolf-Malen e Can-Brandt hanno lasciato un ricordo molto dolce. Lo schema ripetuto è quasi sempre il seguente: Bellingham si lancia nello spazio dopo aver servito un compagno, attirando a sé il proprio uomo e liberando il contro-movimento dell’esterno offensivo che può ricevere dal laterale di difesa e concludere il triangolo servendo lo stesso Bellingham in profondità o restituendola al terzino.
Sto preparando una robina su Bellingham e non riesco a smettere di pensare quanto un giocare associativo come lui possa fare bene in una squadra come il Real Madrid che ha un numero di giocatori associativi in rosa tendente ad infinito. Sono eccitato pic.twitter.com/HzNRnMrRNn
— Gianmarco Galli Angeli (@GiaGianmarco) July 18, 2023
L'abilità di Bellingham di muoversi negli spazi, in qualunque zona del campo, costringe gli avversari ad essere sempre attenti, per quanto sia possibile. Come si vede nella clip qui sotto, Bellingham svaria in ampiezza da destra verso sinistra, costringendo Enzo Fernandez a prendere una decisione. Quello decide di non spostarsi e chiama il movimento a Loftus-Cheek ma nel frattempo Bellingham è già arrivato sulla linea laterale e può giocare il pallone quasi indisturbato.
Queste situazioni di vantaggio generate costantemente durante la partita, oltre a concedere molto respiro sul primo pressing avversario permettono di mantenere il possesso e giocare il pallone quando i marcatori non sono ancora schierati.
Bellingham senza palla
Bellingham è un fine lettore del gioco e questo gli permette, soprattutto senza palla, di collocarsi tra le linee di passaggio avversarie e prevedere la loro giocata. In questa stagione si è collocato al 93esimo percentile tra i centrocampisti per i palloni intercettati parametrati sui 90 minuti (1.79). Anche quando sembra aver perso il suo marcatore, o quando subisce un taglio alle spalle, riesce a capire quale sarà la traiettoria del pallone e sventare azioni potenzialmente pericolose o tiri in porta.
Come si vede in questa clip, dopo aver fatto roaming intorno a sé ed essere rimasto in una terra di mezzo, Bellingham sa dove si inserirà il giocatore del Wolfsburg e come potrebbe calciare, salvando il proprio portiere da un intervento difficile.
Bellingham lettura difensiva
Anche in quest'altra azione, eseguita contro il Manchester City, è impressionante la rapidità mentale con cui legge l’azione e lo scatto con cui occupa la linea di tiro.
Bellingham salvataggio vs City
Spesso Bellingham è perciò anche il primo giocatore della sua squadra a far ripartire l’azione in contropiede. La sua esplosività fisica lo dota di un’accelerazione che la stragrande maggioranza dei pari ruolo non possiede. La facilità con cui porta il pallone da una parte all’altra del campo arrivando fino dentro l’area o calciando da fuori, come si vede nella clip sottostante, lo rende un giocatore estremamente temibile nelle ripartenze palla al piede. Lo dicono anche i dati: è al 92esimo percentile nelle progressive carries per 90' (3.06).
Bellingham gol dopo progressione
I coast-to-coast di Bellingham sono diventati una piacevole certezza in quel di Dortmund; immaginando la stessa situazione a Madrid, con due esterni rapidi e funambolici come Vinicius e Rodrygo, viene già l’acquolina in bocca.
Se a ciò aggiungiamo la facilità nel trovare il compagno libero sul lato opposto, anche in situazioni estremamente dinamiche come quella nella prima clip, si sta consegnando nelle mani di Ancelotti un’arma potenzialmente letale che trova l’innesco perfetto nell’arsenale già a disposizione dei Blancos. Il modo in cui riesce a trovare il passaggio tra le linee è semplicemente eccezionale, ci sono pochi giocatori che riescono a farlo quanto lui, come testimoniato dagli 8.18 progressive passes per 90 minuti (94esimo percentile).
Con i suoi fendenti a tagliare il campo riesce sempre a tenere sotto scacco la difesa avversaria, come sottolineato dalla seconda clip.
Bellingham cambio di gioco
Bellingham visione vs Stoccarda
Questa continua ricerca dell’ampiezza logora fisicamente e psicologicamente gli avversari costretti ad aprirsi e contrarsi come una fisarmonica per tutta la durata della partita, ciò è visibile specialmente nel terzo video.
Bellingham apertura vs Sevilla
Non contento, Bellingham continua a dare il martirio alle difese avversarie anche in fase di primo pressing. Come si vede nella foto qui sotto, si posiziona sulla linea degli attaccanti andando a prendere uno dei centrali di difesa costringendo il portiere o al rinvio lungo o ad una giocata che metterà in difficoltà il suo compagno. Non a caso il Dortmund è stato tra le prime squadre della Bundes per numero di palloni recuperati nei primi secondi dell’azione. Questo permetteva a Bellingham di giocare quasi sempre da attaccante aggiunto in queste occasioni con risultati notevoli: 87esimo percentile per progressive passes ricevuti (4.36) e, soprattutto, 98esimo percentile per tocchi nell’area di rigore avversaria nei 90 minuti (3.60). L’apporto offensivo di Bellingham in questi anni in Germania è stato cruciale per il Borussia, soprattutto negli anni in cui si trovava a fianco Haaland.

Un aspetto del gioco di Bellingham decisamente sottovalutato è il dribbling. Oltre alle doti fisiche e le finte di corpo già citate, Bellingham supera costantemente l’avversario in tanti modi differenti. Quello che gli riesce meglio, come si vede anche nelle clip, è il cambio di piede per eludere l’intervento del marcatore, salvo poi sterzare ed accelerare dall’altra parte.
Bellingham dribbling
La velocità di esecuzione di questo movimento è folgorante, il diretto avversario può anche leggere in anticipo la sua scelta ma la esegue con una rapidità tale da rendere impossibile l’intervento, tanto che chi ci prova di solito si trova un cartellino giallo sventolato sotto il naso.
Bellingham gol vs Sevilla
L’evidenza di ciò è il numero di difensori saltati a partita nei 90 minuti, 2.63, dato che corrisponde al 99esimo percentile tra i centrocampisti, ovvero il migliore.
Bellingham gol vs Eintracht
Offensivamente parlando Bellingham è una minaccia a tutto tondo. Infatti è uno dei migliori tiratori da fuori in circolazione. Il suo fiuto per il gol è notevole e cresce anno dopo anno, ma la sua specialità – anche in questo caso calcando la tradizione inglese – sono i tiri dalla lunga distanza e gli inserimenti ad altezza dischetto di rigore. La sua facilità nel calciare, coadiuvata da una potenza extraterrestre nelle gambe, gli permette di arrivare al tiro in una frazione di tempo millesimale centrando molto spesso la porta.
Bellingham tiro da fuori area
Bellingham gol 2 vs Stoccarda
In un ipotetico scacchiere tattico del Real di quest’anno Bellingham potrebbe rilevare proprio Federico Valverde (che, trasformato in dodicesimo uomo, sarebbe un lusso senza pari), uno che di soluzioni balistiche se ne intende e non poco.
Bellingham gol vs City
Come scritto precedentemente, Bellingham sa leggere i tempi di gioco con notevole anticipo. E se questo vale per la fase di non possesso, figuriamoci quando il pallone ce l’ha la sua squadra. Sa sempre come e dove inserirsi per trovare la soluzione migliore - la clip qui sotto ne è una dimostrazione - e questo ha portato il Dortmund a beneficiare di un bottino di reti aggiuntive notevole. Bellingham occupa il 97esimo percentile per Non-penalty Expected Goals (0.24 ogni 90 minuti) ed il 94esimo per i tiri totali (2.09). In generale la sua presenza nelle azioni che portano ad una conclusione è costante: le sue 4.01 Shot-Creating Actions per partita gli valgono il 93esimo percentile tra tutti i centrocampisti.
Bellingham gol vs Stoccarda
Se c’è qualcosa su cui Bellingham può migliorare, ed è l’unico aspetto veramente evidente, è il contributo difensivo. Come scritto precedentemente la sua capacità di leggere il gioco prima degli altri lo aiuta ma a volte non basta. Quando la squadra perde il pallone lui impiega troppo tempo a ritornare in posizione costringendo i compagni a scalare e creando un’occasione di pericolo per la sua difesa. Al Real Madrid sarà probabilmente un problema minore vista l’efficacia dei difensori dei Blancos ma al Dortmund, dove la linea ha ballato molto spesso, non è sempre stato facile.
In questa prima clip, ad esempio, Joao Felix taglia facilmente alle sue spalle, e Bellingham non copre la linea di passaggio in tempo. Il Chelsea si trova in area di rigore con una facilità disarmante; nella seconda il discorso è simile ma l’esito è diverso, dopo essere stato superato dal pallone di Mudryk passeggia per riprendere la posizione con i Blues già in area di rigore, è bravissimo a leggere in anticipo la carambola ma il rischio era molto alto.
Bellingham low effort 1
Bellingham low effort 2
La terza clip è quella più esemplificativa, dopo che un compagno ha perso il pallone si ferma ed inizia a camminare arrivando anche a scomparire dall’inquadratura, l’azione non porta al gol ma non è un bel segnale, soprattutto se ad inviarlo è il leader della squadra.
Bellingham low effort 3
È un peccato perché, quando vuole, Bellingham sa fare la differenza anche in questo aspetto. La clip sottostante mostra un’azione di Inghilterra – Francia, quarti di finale degli ultimi Mondiali. In quella partita il contributo difensivo di Bellingham fu essenziale per l'Inghilterra: costrinse infatti Griezmann a cambiare il suo raggio d’azione per non averlo alle costole. Le qualità fisiche di Bellingham sono tali da permettergli di reggere ogni tipo di specimen fisico, dagli esterni tutto corsa e dribbling fino ai giocatori più rocciosi. Determinati passaggi a vuoto non sono ammissibili quando si veste la camiseta blanca ma non c’è da temere, un giocatore di questa intelligenza e con margini di crescita ancora enormi (a questo punto dell’articolo è giusto ricordare che ha appena compiuto 20 anni) sarà in grado di sopperire a queste mancanze per risultare ancora più decisivo.
Bellingham tackle
L’effort sarà da migliorare ma ci sono pochi dubbi sulla sua leadership. Ci ha messo molto poco a diventare uno dei fari dello spogliatoio del Dortmund e nell’ultima stagione ha indossato più volte la fascia da capitano. In campo Bellingham è da sempre una guida vocale e telecomanda i movimenti dei compagni indicando il passaggio smarcato da compiere o dove far girare l’azione per sorprendere la difesa avversaria. Queste doti non possono che far bene anche in uno spogliatoio che incute timore come quello del Real Madrid. Le storie dei talenti inghiottiti dal Bernabeu sono tantissime ma Bellingham non farà parte di queste. Il suo percorso di crescita ha rasentato la perfezione, è vero che inevitabilmente alle prime battute d’arresto potrebbero corrispondere i malumori, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che il ragazzo di Birmingham possa diventare in fretta un idolo per i tifosi del Real.
Guardare una seconda volta le partite di Bellingham è come fare un rewatch di Bojack Horseman: se ci si soffermasse frame dopo frame si scoverebbero una quantità infinita di dettagli rimasti celati al primo sguardo – e qualora simpatizzaste Dortmund questa frase è vera anche per il vostro lato emotivo. Bellingham è già un fuoriclasse, e lo è da almeno un anno. Ancelotti si trova tra le mani una stella che potrà sicuramente migliorare sotto l’egida di Modric e Kroos ma che riuscirà molto presto a imporre il proprio carisma nello spogliatoio. Bellingham incarna a pieno quella tradizione inglese di cui abbiamo parlato e che lo pone in continuità con fenomeni del calibro di Gerrard e Lampard. Non è sensazionalismo, quanto la realtà dei fatti: Bellingham ha già dimostrato di appartenere a questa categoria, e la sua traiettoria non è che al punto di partenza. Non vediamo l’ora di scoprire fin dove lo porterà.
Tutti i percentili sono presi da fbref.com.
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